convegno acli 02

Interessante convegno contro la violenza sulle donne organizzato dalle ACLI

convegno acli 02
Sant’Agata Militello – 
Si è svolto sabato scorso 10 gennaio, presso il Castello Gallego di Sant’Agata Militello, il convegno promosso dalle Acli Provinciali di Messina dal titolo “Le violenze contro le donne. Politiche di contrasto e strumenti di protezione”.

L’evento, organizzato dall’avv. Mariella Oriti e Loredana Maccora, componenti della Presidenza Provinciale delle ACLI di Messina, ha registrato numerose presenze tra gli operatori del settore.

A moderare gli interventi vi era il presidente Provinciale delle Acli, Antonio Gallo

I lavori si sono aperti con l’intervento della Prof.ssa Antonella Cocchiara che ha delineato storicamente il fenomeno della violenza contro le donne, e che ha fatto rilevare come per molti anni nel passato la violenza domestica contro le donne è stata considerata normale e addirittura giustificabile e socialmente accettata. Basti pensare che fino al 1996 il reato di violenza sessuale era inserito nel codice tra i reati contro la moralità pubblica e il buon costume mentre con l’approvazione della L.66/96  viene inserito tra i delitti contro la persona. L’avv. Carmen Currò, presidente del Centro donne antiviolenze di Messina (CEDAV), ha posto l’accento sulla circostanza che spesso le donne vittime di violenza familiare sono restie a denunciare i fatti perché ciò significa denunciare il proprio compagno e padre dei propri figli. L’intervento della dott.ssa Maria Milia, sostituto procuratore presso il Tribunale di Patti, ha focalizzato l’attenzione sulla risposta delle istituzioni al fenomeno. Evidentemente la risposta di tipo penalistico arriva sempre dopo che la violenza si è consumata. La dott.ssa Milia in particolare ha fatto rilevare che dall’analisi del fenomeno si è potuto accertare che gli autori di questo tipo di reati sono  uomini che mediamente hanno circa 42 anni e quindi questo è un fenomeno che riguarda soggetti che sono cresciuti in una società moderna e non dovrebbero essere condizionati da un retaggio culturale che relegava le donne al ruolo di sottomesse. Infine la dott.ssa Tina Camuti, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione la Clessidra di SAnPiero Patti,  ha posto l’accento sulle conseguenze psicologiche che subiscono le vittime di violenze. In particolare molto diffuso e non ancora preso in considerazione in maniera specifica dalla legislazione, se non nell’ambito più generale dei maltrattamenti in famiglia, è la violenza assistita. Questa è quella violenza subita dai minori che sono obbligati in maniera diretta o indiretta ad assistere a scene di violenza fisica o anche solo verbale tra persone che rappresentano per loro punti di riferimento. Un bambino che cresce in questo contesto avrà gravi difficoltà relazionali e nel lungo periodo svilupperà comportamenti violenti in età adulta ritenendoli normali.

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Tutte le riflessioni hanno avuto una conclusione comune, ovvero che gli strumenti legislativi e processuali, senz’altro utili, non sono da soli sufficienti a debellare il fenomeno. Occorre un cambiamento culturale che educhi alla sana relazione tra i generi e al rispetto della persona.

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