irene e gaetano brolo

Il Sindaco Ricciardello, niente sarà come prima

 irene e gaetano brolo

 

Brolo – Il discorso di fine anno del Sindaco Irene Ricciardello è accorato e ad ogni modo pieno di speranze. Un anno difficile per Brolo, ferito e dilaniato da una profonda difficoltà di gestione della crisi economica, che eredita per il prossimo anno tanti punti interrogativi.

Vi proponiamo il discorso del Sindaco di Brolo.

Avrei voluto aver altre parole per questo saluto di fine anno. Avrei voluto tirar altri bilanci dagli atti del comune che da sei mesi amministro. Sorridere guardando al futuro, usare parole quali ottimismo, crescita, investimenti, lavoro, occupazione, interventi del pubblico in favore di iniziative anche quelle dei privati … e invece, mi trovo a dire quello che mai avrei voluto dire.

La preoccupazione per l’anno che si apre è basata su atti concreti, non ultima la relazione che ci è giunta da parte dell’assessorato agli Enti Locali di Palermo, solo qualche giorno fa. Oggi affronto un quotidiano amministrativo nel segno dell’incertezza e non solo economica. E non è un discorso, il mio generalizzato, come quello che sento dire ai miei colleghi, ai sindaci dei piccoli e medi comuni  isolani.

Non è un piangersi addosso.

E’ un discorso fatto di atti e fatti quelli che la cronaca ci fa fatto leggere sui quotidiani, atti e fatti che la Magistratura giudica reati e per i quali noi, io con voi, ne paghiamo ora le conseguenze. Ma è fine anno. Dobbiamo dare spazio alla Speranza, a rinnovare gli impegni che sono stati il cardine del programma elettorale, di quel contratto che ho stipulato con Voi e che se non ho attuato, per mancanza di soldi, non ho dimenticato. E’ il mio impegno e da quello parte il mio inizio d’anno.

Forse ci sarà dissesto.

Uso il condizionale quasi per scaramanzia, non lo voglio, non lo vogliamo, ma la legge dei numeri, che non abbiamo fatto noi, ci sembra portare a questo. Dobbiamo preparaci. Noi non abbiamo responsabilità, ma ne paghiamo le conseguenze. E parto proprio da qui.

Il mio impegno, in quanto non posso parlar di bilanci, per sei mesi di amministrazione, dove ho dovuto battermi per il ripristino di legalità, dell’ordine, dell’equità, di far quadrare conti, anzi di capire come questi erano stati fatti, in quanto il nostro bilancio assomiglia più a un pezzo di gruviera che ad altro, sarà quello di affrontare la sfida per il 2015 tra sociale e solidarietà, un impegno che vuol dare un nuovo valore alla “politica”

Parlare ai miei cittadini, far loro gli auguri, è davvero un atto sentito,  un dovere, un’occasione per condividere analisi, rafforzare quei propositi di buona amministrazione che sono il nostro credo, e per rinnovare una volta di più il nostro patto d’onore e d’amore  nei confronti di Brolo, il nostro “bel” paese.

Noi siamo qui per questo.

Ho imparato a conoscere  i miei concittadini.

Seduta su una poltrona, la più alta della città, che credetemi molto spesso è scomoda, onerosa.

Ho visto passare il disagio, le difficoltà, il quotidiano triste di tanta gente, priva del lavoro, senza prospettive.

Ho visto un paese che senza i lustrini di feste e degli show, quelli che nessuno ha mai pagato, senza sorriso. Un paese con i sogni infranti, deluso, senza illusioni da coltivare.

Deprivato dai sogni.

Era il peggio che poteva capitargli.

Le convulse vicende dei mesi passati, l’azzeramento degli uffici, – mi spiace tornaci sempre sopra – mi rende difficile, se non impossibile, formulare ipotesi per il futuro, o addirittura anche soltanto mettere a fuoco un’idea di futuro, perché siamo troppo emotivamente coinvolti, confusi e disorientati.

Ogni volta che apriamo un faldone, una carpetta, entriamo a fare  le pulci su un capitolo del bilancio comunale, abbiamo sorprese, non piacevoli, che alla fine si tramutano in debiti, in impegni non assolti con tante aziende del nostro paese, non onorati,  a somme da dare, lavori impagati.

Lavoro che si perde.

Dovrei far gli auguri anche a chi ha regalato ai brolesi l’immagine di un paese ferito, e lacerato che non avremmo mai voluto vedere.

Ci provo.

E’ un segno, perché Brolo ha bisogno di ricompattare il suo animo, la sua essenza, la voglia di stare insieme.

Ecco da questo concetto, da questa verità,  partono gli auguri di quest’amministrazione per il 2015.

Non posso usare la parola ottimismo, uso la parola speranza, quella di riprendere il cammino.

Di farlo tutti insieme.

Con quest’amministrazione che ha come impegno quello di riaprire la strada, avviare un percorso interrotto ormai da anni.

Brolo è piegata dalla crisi; ha paura; avverto palpabile quella sfiducia che porta verso l’indifferenza.

Noi abbiamo paura.

Siamo preoccupati per uno stato sociale, fatto di servizi e interventi,  che vorremmo mantenere ma non sappiamo come.

Le tasse sono già al massimo, e non l’abbiamo decretato noi.

L’evasione fiscale sfiora il 60%. Vogliamo credere che questo paese creda in se stesso, iniziando anche da qui, dal far il dovere di ogni cittadino, per non perdere continuamente pezzi

Noi vogliamo generare quella spinta verso la condivisione di valori, di socialità , per intraprendere un percorso, partendo da zero, per rendere più stretti i vincoli sociali all’interno del paese, perché non è divisi che usciremo dal tunnel.

Di una cosa sono certa.

Niente sarà, né dovrà essere come prima.

Spero che nel 2015 possiamo costruire nuovi modelli di sviluppo, nuove forme di rappresentanza politica, una nuova e sin qui inedita scala delle priorità.

C’è bisogno di una politica nuova.

Fatta giorno per giorno, ascoltando la gente.

Non abbiamo alternative, non ci saranno altre aperture di credito.

Faccio gli auguri ai Gruppi Politici, ai Movimenti, all’Opposizione, oggi sono presenti in maniera massiccia nel tessuto sociale brolese.

Hanno posizioni fortemente critiche nei confronti di quest’amministrazione.  Svolgtono un loro ruolo. Fa parte del gioco della dialettica democratica. Sono.

Faccio gli auguri affinchè veemenza, insulti, dialettiche esasperate lascino posto al buonsenso e questo possa trasformare l’invettiva in proposta politica, in prospettiva per il paese, in agire costruttivo.

Insieme

Faccio gli auguri a tutti, ed  ai Giovani in particolare affinchè guardino e tornino a rendere verde, nuova, ricca di vitalità il “tempo della politica” e della partecipazione.

Attraverso loro, attraverso il loro dialogo, il confronto, i suggerimenti, l’inventiva, la politica dell’agire può tornare ad uscire dai palazzi, dalla logica delle “mancette”.

Dalla logica del bisogno che si tramuta in consenso, e spero che possa consegnare a loro, al termine del mio mandato, un comune attivo, solare, solidale, partecipato.

Faccio gli auguri ai Gruppi di Solidarietà, a chi si impegna, anche da solo, nel quotidiano, con i vicini di casa “soli”, perché attraverso loro si può garantire una speranza a tanti.

Il dissesto taglierebbe la voce economica legata ai servizi sociali.

E’ una paura, la mia, che condivido ora con Voi…

Non sarebbe giusto

Lotteremo perché questi siano mantenuti.

Dobbiamo riuscire a modificare in profondità il nostro modo di vedere e rapportaci con l’amministrazione.

Daremo, lo abbiamo già fatto, regolamenti, contenuti, regole, ordinamenti, dimostrando che abbiamo il coraggio di cambiare in profondità il sistema stesso: renderemo più facile l’accesso e la trasparenza agli atti amministrativi,  abbatteremo i costi della politica.

Anche questo è un modo di far gli auguri ai brolesi per un miglior 2015.

Per noi è una strada obbligata, ma lo crediamo davvero, oppure continueremo come in passato a far perdere di  credibilità a questo Comune, anche all’esterno, tra quelli vicini.

Chiederemo conto, lotteremo , interpelleremo, cercheremo unità d’intenti perché vogliamo essere messi nelle condizioni di poter operare con un minimo di programmazione, perchè vogliamo investire sulla cultura, sulla formazione, sulla bellezza del nostro paese, sul talento, sul turismo al plurale.

Senza creare formule vuote.

Il tempo della retorica è finito.

Faccio gli auguri alle energie vitali presenti nel nostro tessuto locale, alle scuole, ai docenti che formano i nostri ragazzi, ai militari che assicurano ordine e legalità al nostro paese, ai vigili urbani, al prefetto Trotta che in questi giorni ha dato il suo impegno, ci è stato vicino, sulla questione dell’Unicredit.

Faccio gli auguri alle persone con disabilità ed alle loro famiglie… non sarete mai soli.

Faccio gli auguri a chi vede “grigio” . Bisogna essere capaci di aprirsi, riuscire a guardare al di là dell’orizzonte.

Faccio gli auguri ai miei compagni di giunta e di consiglio. Loro hanno oneri e pesi importanti da assolvere.

Li ringrazio per l’impegno che mettono nello svolgimento delle proprie funzioni il loro apporto sarà decisivo nelle strategie future. Avranno un ruolo importante in questo momento di trasformazioni profonde che sta vivendo Brolo.

Al Consiglio Comunale, come organo supremo di indirizzo,  spetterà il compito di individuare  e fare le scelte giuste per il futuro di Brolo. Che siano buone scente. Faccio gli auguri a chi opera all’interno della  macchina comunale, sono persone competenti e responsabili. Una macchina fatta anche dai “Precari”. Faremo tutto perchè nessuno resti indietro. E, credetemi, non può esistere ricompensa più grande riuscire in questo compito.

Nelson Mandela ha detto “A volte, più che le ombre, sono le nostre luci a spaventarci di più“.

Provare a farci guidare da queste luci, sarebbe davvero bello. Un segno. I tempi dei calcoli, delle paure non devono essere i nostri tempi. Allora tanti auguri di un sereno anno nuovo a tutti. Sono certa che Brolo può avere un futuro migliore.

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