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L’Upea travolge Varese 84-71, le emozioni travolgono il “Poz”: «Contraddizione pazzesca»

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Capo d’Orlando – Tre quarti da favola e un ultimo periodo da incubo bastano all’Upea Capo d’Orlando per superare l’abulica Openjobmetis Varese dell’ex Pozzecco nella tredicesima giornata del campionato di Serie A. I paladini vincono 84-71 e agganciano a quota 10 punti in classifica proprio i biancorossi lombardi dopo un incontro dominato in lungo e in largo, black-out finale a parte.

Prima dell’incontro, standing ovation nell’Orlandina Day da parte di un gremitissimo “PalaFantozzi” per Gianmarco Pozzecco, un tempo idolo di casa e oggi allenatore della Openjobmetis. Poi è tempo di palla due. Burgess out per Capo d’Orlando, in quintetto spazio per Basile al fianco di Henry, Freeman, Archie e Hunt. Il “Poz” manda sul parquet Rautins-Deane-Lepri-Eyenga-Daniel per Varese.

Si comincia subito con le marce alte. L’Orlandina è mortifera in attacco grazie al tiro dalla lunga distanza, prima bomba di Archie e Teddy Bear Toss al palazzo. Varese risponde con Diawara e Deane e resta in qualche modo a contatto. L’avvio di gara è ad altissimo punteggio, Upea avanti 16-11 dopo soli 5’. Gli ospiti non hanno soluzioni per il rebus offensivo dei biancoazzurri, altra tripla, questa volta di Basile, e coach Pozzecco costretto al time-out con 3’21’’ sul cronometro del primo quarto, 20-11 Capo d’Orlando. La difesa varesina nei primi 10’ è imbarazzante, i siciliani ne approfittano chiudendo il primo parziale in vantaggio di 13 lunghezze, 27-14.

Ad inizio secondo quarto le mani sul parquet si raffreddano un po’. L’Orlandina sembra comunque più viva di una Openjobmetis distratta, quasi svuotata, ad immagine e somiglianza del suo allenatore in panchina. Il pick&roll con Hunt come tagliante funziona per i padroni di casa, gli ospiti hanno grandi difficoltà nel contenere i biancoazzurri, 39-25 Upea con 3’41’’ da giocare prima dell’intervallo lungo. Una stoppata di Archie lancia in contropiede Soragna. Il capitano paladino, con incoscienza, prende l’arresto e tiro dai 6,75 m: solo rete, Upea avanti 44-29, “PalaFantozzi” in delirio e primo tempo che si conclude con l’Orlandina che conduce 48-29 in un match con un solo padrone.

Comincia la ripresa e subito un canestro di Archie regala addirittura il +21 all’Orlandina al cospetto di una Varese irriconoscibile. Tripla di Basile, bomba e due liberi di Freeman, massimo vantaggio Upea, 60-32 e Openjobmetis già al tappeto al 24’. I giocatori di casa sono on fire, prova ne è la pazzesca conclusione dalla lunga di Freeman che batte la sirena dei 24’’ e rende ancora più frustrante il tentativo di resistenza ospite. Varese prova il tutto per tutto con un pressing asfissiante sui portatori di palla locali, coach Griccioli chiama preventivamente time-out con 3’52’’ sul tabellone, 63-39 Capo d’Orlando. Varese però non segna praticamente mai, Daniel sbaglia addirittura la schiacciata in tap-in, per i biancorossi è notte fonda. Il terzo periodo si chiude sul 65-40 per una straripante Upea.

L’ultimo quarto dovrebbe essere una pura formalità per i padroni di casa, che però si complicano maledettamente la vita con un inizio di periodo obbrobrioso che significa break di 3-20 per Varese. I biancorossi tornano così incredibilmente a -8 (68-60) quando mancano poco meno di 5’ alla fine dell’incontro. Come spesso accaduto in questa stagione, a togliere le castagne dal fuoco in casa Upea ci pensa capitan Soragna, che con una gran tripla e un paio di liberi a bersaglio restituisce un po’ di serenità ai biancoazzurri. Un tecnico fischiato ai danni di Pozzecco a 3’04’’ chiude virtualmente le ostilità. La tripla di Archie sancisce definitivamente la vittoria dei messinesi: Capo d’Orlando batte Varese 84-71 grazie a 30’ stratosferici. I paladini perdono addirittura 26 palloni ma la sconfortante prova dei varesini (36% totale dal campo, -10 al rimbalzo, 102-58 di valutazione per l’Orlandina) permette ai biancoazzurri di coach Griccioli di chiudere in bellezza un 2014 ricco di emozioni e di soddisfazioni. Tutto di fronte al grande pubblico di Capo d’Orlando e agli occhi di uno sconsolato “Poz”. E per una sera è giusto così.

A fine partita, queste le parole di un Pozzecco travolto dalle emozioni della serata e con il cuore diviso a metà: «C’è poco da dire, è tutto molto semplice e facile da commentare. È successo che dall’inizio si è visto che non era una giornata normale e i biancoazzurri hanno interpretato bene lo spirito della gara, mettendo in campo una grande aggressività che ci ha sorpresi. Nel finale ci abbiamo provato ma ormai era troppo tardi, anche se a 3′ dal termine ammetto che avevo cominciato a sperarci. Il clima di oggi ha aiutato l’Orlandina, che ha giocato la partita andando ben oltre i propri limiti. Sull’accoglienza, ho sbagliato a dubitare del pubblico di Capo d’Orlando. Il rapporto tra me e questa gente è fantastico. Non me lo aspettavo, pensavo ci fosse del risentimento da parte di qualcuno invece qui tutti mi vogliono bene e per uno sportivo questo fa tutta la differenza del mondo. Non so se merito tutto questo affetto. Una cosa è certa, vivo la cosa con grande soddisfazione e orgoglio. Nella mia carriera ho avuto due esperienze meravigliose in due posti differenti. Uno è Varese, l’altro è Capo d’Orlando. Oggi ho vissuto una contraddizione pazzesca, una parte del mio cuore era felice di salutare la gente orlandina, l’altra parte soffriva per la sconfitta odierna della mia Varese. Perdere con l’Orlandina non allevia il mio dolore ma vedere felici Basile e Soragna è una piccola consolazione. Faccio i complimenti a tutta Capo d’Orlando e in particolare a loro due, sono due grandi campioni».

Upea Capo d’Orlando: Archie 17, Freeman 24, Hunt 9, Basile 8, Soragna 12, Karavdic DNP, Cochran, Henry 14, Bianconi DNP, Strati DNP. Coach: Giulio Griccioli.

Openjobmetis Varese: Rautins 5, Daniel, Casella, Robinson 22, Diawara 16, Okoye 4, Deane 5, Callahan 8, Balanzoni DNP, Pietrini DNP, Eyenga 11. Coach: Gianmarco Pozzecco.

Parziali: 27-14; 48-29; 65-40; 84-71.

Arbitri: Maurizio Biggi di Cassina De’ Pecchi, Dino Seghetti di Ena Di Livorno, Beniamino Manuel Attard di Priolo Gargallo.

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