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IL “COMITATO” APPROVA LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI S.AGATA


Il “ComitAto Permanente, per la tutela dei Cittadini-Utenti-Contribuenti dei Nèbrodi, per un Ato Rifiuti, Eco-Sostenibile, Equo e Solidale” esprime soddisfazione per la presa di posizione del Consiglio Comunale di Sant’Agata Militello in
merito alla fattura TIA 2006 ed invita i Consiglieri Comunali degli altri 32 Comuni a tutelare i diritti dei Cittadini che li hanno eletti quali loro rappresentanti. In un comunicato stampa l’associazione ricorda che la fatturazione (anno 2005, 2006, ecc..) è stata a suo tempo coperta con il fondo di rotazione e quindi riguarda somme già spese dall’ATO per il servizio, per le quali l’ATO non può avanzare nessuna pretesa, ma che saranno oggetto di contrattazione dei Comuni con la Regione. Il “ComitAto” si chiede inoltre, a quale titolo il “colleggio dei liquidatori” (ieri C. di A.) possa ancora “gestire” una S.p.a. che ha prodotto solo CONTENSIOSO, “minacce istituzionali” e “cartelle esattoriali” nei confronti dei Cittadini – Utenti – Contribuenti ed ha sempre rifiutato un “tavolo di concertazione”. Si parla di riforma degli ATO già dal 2007, nel frattempo sono state fatte leggi su leggi che hanno a nostro avviso complicato ancora di più la “questione rifiuti”, non fosse altro per lo stato di assoluto stallo in cui versa il sistema. L’esempio di Sant’Agata Militello e degli altri Comuni che non adotteranno questo provvedimento che graverebbe sui cittadini per i minori servizi (mensa, asili nido, servizi sociali) che i Comuni saranno costretti ad erogare, ci spinge a fare ancora una volta una considerazione che vale come accorato invito ai “Sindaci-Soci” che più di ogni altro organo possono incidere sulla questione. Ai “Sindaci-Soci”, il “ComitAto Permanente, per la tutela dei Cittadini-Utenti-Contribuenti dei Nèbrodi” chiede di prendere posizione forti nei confronti della Regione Siciliana per sollecitare una rapida soluzione della transizione al nuovo sistema dei rifiuti e di trattare i rapporti finanziari direttamente a livello regionale senza continuare a subire imposizioni di sorta da parte dei “liquidatori” della società d’ambito.

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