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LA TUA OPINIONE: RISCHIO A MALVICINO E TRAZZERA


Ho un “fil rouge” legato a  un tavolo posto dentro una stanza adiacente a un convento sulla via appia nei pressi delle Forche Gaudine. Siamo alla fine degli anni 40 e nella stanza una commissione sta stilando l’elenco dei bisognosi di assistenza. La fila è composta da un centinaio di esseri  vestiti di stracci e denutriti. Un frate che li conosce  assiste lo scrivano e per tutti ha un sorriso ed una parola di incoraggiamento. E’ l’arrivo di Pasquale Marzano, detto Marziello, alto, curvo, capelli grigi arruffati, barba lunga, sdentato,   intimorito dalla presenza di gente estranea   che segna  l’inizio delle mie riflessioni, e così il frate suggerisce le generalità allo scrivano: Marzano Pasquale nullatenente: “macchè  tenente e tenente, pezzente sono” sbotta  risentito il poveraccio strappando un sorriso ai presenti. Per i giorni a venire Marziello si presentò puntuale alle 12 con la sua camella ed il cucchiaio per consumare in pochi secondi il pasto e passare subito  al bis. Il suo piatto preferito erano i rigatoni al sugo e quel formaggio di colore giallo molto saporito che noi chiamavamo americano. Nella dispensa c’era ogni ben di Dio e molti scatoloni portavano la scritta “Dono del popolo americano”, altre scritte e due mani che si stringevano. Gli stessi prodotti erano presenti nelle cucine di alcuni degli elementi che componevano la commissione ed i loro figli non facevano nulla per nasconderne la provenienza. E’ questo il mio primo incontro con gli amministratori arroganti che fanno la cresta ed il primo nodo al “fil rouge”. Così proseguendo negli anni ho visto falsare graduatorie, imporre scelte dettate  da interessi personali, sabotare progetti validi, truccare le aste, imporre tangenti, etc… Ogni volta ho fatto il mio bel  nodino al filo marcando così dei peccati per cui il mio giudizio poco lusinghiero  ha motivi supportati da fatti vissuti. Mi rivedo ancora in una clinica dove dopo avere pagato un intervento di ulcera il professore mi accompagna nella stanza del funzionario che mi firma la contabilità dei lavori, e mentre consegno televisori, lavabiancherie, tavoli da disegno, spaselle di pesce fresco, salsicce, provole scamorze, camicie e mazzette. Si tante. E’ chiaro che bisognava truccare la contabilità per sostenere le spese non giustificate e creare dei fondi neri perché se volevi lavorare dovevi ungere. Diceva colui che segnò la fine della prima repubblica “così fan tutti” giustificando lo squallore amministrativo che segnò un’epoca. Ho conosciuto e frequentato anche tanti galantuomini e fra questi in particolare un ingegnere e un sindaco (tira pu to filagnu…che sei capace) ma non è più tempo di fare nomi. Ma il filo continua a scorrere e come nello spot sul rotolone, va…va…fino a Palazzo Europa  a Capo d’Orlando. Non siamo sulla via Appia ma sulla S.S.113 settentrionale sicula. Su questo territorio viene esercitata una nuova forma di governo locale dove un uomo solo, circondato da personaggi privi di competenze specifiche e lesti ad avallare umilmente i dictat dell’Assoluto, esalta la morte dei valori  quali la cultura, la solidarietà e l’etica. Il filo vuole continuare la sua corsa verso zone alluvionate e  popolazioni in ginocchio che piangono per la perdita di vite e beni ma io freno perché sento che qui c’è da fare un po’ di nodi. Notiamo a Malvicino un tombino sulla perpendicolare Castello Bastione-mare che ha una grata di ingresso troppo piccola per una luce di oltre 4 mq. ma il fatto strano è che qualche metro a valle il torrente sparisce strozzato in un tubo da 30 cm. di diametro sotto un opificio privato. Sulla trazzera marina ne incontriamo altre di criticità che non sopporterebbero un evento come quello verificatosi nel barcellonese. Non parliamo del depuratore dato che la sua morte è stata certificata e di analisi non si parla come non si parla del protocollo della chiusura della discarica di Morco. Quando gli eventi straordinari interesseranno il nostro territorio quale cortina  fumogena verrà alzata per nascondere e proteggere i cacicchi e i loro esperti e consulenti? Crediamo ancora alla favola della separazione delle acque bianche dalle nere nel centro città? Il filo è sospeso!

Vincenzo CARCIONE

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