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“Cosa o chi aspettano di trovare gli orlandini?” Ricerca degli Scout

scout capoCapo d’Orlando – A Natale, si sa, tendiamo ad essere tutti più buoni. Ma riusciamo ad esserlo anche quando i nostri desideri, o più semplicemente, le nostre piccole richieste non possono essere esaudite? Pubblichiamo il risultato di una interessante “inchiesta” portata a termine dal gruppo Scout Capo d’Orlando 1 (per la precisione le squadriglie Pantere e Cobra) dal tema “Gli orlandini cosa o chi vorrebbero trovare?”. Proponiamo il servizio che hanno scritto a conclusione della ricerca riflettendo sulle loro parole finali: “non è lontano da noi il mondo descrittoci dai media.  Anche il nostro relativamente piccolo comune è pieno di disagi sociali: non è distante da noi l’Italia dei disoccupati che, con rammarico, pesano sulle proprie famiglie; non è lontana l’Italia delle attività commerciali chiuse per mancanza di clienti…

“Sabato 29 novembre alla riunione di Reparto del Gruppo Scout Capo d’Orlando 1, ci è stata lanciata un’avvincente sfida: siamo stati mandati dai nostri capi alla ricerca di risposte, la nostra domanda era: Chi o cosa stanno aspettando gli Orlandini..?

Nei giorni successivi siamo andati in giro per Capo d’ Orlando chiedendo ai nostri concittadini cosa ciascuno di loro stesse aspettando.

Le risposte sono state tante. Alcune, come quelle dei mariti annoiati che aspettavano che la moglie finisse di fare la spesa o dei bambini che speravano nel ritorno della madre con qualche deliziosa sorpresa o ancora dei tifosi che attendevano impazienti Orlandina-Sassari, ci hanno fatto sorridere, qualche altra risposta, invece, ci ha spinto a riflettere e pensare a quanto vari e profondi  possano essere i desideri che si annidano nel cuore di chi ci sta accanto anche se spesso non ce ne accorgiamo.  Una giovane disoccupata ci ha risposto con un sorriso amaro che aspettava solo di trovare un nuovo lavoro, per riavere un po’ di serenità, e, forse per le stesse ragioni, molti negozianti speravano nell’arrivo di clienti. Le nonne e le madri aspettavano trepidanti il ritorno di nipoti e figli lontani e una commessa in particolare voleva solo finire il proprio orario di lavoro per correre a casa dalla figlia ammalata.

E’ stata, per noi,  un’esperienza molto formativa. Ringraziamo tutte le persone che si sono messe a nostra disposizione, alcune facendoci sorridere, altre mettendoci di fronte ad una dura realtà: non è lontano da noi il mondo descrittoci dai media.  Anche il nostro relativamente piccolo comune è pieno di disagi sociali: non è distante da noi l’Italia dei disoccupati che, con rammarico, pesano sulle proprie famiglie; non è lontana l’Italia delle attività commerciali chiuse per mancanza di clienti…

Anche se queste condizioni vengono ritenute estranee, spesso sono le realtà più vicine alle nostre.

E’ in queste situazioni che dovrebbe “entrare in gioco” il senso di solidarietà che ogni buon cittadino dovrebbe avere. Ogni persona, ognuno come può, dovrebbe aiutare chi più ne ha bisogno.

Lodevoli quelle signore e quei signori che, con tenacia ed amor di causa, presso i supermercati, chiedono alimenti da donare alla Caritas.

Ecco, adesso, ci viene offerta una grande opportunità: il periodo natalizio, si sa che a Natale siamo tutti più buoni …”

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