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Sequestro Cannizzo, i familiari protestano

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Capo d’Orlando
– La moglie e le tre figlie di Francesco Cannizzo, condannato all’ergastolo nel processo “Mare Nostrum”, questa mattina hanno resistito alla confisca della casa di contrada Marcaudo di Capo d’Orlando disposta nell’aprile 2010 dalla Corte d’Appello di Messina dopo il provvedimento della Dia di Messina. “Riteniamo questa vicenda un accanimento nei nostri confronti – spiega Maria Caliò moglie di Cannizzo – e per questo abbiamo messo in atto questa forma di protesta. E’ stato già confiscato un lascito dei nonni nel comune di Naso, ci erano state sequestrate alcune vetture, nonostante l’Antimafia abbia riconosciuto che la documentazione prodotta giustifichi buona parte di quanto abbiamo. E’ incomprensibile che non ci sia stato dato preavviso per trovare un altro alloggio. Eravamo anche disposti a cedere la proprietà della nostra abitazione e pagare l’affitto allo Stato purché non ci sbattesse fuori”.

A cercare di mediare oltre al commissario di Polizia Giuliano Bruno anche il Sindaco Enzo Sindoni. Una protesta pacifica dei familiari di Cannizzo che hanno, dopo circa un’ora, lasciato comunque la villa annunciando però lo sciopero della fame e, per quanto riguarda una delle tre ragazze che ha una parziale invalidità, la sospensione delle cure mediche.

Foto www.amnotizie.it

 

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