Bernadette-Grasso

Randagismo, interrogazione dell’on. Grasso

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Capri Leone – «A quasi 25 anni dall’entrata in vigore della legge a prevenzione e tutela del randagismo, la situazione degli animali vaganti in Sicilia non può dirsi certo risolta, anzi il fenomeno in alcune provincie come quella di Messina ha avuto una crescita esponenziale divenendo una vera e propria piaga sociale».

A denunciarlo con una interrogazione è la deputata regionale Bernardette Grasso, che parla di una inopinata distribuzione delle risorse finanziarie sul territorio. Secondo stime autorevoli, i cani randagi in Italia sono quasi 1.000.000, dei quali solo poco meno di 150.000 sono ospitati in canili attrezzati. A questo numero ogni anno si aggiungono i circa 45.000 cani degli abbandoni prevalentemente estivi.

«Le norme per la prevenzione e tutela del randagismo – afferma la Grasso nell’interrogazione – vengono applicate nelle regioni del Nord Italia debellando quali totalmente il fenomeno, mentre nelle regioni del Sud la mancata applicazione delle stesse ha determinato una situazione assolutamente fuori controllo. Non risulta che nelle nove province siciliane siano approvati i Piani di prevenzione delle nascite, imposti dalla legge, attraverso una programmazione (prevista dal PSR e dal PRIS) delle sterilizzazioni, microchippature e primo soccorso gratuiti da parte dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie provinciali a ciò preposti. Piuttosto, flussi di denaro vengono da 25 anni a questa parte dalla Regione elargiti alle ASP per migliaia di ore di straordinario all’anno».

«In Sicilia – aggiunge la parlamentare – i finanziamenti destinati al settore lotta al randagismo e benessere degli animali sono stati assegnati in maniera disomogenea sul territorio e lasciando la Provincia di Messina priva di alcuna struttura destinata all’accoglienza». Addirittura, stando a quanto pubblicato all’Albo Pretorio dell’ASP n. 5, senza il prescritto confronto con i comuni interessati nel luogo deputato dall’Unità operativa di coordinamento per la prevenzione del randagismo, a cura dell’ASP, si è deciso di stornare ben 680.000 euro, disponendo nel contempo che i comuni della provincia messinese debbano provvedere con i loro bilanci al pagamento esternalizzando i servizi.

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