Campelli Curasì (3)

Bye bye De Benedictis, Orlandina al capolinea?

Campelli Curasì (3)

Capo d’Orlando – Ultima fermata, signori, si scende. Il treno dell’Orlandina Calcio è alla fine della sua folle corsa, questa sera alle 21:30 si decideranno le sorti della squadra calcistica di Capo d’Orlando attualmente militante in Serie D.

Sembrava dovesse essere ieri il giorno delle sentenze definitive, così non è stato. Nella tarda mattinata di martedì, infatti, è avvenuto l’incontro tra l’ex vice-presidente biancoazzurro nonché rappresentante del comitato orlandino Roberto Curasì e Renato Mangano, ex dirigente paladino. Obiettivo comune, sfiduciare Saverio De Benedictis, per riprendere il controllo delle operazioni dopo lo scandalo consumatosi domenica scorsa al “Micale” contro il Comprensorio Montalto. Tutto pronto, quindi, per far spazio agli orlandini, con il gruppo Romagnoli deciso ad aiutare il comitato orlandino nell’espulsione dell’imprenditore italo-canadese. E poi? E poi dimissioni da parte di tutto il vecchio direttivo, ingresso di nuovi soci nell’Orlandina e squadra in mano ai cittadini.

Ma tutto è sfumato quando, dopo aver convocato un’assemblea per stasera alle ore 21:30, Saverio De Benedictis ha lasciato Capo d’Orlando, abbandonando società, progetti e soprattutto rosa al proprio destino. Nella serata di ieri, infatti, i calciatori dell’Orlandina hanno dovuto provvedere da soli al vitto, non più garantito dal club. Dopo la farsa andata in scena con il Montalto, tra l’altro, gli atleti hanno dovuto accontentarsi di panini e acqua come pasti. Banchetti luculliani a parte, un’anomalia va registrata anche nella convocazione dell’assemblea. Saverio De Benedictis ha infatti invitato a prendere parte all’incontro il direttivo dell’Orlandina: Elisabetta Bella (solo per redigere il verbale), Calogero Bella, Antonino Vitale e Massimo Romagnoli. Nessun cenno a Roberto Curasì, dimessosi dalla carica di vice-presidente ma, ad oggi, ancora socio del club di via Trieste ma non presente nel direttivo paladino.

«Per l’ennesima volta siamo stati presi in giro – tuona Curasì – e questa volta in maniera ancora più subdola. Non ho paura di fare nomi. Tutti danno addosso a Romagnoli e De Benedictis, che avranno sicuramente i loro torti, ma il vero artefice di questa pagliacciata è il signor Renato Mangano, che da dietro le quinte continua a muovere i fili di questi pupazzi. Ieri ci siamo incontrati, era tutto pronto per il passaggio di consegne ma, al momento di verbalizzare la cosa, casualmente il signor Vitale, rappresentante di Mangano in società, e la signora Bella non erano disponibili per formalizzare l’espulsione dall’Orlandina del signor De Benedictis e il conseguente ingresso in società del comitato orlandino. Ma la cosa vergognosa è che una ventina di ragazzi non sanno dove mangiare finché staranno qui. Questi signori hanno lasciato al loro destino degli atleti venuti fin qui per lavorare. Domani sera ci incontreremo, forse, in assemblea e capiremo la reale situazione di questo malato terminale. Posso comunque anticipare che la squadra presenterà una vertenza congiunta per veder saldati i propri rimborsi spese dall’Orlandina. La società fallirà? Possibile, ma al momento il nostro scopo è quello di tutelare i ragazzi, di più non possiamo fare. Per togliere la squadra dalle mani di Romagnoli esistono solo due strade: la rivolta da parte di squadra e paese o l’intervento delle forze dell’ordine dopo una denuncia per truffa, per dare al sig. Romagnoli quello che si merita, il carcere».

Una vertenza, intanto, è già andata a segno. I 1.920,00 euro da destinare a Marco Caserta, ex portiere biancoazzurro, non sono stati incassati dall’attuale estremo difensore del Rocca di Capri Leone. Questo significa che l’Orlandina verrà penalizzata di un punto in classifica. I tesserati paladini, intanto, si sono aggrappati a Capo d’Orlando. Alcuni orlandini hanno infatti deciso di dare una mano a questi giovani, visto il completo disinteresse sulla questione mostrato da dirigenti e società non tanto sulle faccende di campo, quanto su una normale permanenza in paese per i calciatori. Oggi alle 12:30 la squadra sarà ospitata a pranzo in un noto bar di Capo d’Orlando sito sulla via Piave in una bella azione di solidarietà, grazie alla quale i ragazzi potranno finalmente mangiare qualcosa che non siano panini. Tra questi, anche Marco Campelli, colui che ha scoperchiato definitivamente il vaso di Pandora domenica scorsa.

«Sono arrivato a Capo d’Orlando tramite un procuratore – racconta il ventenne di La Spezia – e già dopo due giorni avevo capito che aria tirava, mi sembrava di sognare. Domenica non ho ricevuto alcuna minaccia, dopo qualche istante ho avuto un capogiro ma non avevamo nemmeno il medico in panchina quindi ho abbandonato l’incontro. Quello che è successo con il Montalto non fa bene al calcio, spero tutto si risolva per il meglio perché Capo d’Orlando ha dimostrato di valere molto più di una Serie D a livello umano e ambientale».

All’assemblea di questa sera, infine,  sarà presente anche l’ex direttore generale dei paladini, Paolo Arcivieri, che potrebbe rientrare in società con una nuova cordata di investitori romani. La vita dell’Orlandina è appesa ad un filo, il gruppo Romagnoli e Saverio De Benedictis hanno fatto più danni della grandine, per salvare questo club ci vuole davvero un miracolo. 

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