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Diffida e convocazione Consiglio, proseguono le tensioni politiche

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Mirto – Rimane sempre tesa la situazione politica nel Comune di Mirto. Dopo la ripresentazione da parte di dieci Consiglieri (sei di maggioranza e quattro di minoranza) della mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Lanaro, gli stessi firmatari del documento hanno risposto alla diffida che il primo cittadino del paesino nebroideo aveva inviato loro.

Questo il testo completo:

Lascia esterrefatti l’atto stragiudiziale, che non si commenta perché risibile. Ma anche se risibile è da rilevare che presenta aspetti inquietanti per la vita democratica della collettività e ad avviso degli scriventi potrebbe aver invaso l’area del penalmente perseguibile.

Dice infatti il Sindaco, a proposito della mozione di sfiducia che i sottoscritti hanno riproposto dopo l’approvazione del Bilancio, che sussiste conseguentemente anche un profilo risarcitorio poiché, come sopra riferito, all’Adunanza del 31/10/2014 la mozione di sfiducia non sarebbe passata.

Il profilo risarcitorio rileva qualora, come preannunciato da alcuni Consiglieri Comunali, gli stessi, in attesa di risolvere i problemi interni relativi al quorum (unico motivo che li ha indotti ad abbandonare l’aula) ripresentassero ed approvassero la mozione di sfiducia.

Sostanzialmente ai Consiglieri che contestano l’operato del Sindaco – dieci su dodici -, viene detto che se ripresentassero la mozione di sfiducia verranno citati in giudizio per risarcire il danno (anche se non è chiaro né specificato quale danno un Sindaco possa subire dalla riproposizione di una mozione di sfiducia, dato che ha dieci Consiglieri contro e due soli Consiglieri a lui favorevoli).

E’ palese che paventare un risarcimento dei danni è l’estremo tentativo di evitare che il Consiglio discuta la mozione di sfiducia, presentata da sei Consiglieri della lista del Sindaco e dai quattro Consiglieri di minoranza.

Ed è ancora di tutta evidenza che il potenziale risarcimento prospettato sia idoneo ad incutere timore nei Consiglieri meno abbienti, menomandone perciò solo la sfera della libertà morale, considerato tra l’altro che alcuni tra i sottoscritti sono alla prima esperienza politica.

Si tratterebbe dunque di un’azione legale vessatoria e manifestamente infondata che comporterebbe difficoltà economiche ai sottoscritti per un’eventuale difesa giudiziale, come invece possono tranquillamente fare Sindaco e Giunta (con soldi della collettività), e che nell’immediatezza della discussione della mozione di sfiducia ad ogni buon pro si sono liquidate le indennità di carica fino ad allora mai percepite.

I sottoscritti, considerata la gravità dell’atto stragiudiziale ricevuto, si riservano di adire gli organi competenti per la tutela dei propri diritti di cittadini e di Consiglieri.

Ad alimentare ancora di più le polemiche, si è aggiunta la convocazione del Consiglio Comunale per Venerdì 28 Novembre alle ore 18:00. Nella Seduta si dovrà discutere di una Variazione al Bilancio di previsione 2014; ma lo scontro riguarda in questo caso non tanto la riunione in sé, ma la data in cui è stata fissata. Infatti secondo i Consiglieri l’Adunanza è stata programmata per giorno 28, anticipando la possibile discussione della mozione di sfiducia (devono passare, dopo la presentazione del documento di sfiducia, i dieci giorni canonici prima della convocazione del Consiglio).

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