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Ripresentata mozione di sfiducia al Sindaco Lanaro

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Mirto – Questa mattina i Consiglieri di maggioranza del Comune di Mirto Fabio Barbagiovanni Cirnera, Calogero Sutera, Maria Allò, Marco Castrovinci Cercatore, Sandro Fabio e Walter Caprino, in seguito alla ricostituzione del plenum Consiliare, hanno ripresentato la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Giuseppe Lanaro. La riproposizione del documento di sfiducia ha visto come firmatari anche i Consiglieri di minoranza Andrea Raffiti, Sebastiano Scarcina, Carmelo Nici e Nicolò Percacciolo. Prosegue quindi così l’intenzione di gran parte del Consiglio Comunale di sfiduciare il Sindaco, il quale mantiene l’appoggio solo del Presidente del Consiglio Salvatore Sgrò e del nuovo Consigliere Patrizia Musca.

Questo il documento integrale:

– Premesso che la Legge Regionale 35/97 recita: “Il Sindaco, il Presidente della Provincia e le rispettive giunte cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, votata per appello nominale dai 2/3 dei Consiglieri Comunali assegnati o, nei Comuni aventi popolazione sino a 10.000 abitanti, con la maggioranza dei 4/5 dei Consiglieri comunali assegnati”;

– premesso che l’attuale Amministrazione, dall’insediamento, non ha presentato alcuna relazione sullo stato di attuazione del programma;

– che l’insoddisfazione e il fallimento dell’azione amministrativa del Sindaco ha trovato riscontro nelle lamentele dei cittadini ed anche nelle prese di posizione della quasi totalità dei Consiglieri Comunali;

– che gli impegni elettorali sanciti nel programma, e proposti agli elettori, sono stati grandemente disattesi;

– che, ad avviso degli scriventi, la gestione politica-amministrativa di un piccolo paese come Mirto non può essere fatta solo di finanziamenti e progetti, seppure essi siano importanti componenti per una buona Amministrazione; dunque serve ben altro visto che il Sindaco, specie in una piccola comunità, ha l’onere di guidare il paese nelle difficoltà quotidiane, di offrirsi in sostegno ai cittadini, di mostrarsi disponibile al dialogo ogni volta che risulti necessario ed in più, è tenuto a rappresentare la comunità all’esterno, nei rapporti con le altre istituzioni, nazionali e territoriali, elementi che non contraddistinguono certamente la figura del nostro Sindaco;

– considerato altresì che l’inefficacia politica-amministrativa del Sindaco ha generato un malcontento diffuso tra i cittadini, raccolto dai sottoscritti Consiglieri, che dei cittadini sono rappresentanti e portavoci;

– che l’incapacità amministrativa del Sindaco ha, tra l’altro, causato una grave sfiducia dei Mirtesi verso la politica in generale;

– che è venuto meno il rapporto fiduciario che deve necessariamente legare il Sindaco e i Consiglieri, nonché la stima e la fiducia tra il Sindaco e i cittadini Mirtesi;

– che il Consiglio Comunale non può ulteriormente assistere passivo, solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza, ad un così grave degrado senza farsi complice di una inaccettabile inerzia delle istituzioni, a tutto danno della comunità e dei cittadini;

– che si aggiunge, ed appare determinante, la circostanza che esiste oggi una forte diversità di orientamento politico tra Sindaco e maggioranza consiliare;

– che la diversità di orientamento politico tra il Sindaco e la maggioranza consiliare, la distanza e la conflittualità tra il Sindaco e gran parte del Consiglio sulla gestione adottata e la frantumazione della maggioranza che lo aveva sostenuto, appaiono evidenti ragioni politiche che hanno indotto il Gruppo di minoranza a sostenere la mozione di sfiducia al Sindaco;

– che non solo permangono in toto i motivi per sfiduciare il Sindaco e che dunque legittimano la riproposizione della mozione (considerato che il plenum consiliare è ricostituito), ma che dopo l’atto stragiudiziale, a firma del Sindaco, notificato a tutti i Consiglieri, con il quale si è fatto lecito tentare di condizionare la libertà morale, politica e di voto degli stessi, paventando una possibile azione di risarcimento danni nel caso in cui la mozione di sfiducia fosse stata riproposta, si sono enormemente accresciuti.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri Comunali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2012 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini Mirtesi, e consci dell’impossibilità di adempiere ai doveri derivanti dal proprio mandato, visto anche l’aggravarsi delle difficoltà riscontrate nel Gruppo di maggioranza, chiedono:

– che si discuta la mozione di sfiducia al Sindaco Giuseppe Lanaro e pertanto chiedono la convocazione in Seduta straordinaria, entro i termini previsti dalla legislazione vigente, e comunque possibilmente al primo Consiglio Comunale utile, al fine di mettere in discussione e deliberare tramite votazione la presente mozione.

Considerato quanto sopra, i sottoscritti Consiglieri rinnovano l’invito al Sindaco Giuseppe Lanaro a prendere coscienza delle premesse e dunque a rassegnare, per senso di responsabilità, le dimissioni immediate ancor prima che della questione venga investito il Consiglio Comunale.

Si ricorda, a tal proposito, che ai sensi dell’Articolo 11 della Legge Regionale 35/1997: “La cessazione dalla carica di Sindaco o di Presidente della Provincia per decadenza, dimissioni, rimozione, morte o impedimento permanente comporta la cessazione dalla carica delle rispettive giunte, ma non dei rispettivi Consigli che rimangono in carica fino a nuove elezioni che si svolgono contestualmente rispettivamente alle elezioni del Sindaco o del Presidente della Provincia Regionale da effettuare nel primo turno elettorale utile”.

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