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Il Sindaco Lanaro diffida i Consiglieri

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Mirto – Il Sindaco di Mirto Giuseppe Lanaro ha diffidato i componenti del Consiglio Comunale, dopo il ritiro della mozione di sfiducia nel corso della Seduta Consiliare del 31 Ottobre 2014. Questo il documento integrale notificato a tutti i Consiglieri dal primo cittadino di Mirto:

La condotta posta in essere dai Consiglieri Comunali di ritirare la mozione di sfiducia, prima, ed in seguito di abbandonare l’aula, rappresenta un tentativo di non fare pronunciare il Consiglio Comunale, poiché nell’Adunanza del 31/10/2014, mancava il quorum necessario per approvare la mozione.

Tale condotta rende illegittimo il comportamento del Consiglio Comunale, nella parte in cui non ha trattato la mozione.

Si rileva, infatti, che il Consiglio Comunale era tenuto a trattare la mozione di sfiducia, poiché il ritiro della stessa, effettuato in giornata dai Consiglieri proponenti, è da intendersi tamquam non esser.

E’ di solare evidenza che, nel momento in cui la proposta viene inserita all’ordine del giorno del civico consesso, la titolarità della stessa passa dalla sfera giuridica dei proponenti a quella dell’organo consiliare.

Solo il Consiglio Comunale, dopo la sua convocazione, è titolare del destino della proposta di deliberazione. Il Consiglio non si è potuto pronunciare a causa dell’abbandono dell’aula da parte di alcuni Consiglieri Comunali.

Non ha pregio giuridico la giustificazione contenuta nell’atto denominato “ritiro della mozione di sfiducia”, secondo la quale, per effetto delle dimissioni del Consigliere Giulia Raffiti, l’organo non sarebbe stato in grado di operare.

In conclusione con il presente atto, il sottoscritto Giuseppe Lanaro comunica che appena saranno pubblicati i verbali relativi all’Adunanza del 31/10/2014, nonché a quella di prosecuzione, impugnerà il comportamento tenuto dal Consiglio Comunale nella parte in cui non ha trattato la mozione di sfiducia e richiederà l’accertamento dell’assenza del quorum, necessario per l’approvazione della sfiducia (10 presenti, almeno un voto contrario).

Ciò al fine di dimostrare che, nella data della Riunione, gli addebiti proposti con la mozione non sarebbero stati meritevoli di accoglimento.

Sussiste, conseguentemente, anche un profilo risarcitorio, perché, come sopra riferito, all’Adunanza del 31 Ottobre la mozione di sfiducia non sarebbe passata. Il profilo risarcitorio si rivela qualora i Consiglieri, in attesa di risolvere i problemi interni relativi al quorum (unico motivo che li ha indotti ad abbandonare l’aula), ripresentassero ed approvassero la mozione di sfiducia.

In questa ipotesi l’eventuale approvazione della sfiducia, che a rigore si dovrebbe riferire solo a fatti e contestazioni verificatesi successivamente alla data del 31/10/2014, sarebbe ulteriormente viziata per eccesso di potere.

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