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Tiger, furia Magistro: «A fine anno saluto»

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Brolo – Terremoto in casa Tiger Brolo. Nonostante il positivo cammino fin qui percorso dai “tigrotti” allenati da mister Santino Bellinvia nel primo campionato di Serie D della storia della società, all’interno del club giallonero serpeggia del malumore.

Con un comunicato stampa, infatti, il team brolese ha reso noto di aver chiuso, per motivi di natura tecnica ed economica, i rapporti di collaborazione con il difensore Giuseppe Fantino, il centrocampista Simone Figura e l’attaccante Stefano Frittitta.

Il direttore sportivo giallonero Antonio Magistro (foto Forzano) ha spiegato le motivazioni di questi addii e, soprattutto, si è scagliato furiosamente e senza alcun tipo di remora contro la Brolo sportiva, rea di non sostenere a dovere la squadra.

«Mi preme innanzitutto ringraziare questi ragazzi per ciò che hanno dato alla Tiger in questi tre mesi di permanenza in giallonero – spiega il DS Magistro -. In particolare, voglio spendere qualche parola d’elogio per Simone Figura, ragazzo serio e professionale, e per Stefano Frittitta, persona di grande umanità e sensibilità che ha dato tanto al nostro spogliatoio, che hanno preferito riavvicinarsi a casa dopo essere stati messi al corrente del fatto di non rientrare più nei piani della Società. Purtroppo nel calcio bisogna fare i conti con budget e situazioni tecniche oltre che con i rapporti umani e in questo momento per noi non era conveniente continuare queste collaborazioni. Auguro a questi calciatori il meglio per il prosieguo delle loro carriere professionali, purtroppo lontano da Brolo. Se siamo arrivati a questo, però, non è per mere problematiche di campo – continua il direttore della Tiger –, bensì per l’assurda ostilità che questo paese ogni giorno ci propone, senza alcuna ragione. Dopo il pareggio con l’Hinterreggio qualcuno ha avuto il barbaro coraggio di lamentarsi dello spettacolo offerto dai nostri giocatori. Abbiamo espugnato Mugnano battendo una compagine attrezzata come la Neapolis e nessuno, dico nessuno, ha rimarcato l’importanza di quella che è stata un’impresa epica, perché a Brolo l’erba del vicino è sempre più verde. Vorrei dire a questi signori, più o meno vicini alla squadra, che la Tiger sta disputando un campionato assolutamente in linea con i programmi prestagionali e che un pareggio contro una squadra forte come è quella calabrese dovrebbe essere accolto con ben altro atteggiamento. La verità è che la gente non ha la reale percezione di cosa questo gruppo stia facendo da ormai quasi tre anni. La squadra e lo staff tecnico di quest’anno sono in gran parte formati da professionisti che la scorsa annata hanno regalato a Brolo una storica promozione nel torneo di quarta serie, categoria nemmeno lontanamente immaginata, figuriamoci vissuta, dagli stessi personaggi che sputano sentenze senza avere coscienza di ciò che avviene attorno a loro e davanti ai loro occhi. In Serie D ci sono squadre che spendono il triplo, se non il quadruplo della Tiger Brolo. Questi finti intenditori di calcio dovrebbero smetterla di parlare della nostra forza economica, visto che questa Società, a parte due grossi sponsor quali le famiglie Ricciardello e Tripi, non riceve aiuti da nessuno. I tifosi non seguono la squadra in trasferta, a stento si presentano quando giochiamo tra le mura amiche e pretendono pure di non pagare il biglietto. Questo sì che è vero amore. Eccezion fatta per qualche partner come Energia 2000, Crea Crom e Creativ, che ringrazio personalmente, le attività commerciali brolesi ci ignorano e non hanno alcuna intenzione di supportare questo club. Come se non bastassero le scarse risorse finanziarie che il paese ci fornisce, il contributo in termini di energia e di spirito di sacrificio per questi colori da parte dei brolesi, anche all’interno del nostro stesso organigramma, è sostanzialmente nullo. Il livello di risorse umane a disposizione è pari a zero, ognuno pensa solo al suo orticello, il saldo dell’apporto dato dai dirigenti, Presidente e Vice-Presidente esclusi, è addirittura negativo a parte qualche sporadico caso. Si pretende tutto senza dare nulla in cambio. Nessuno chiede immani sforzi economici se non ci sono le possibilità per sostenerli ma vivere davvero questa squadra e supportarla in questo duro cammino in Serie D credo sia il minimo che un cittadino di Brolo dovrebbe fare per dare una mano a questa realtà. Qui non abbiamo nemmeno questo, viviamo in regime di pseudo-oligarchia, lavoriamo in pochi e sentenziano tutti. Sempre a criticare, mai in maniera costruttiva, un gruppo che sta facendo dei miracoli sportivi in successione ma a Brolo la gente nemmeno se ne accorge. Se la Tiger l’anno prossimo dovesse chiudere battenti cedendo il proprio titolo sportivo a chissà quali acquirenti, i brolesi nemmeno noterebbero la nostra assenza. Contenti loro, contenti tutti. Noi andiamo avanti per la nostra strada, con immensi sforzi, lasciando cadere nel vuoto le parole di chi con il calcio ha ben poco a che fare. Per quel che mi riguarda – chiude amaramente il DS Magistro -, a fine stagione credo proprio scenderò dal carro Tiger, diventato vincente negli ultimi anni grazie al lavoro di quei pochi che adesso sono stufi di questa situazione. La Società farà le sue scelte, sempre ammesso ci sia un futuro per un club che ha in collaboratori e tifosi i suoi primi detrattori e talloni d’Achille. Auguri».

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