Gianluca Galati

Galati: «Al Due Torri bell’ambiente, Venuto gran lavoratore»

Gianluca Galati

Piraino – Dopo un avvio scintillante e un periodo di appannamento, il Due Torri di mister Antonio Venuto è tornato a splendere nel Girone I di Serie D. Nove gare disputate, 12 punti raccolti e tanto entusiasmo in seguito alle due vittorie consecutive giunte nelle ultime due uscite con Noto e Neapolis. Gianluca Galati, difensore classe 1995 dei pirainesi, si è concesso ai microfoni di Radio DOC durante “Sport Park” per discutere del felice momento dei biancorossi e della stagione che il suo Due Torri sta vivendo.

Gianluca, per te è il primo anno in D e al Due Torri. Impatto con campionato e ambiente?

«A Gliaca mi trovo benissimo. La società è molto presente e unita e non ci fa mai mancare niente. Per un calciatore è l’ambiente ideale per crescere e lavorare bene. L’impatto con il campionato non è stato semplice. Vengo da due anni in Eccellenza con Mazzarrà e Rocca di Capri Leone e ho subito percepito una grande differenza tra questi due campionati. In Serie D bisogna essere al top fisicamente e si deve pensare velocemente, nessuno ti lascia tempo e spazio per giocare. I ritmi sono molto più alti e tutte le squadre hanno almeno un paio di giocatori importanti che al primo errore possono punirti. Fortunamente stiamo facendo bene, me compreso, quindi posso dire che l’inizio stagione è stato più che positivo per tutti».

In carriera hai ricoperto sia il ruolo di difensore che il ruolo di centrocampista. Quale preferisci e come ti trovi a Gliaca con mister Antonio Venuto?

«In questa breve esperienza al Due Torri ho ricoperto il ruolo di terzo di sinistra nella difesa a tre, giocando anche qualche minuto da terzino destro nella difesa a quattro. Per me l’importante è giocare, sono a disposizione della squadra e del mister. Se proprio dovessi scegliere, direi centrocampista, perché si è più nel vivo del gioco e si ha la possibilità di toccare maggiormente il pallone. Col mister è una continua fatica, è un grande lavoratore. Usciamo dal campo distrutti dopo ogni allenamento. Lavoriamo tre o quattro ore al giorno in maniera puntigliosa e intensa però i risultati si vedono la domenica, quindi va bene così».

Avete cominciato benissimo questa stagione, poi la giornataccia contro il Sorrento, contro cui avete perso 0-4 in casa. Cosa è successo in quella gara?

«Il nostro avvio è stato ottimo, sia in coppa che in campionato. Con il Sorrento credo sia stata una di quelle partite che nascono male e finiscono peggio. Abbiamo sprecato un paio di palle gol ad inizio gara, poi siamo andati in svantaggio a causa di un paio di decisioni poche chiare da parte dell’arbitro che ci hanno penalizzato. Il loro primo gol è stata un’invenzione del direttore di gara ma c’è da dire che poi noi abbiamo perso la testa. Abbiamo subito lo 0-2 e poi, in situazione disperata e molto sbilanciati per cercare di riaprire la partita, abbiamo concesso anche terzo e quarto gol. L’arbitro ha sbagliato in occasione della loro prima rete ma non può essere una scusa. Abbiamo fatto male e abbiamo giustamente perso».

Da lì, qualche cambiamento tattico e due vittorie consecutive con Noto e Neapolis che hanno notevolmente migliorato la vostra classifica.

«Sì, è vero. Dopo il Sorrento il mister ha deciso di cambiare assetto tattico, passando dal 3-5-2 al 4-3-1-2. Devo dire che molti dei difensori in rosa, e questo vale anche per me, hanno spesso giocato a quattro dietro in carriera, quindi è stato un cambiamento immediatamente assimilato dalla squadra e in particolare dal reparto difensivo, anche se ammetto che giocare come terzo di sinistra della difesa a tre non mi dispiaceva. Comunque, l’idea del mister ha dato i suoi frutti, visto che abbiamo vinto due partite di seguito, conquistando sei punti preziosissimi. In entrambi i casi abbiamo vinto meritatamente, anche se la Neapolis si è presentata al “Vasi” con qualche assenza pesante. 12 punti dopo nove giornate sono sicuramente un buon bottino in chiave salvezza ma il campionato è ancora lungo».

Domenica si va a Battipaglia. Che partita sarà e che obiettivi può raggiungere quest’anno il Due Torri?

«Come noi, anche la Battipagliese è una squadra che ha fame di punti e che vuole costruire le sue fortune in casa. Non sarà facile ma noi ce la metteremo tutta e se giocheremo al massimo sono convinto che torneremo a casa con un buon risultato. Sorrento a parte, ce la siamo giocata alla pari con tutti, comprese due corazzate come Agropoli e Akragas, contro cui abbiamo perso disputando ottime partite. L’obiettivo del Due Torri è certamente la salvezza, se poi arriverà qualcosa di più, ben venga».

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