rappresentante 02

Video clip girato alla “casa albergo per anziani”

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Capo d’Orlando – 
“…Quando passo in via degli uomini mi sento sempre la protagonista, alle prossime elezioni sarò io la rappresentante di lista …” Ascolto per la prima volta questa canzone e rimango immediatamente colpita dalle parole, dalla melodia e dalla voce. Non conosco la band ma la trovo sorprendentemente straordinaria. Desidero capire meglio il fenomeno musicale e dalla ricerca, scopro che si tratta di due musicisti che approdano al canto attraverso la laboriosa strada teatrale.

Veronica Lucchesi (voce e percussioni) è Toscana, mentre Dario Mangiaracina (guitalele, chitarra, fisarmonica e voce) è Palermitano. I due artisti  nel 2011 costituiscono un gruppo insolito  dal nome altrettanto eccentrico, si chiamano infatti, “La rappresentante di lista”. Creativa la loro scrittura, sofisticati gli arrangiamenti, elaborato il loro percorso artistico motivato dalla esigenza di “conoscenza”.

Le loro performance sono decisamente inusuali, scrivono testi e melodie a quattro mani e suonano oltre che sul palco e nelle piazze anche  in posti improbabili come i sedili di vecchie fiat ‘5oo, dentro  chiese sconsacrate, e persino nelle case. ”Wo ist dasHans?” significa infatti dov’è la casa? Nelle pagine facebook esiste una mappa, chi vuole sentirli dal vivo può cercarli e farli  persino suonare a casa.

Dario e Veronica cantano e suonano riuscendo a personalizzare ogni brano, dentro geniali e fondamentali quinte scenografiche, creano atmosfere teatrali e raccontano le loro storie con il preciso obiettivo di suscitare riflessione.

Colti e raffinati utilizzano la musica come veicolo per la conoscenza di realtà spesso amare e piuttosto scomode,  ma utili per arrivare all’essenza delle cose. Nella loro musica c’è corpo e anima e la verità che raccontano  si trasforma sempre in surreale poesia.

Gli artisti rifiutano qualunque forma di comoda, ma sconsolata routine e seguono un percorso laboratoriale autogestito, attuando un modo di guardare la realtà che supera ogni forma di  banalizzazione, offrendo speciali occasioni  per cercare sempre di far emergere il sommerso.

“La rappresentante di lista” spazia dal blues alla musica classica, dal popolare ai grandi cantautori, forma geniale di “CANZONE TEATRO” così come dice Pilar. Ascoltare una loro canzone è esattamente come leggere un libro o analizzare un dipinto, riscoprire cioè un mondo e attraversarlo nello spazio di un disco che intrattiene, racconta, emoziona e commuove.

Un talento coinvolgente, che delicatamente ripercorre la condizione umana e squarcia con semplice spontaneità ogni forma di ordine apparente; emerge così il nascosto l’angolatura scomoda e  poco rassicurante.

I due originali artisti nell’Estate appena trascorsa si sono esibiti al Mirtorock festival 2014. In questa occasione , Dario è stato  ospite a Radio Doc e intervistato  da Francesco Gugliotta e Silvia Raimondo, in una bella puntata di “Ricomincio da tre”, ha messo a fuoco con grande semplicità  il significato di un progetto di avanguardia che con scrupolo e innovazione propone rigorosamente musica INDIPENDENTE con “L’ETICHETTA GARRINCHA” fondata da Matteo Romagnoli. Proprio in questi giorni per i due bravi cantanti arriva un importante riconoscimento: per loro la candidatura alla prestigiosa targa “Tenco” con l’opera prima ”(Per la) via di casa”.

Inoltre, forse non tutti sanno che i due artisti hanno  scelto proprio Capo d’Orlando per realizzare il video del brano intitolato “Madonna”, prodotto da “MUSE-X” e siccome le sorprese come  gli esami  non finiscono mai, hanno scelto come quinta scenografica proprio l’ex casa “ALBERGO PER ANZIANI”.

https://www.youtube.com/watch?v=osfewDFoCOM

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Posizionati al centro della scena dentro l’ormai fatiscente tunnel di vetro hanno ancora una volta  costruito una storia sulla vita e sulle sue opportunità … sottovalutate.

La presenza, Il gesto, la voce, la musica, la melodia mirano a creare atmosfere surreali. Sembrano artisti di strada, girovaghi e circensi intrappolati dentro un anonimo luogo, mentre la forza del suono e del canto obbliga l’ascoltatore a guardare fuori dalla finestra per cercare il significato nascosto dietro  tutto ciò che appare.

Mattoni e vetri in frantumi raccontano il passare inesorabile del tempo, ora contratto, ora dilatato esso è testimone di una storia triste, un mancato accordo armonico tra l’uomo e la natura… Desolante storia di stravagante e ottusa indifferenza.

Nella loro bacheca di facebook il duo “La Rappresentante di Lista scrive: ”…Meglio andare a vedere che faccia abbia il vicino dalla tosse grassa che avere paura… Non mi fa paura cambiare nome alle cose, ma ho paura quando mi raccontano che tutto cambierà, non mi fa paura la semplicità, non mi fa paura  parlare  sola, ma essere in pochi quando c’è qualcosa da sapere. Ho paura di non riconoscere chi conoscevo…”

Con interesse riguardo molte volte il video e sempre più i due artisti, mi ricordano personaggi Felliniani.  Associo la figura femminile, bizzarra e battagliera ad una rigenerata Gelsomina, la protagonista dell’indimenticabile film “La strada”.

Tutto però è cambiato, Veronica per nulla sottomessa al rivisitato  Zampanò conquista la scena; in un attimo il luogo appare trasfigurato, la sofferenza si allevia la melodia scioglie il dolore. La ripresa in movimento sottolinea che volendo, si potrebbe anche uscire dal tunnel.

Mentre l’immagine sfuma, rifletto sul trionfo dell’illogico e penso ancora al film e alle parole dell’ACROBATA matto “… Io sono ignorante ma ho letto qualche libro…se questo sasso è inutile allora è inutile tutto. Anche le stelle…tu non ci crederai ma tutto quello che c’è in questo mondo serve a qualcosa…”

Dario e Veronica sono straordinari. “Girovaghi” per esigenza di “conoscenza”, sviluppano le loro storie scegliendo  case sempre acusticamente adeguate, munite di grandi finestre  con privilegiati punti di vista per osservare meglio l’orizzonte. La strada poi, rimane il luogo prediletto per sognare e scrutare la vita raccontando il disagio sociale. Spesso l’essenziale è invisibile agli occhi, ma un sorprendente recupero di poesia può ancora regalare meraviglia e stupore.

Maria Grazia Librizzi

 

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