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Protestano gli operatori della Salute Mentale

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Messina –
Si è tenuta ieri mattina, davanti gli uffici della direzione generale dell’A.S.P n° 5 di Messina, in via G. La Farina, la protesta degli Operatori Sanitari del Dipartimento Salute Mentale. Dalle 9,30 di ieri, il personale infermieristico, appoggiato dal sindacato FIALS, ha manifestato il proprio dissenso, nei confronti delle decisioni prese dal Neo Manager dell’Asp di Messina, Dott. Gaetano Sirna, di affidare alle imprese private, i servizi pubblici di salute mentale.

La direzione strategica dell’Asp, ha infatti stipulato nei mesi scorsi, nuovi contratti con le imprese private per la gestione delle strutture residenziali ST.A.R./C.T.A. Ciò ha comportato la soppressione dell’assistenza infermieristica notturna in queste strutture, per affidarla a privati con operatori di assistenza generica.
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Il direttore sanitario Domenico Sindoni, per conto del direttore generale Sirna, ha incontrato nella mattinata di ieri, tre infermieri e Domenico La Rocca, segretario provinciale della FIALS. Quest’ultimo ha chiesto al direttore, di revocare la procedura di dismissione di 30 unità infermieristiche e ripristinare l’assistenza infermieristica notturna. La Rocca ha inoltre ribadito il no all’affidamento della gestione totale delle strutture residenziali- C.T.A/ST.A.R alle imprese private; no a più risorse economiche alle imprese private; no all’abbandono delle strutture a gestione pubblica e ai tagli del personale. Ma nonostante il confronto avuto con il direttore sanitario, pare che non vi sarà alcun cambiamento di rotta da parte dell’Asp.

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“Quello che Sirna sta facendo, – spiega La Rocca- riguarda più l’aspetto economico e non i diritti e il benessere del paziente. Non si risparmia affidando al privato la gestione dei servizi pubblici di Salute Mentale, anzi, tutto il contrario. Il sistema privato ha più interesse a mantenere ricoverato il paziente, che non a dimetterlo. Così facendo viene negato il diritto dei pazienti di essere assistiti e riabilitati in modo qualitativo e viene dimenticato che il malato è prima di tutto una persona e come tale deve essere considerato, non è un oggetto di commercio da cui trarre profitto. Visto il buco nel bilancio, l’ASP ha urgente bisogno di un cambio rotta. I tagli agli sprechi, non possono continuare a ricadere sui servizi agli ammalati, perché ne viene compromessa la qualità dell’assistenza. Indipendentemente dalla risposta che abbiamo avuto oggi, -conclude il segretario provinciale della FIALS- noi andremo avanti con la nostra battaglia e un giorno potremo dire che dignitosamente e doverosamente, abbiamo difeso i nostri pazienti e i nostri diritti.”

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