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“Buco Nero”, 14 misure cautelari e sequestrate cinque società per bancarotta fraudolenta

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Messina – 
Stamani, personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di quattordici soggetti, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, ed in concorso tra loro, di plurime fattispecie di bancarotta fraudolenta.

Il G.I.P. presso il locale Tribunale, Dott.ssa Maria Teresa Materia, accogliendo pressoché   integralmente la richiesta formulata dai Sostituti Procuratori Dott. Fabrizio Monaco e Dott. Antonio Carchietti, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Dott. Sebastiano Ardita, ha disposto l’applicazione dell’Ordinanza di Misure Cautelari nei confronti di:

Custodia cautelare in carcere:

BORELLA Carlo, nato a Messina l’1.7.1962, imprenditore ex Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori edili  (A.N.C.E.) di Messina.

borella carlo copia

Arresti domiciliari:

BORELLA Benito, nato a Cadeo (PC) il 06.08.1936;

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BORELLA Zelinda, nata a Priolo Gargallo (SR) il 13.05.1958;

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SURACE Patrizia, nata a Messina l’11.05.1966;

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PANARELLO Benedetto, nato a Messina il 30.09.1962, commercialista, con pregiudizi di polizia per associazione per delinquere e concussione in concorso, truffa e falsità ideologica commessa dal P.U. in atti pubblici;

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CUCINOTTA Gianfranco, nato a Messina il 10.12.1976;

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SPADARO Agatino, nato a Messina il 18.08.1979;

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BOTTARO Giuseppe, nato a Pace del Mela (ME) il 06.07.1966.

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Misura Interdittiva:

9. DE LUCA Gaetana Patrizia, nata a Bellano (Co) il 10.10.1955;

10. CHILLE’ Maria Antonietta, nata a Messina il 10.06.1955;

11. SCANDURRA Giuseppe, nato a Messina il 20.06.1960;

12. ZIMBE’ Zaire Giosafatto, nato ad Oppido Mamertina (RC) il 04.01.1971;

13. ZAVAGLIA Sergio, nato a Taurianova (RC) il 05.05.1972;

14. LIZZIO Daniela, nata a Messina il 07.05.1975.

E’ stato, inoltre, eseguito Decreto di Sequestro Preventivo (cui è seguito un provvedimento integrativo in data 26.09.2014, delle quote di capitale, delle azioni intestate agli indagati e dei complessi aziendali delle seguenti società:

  1. HB S.p.A., sedente in Messina, via Nuova Panoramica dello Stretto, 1416;
  2. CUBO S.p.A., sedente in Villafranca Tirrena (Me), via Antonello da Messina,1;
  3. BRICK s.r.l., sedente in Roma, via Cola di Rienzo, n°180;
  4. RCD s.r.l., sedente in Messina, viale San Martino, Is.135 n°116:
  5. EPUROXY s.r.l., sedente in Messina, Via San Martino, Is.135 n°116.

Sulla scorta delle quote di capitale sociale versato, e del patrimonio mobiliare ed immobiliare, il valore complessivo dei beni oggetto di sequestro ammonta a circa 10 milioni di Euro.

Il provvedimento cautelare indicato in oggetto, prende le mosse dagli esiti delle indagini condotte da questo Ufficio e compendiate con informativa del 31.10.2012, con la quale venivano denunciati 23 soggetti in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione del reato di bancarotta fraudolenta, ai sensi degli artt. 416 c.p.  e 216, I comma punti 1) e 2), con l’aggravante prevista dall’art.219, 223 I comma punto 1), in combinato disposto con art. 236 R.D. n°267/1942.

Il quadro investigativo raccolto, costituito da un articolato lavoro di elaborazione e di analisi incrociata degli esiti di indagini condotte in distinti procedimenti penali,  ha consentito di dimostrare che i componenti dell’importante gruppo imprenditoriale della famiglia BORELLA hanno posto in essere una vera e propria operazione di depauperamento della più importante società, la DEMOTER s.p.a., operante nel settore degli appalti pubblici, attraversata da vicende processuali di criminalità organizzata, destinandola alla sicura decozione, secondo un preciso e predeterminato disegno criminoso, consistente nella sistematica e progressiva spoliazione dei rami attivi del suo complesso aziendale, collocandoli in nuove società, potendo contare sulla preziosa e proficua collaborazione, di esperti professionisti. Tutto ciò al fine precipuo di mantenere le attività del gruppo, sottraendole al rischio di misure interdittive ed all’aggressione dei creditori.

Il G.I.P. non ha ritenuto sussistente la fattispecie associativa e, purtuttavia, ha riconosciuto l’esistenza di un programma criminoso finalizzato allo smembramento della società attraverso la creazione di plurime società, che costituiscono il fondamento delle condotte distrattive, ed il ricorso ad una serie di accorgimenti materiali e contabili atti ad eludere i controlli, avvalendosi di un efficiente substrato organizzativo di uomini e mezzi.

La società DE.MO.TER. S.p.A., costituita in data 06.03.1978, passando dal movimento terra agli appalti pubblici, eseguendo lavori in importanti opere pubbliche, quali autostrade, acquedotti, metanodotti, gallerie, opere ferroviarie, in Italia ed all’estero, ha raggiunto un livello di espansione che in venti anni di attività può essere quantificato in un complessivo volume d’affari medio di 60 milioni di Euro.

A partire dal 30.01.2010, la società iniziava a cedere diversi rami d’azienda ed altre società ad essa collegate, stipulando alcuni contratti d’affitto di altri rami d’azienda.

La DE.MO.TER. viene sottoposta a procedura di liquidazione volontaria nel novembre 2011,  nell’ambito della quale viene nominato liquidatore l’’avv. CACACE Maurizio, figlio del ben noto commercialista Salvatore.

Il principale indagato, Carlo BORELLA, si rende promotore di una proposta di concordato preventivo, formalizzata nel dicembre dello stesso anno che, tuttavia, non viene accolta poiché la società indicata per risolvere lo stato di insolvenza, la CUBO S.p.A., è comunque riconducibile al gruppo imprenditoriale.

In data 01.02.2013, la società viene dichiarata fallita.

Giova evidenziare che le vicende societarie della DE.MO.TER. s.p.a. sono strettamente legate ai trascorsi giudiziari di uno degli esponenti più rappresentativi del gruppo familiare che ne ha la proprietà e la gestione, BORELLA Carlo, ex Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori edili  (A.N.C.E.) di Messina.

E’ bene segnalare che questo gruppo imprenditoriale e la stessa persona di CarloBORELLA risultano direttamente coinvolti, non solo e semplicemente quale parte offesa, in numerose operazioni di polizia giudiziaria condotte in Sicilia ed in Calabria. Anche il padre, BORELLA Benito, avente a carico precedenti penali e pregiudizi di polizia, nella sua qualità di capostipite del gruppo imprenditoriale, è emerso in importanti indagini.

In particolare, quest’Ufficioha svolto complesse ed articolate indagini su alcune condotte estorsive attuate da esponenti della criminalità organizzata barcellonese, conclusesi con l’arresto, in esecuzione di misure cautelari, degli autori (Operazione Sistema II).

BORELLA Carlo, seppure vittima di una delle attività estorsive oggetto d’indagine, poneva in essere una vera e propria condotta favoreggiatrice, non solo non ammettendo il ruolo di parte offesa, ma addirittura tentando di inquinare le fonti investigative. Per tali condotte era stata avanzata richiesta di misura cautelare nei confronti dell’imprenditore e del suo capo cantiere RAFFA Biagio, tuttavia non accolta.

Con sentenza datata 14.3.2012, il G.I.P. presso il Tribunale di Messina giudicava BORELLA Carlo colpevole del reato di favoreggiamento, escludendo l’aggravante di cui all’art. 7 Legge 203/91, stabilendo la pena di anni due di reclusione.

Successivamente, in data 22.03.2013, la Corte d’Appello di Messina riduce la condanna inflitta in primo grado a Carlo BORELLA, ad un anno e due mesi di reclusione.

Con il contributo di commercialisti esperti e senza scrupoli,la società DE.MO.TER. s.p.a.è stata progressivamente svuotata dei suoi rami d’azienda più rilevanti e produttivi, costituiti da importanti commesse pubbliche, predisponendo le condizioni per l’avvio della procedura di concordato preventivo, previa sottoposizione della stessa società alla liquidazione volontaria, mediante assunzione di terzo con l’intervento della CUBO s.p.a., società comunque riconducibile al gruppo BORELLA.

Basti ricordare che, già in data 12.03.2010, risulta costituita la società anonima DEMOTER AFRIC”, con sede in Costa d’Avorio.

In particolare, le condotte distrattive sono state individuate in ben sette distinti capi d’imputazione.

In primo luogo, viene contestato a carico del Consiglio di Amministrazione della DE.MO.TER. S.p.A. e del collegio sindacale di aver distratto la quota totalitaria del capitale della S.A.GEN. s.r.l. (proprietaria di un notevole complesso immobiliare), detenuta da DE.MO.TER. S.p.A., e per averla appostata al bilancio per l’importo di Euro 4.190.000,00 tra le immobilizzazioni finanziarie, conferendola nel capitale della HB S.P.A., costituita dalla DE.MO.TER. per scissione, in data 27.08.2009.

Gli amministratori ed il collegio sindacale, hanno esposto falsamente nei bilanci di DE.MO.TER. s.p.a., passività inesistenti per l’importo di Euro 3.163.153,28, cedendo tali passività alla RCD s.r.l., realizzavano una plusvalenza fittizia da cessione di Euro 2.224.384,58, concorrendo a cagionare il dissesto della DE.MO.TER., successivamente dichiarata fallita.

Nello stesso giorno della costituzione della società BRICK s.r.l., in data 06.05.2011,  la DE.MO.TER s.p.a. cedeva a questa società un ramo aziendale del valora di Euro 1.254.952, verso un corrispettivo di Euro 50.000,00. A sua volta, la BRICK s.r.l., attraverso una scissione in data 06.05.2011, costituiva la società CUBO s.p.a., per conferimento del ramo d’azienda sopra indicato, già ceduto da DE.MO.TER., sottoscrivendo l’intero capitale sociale per l’importo di Euro 5.300.000,00, sulla base di una perizia giurata falsa redatta da PANARELLO Benedetto, in realtà corrispondente al valore effettivo di Euro 9.201,715.

Con contratto di affitto del 14.09.2011, la DE.MO.TER. s.p.a. cedeva un ramo di azienda alla CUBO s.p.a. per il canone annuo di Euro 90.000,00, realmente stimabile nel valore di Euro 412.768.

Con contratto di affitto del 14.09.2011, la DE.MO.TER. s.p.a. cedeva un ramo di azienda alla FONDAZIONE ELSE s.r.l. per il canone annuo di Euro 60.000,00, realmente stimabile nel valore di Euro 155.425,00.

Con contratto di affitto del 14.09.2011, la DE.MO.TER. s.p.a. cedeva un ramo di azienda alla EPUROXY s.r.l. per il canone annuo di Euro 45.000,00, realmente stimabile nel valore di Euro 191.137,00.

E’ stata, dunque, effettuata la ricostruzione del processo di trasformazione del volto societario del gruppo BORELLA.

Carlo BORELLA ha scientemente agito per creare le premesse e le condizioni necessarie ad isolare, da un punto di vista societario, la DE.MOTER. s.p.a.dal resto del gruppo imprenditoriale di famiglia e, pur continuando a mantenerne il controllo, evitare il dissesto finanziario della stessa.

E’ stato, infatti, individuato il nesso causale tra le cessioni dei rami d’azienda della DE.MO.TER. s.p.a., effettuate secondo un preciso ordine logico e cronologico, che si incrociano con la contestuale costituzione di società, comunque riconducibili al gruppo BORELLA, seguendo un preordinato disegno criminoso, caratterizzato da ardite operazioni societarie artificiose, volto a far apparire, sia ai fini della certificazione antimafia che a quelli meramente commerciali e contabili, che sia la persona fisica BORELLA Carlo, sia la persona giuridica DE.MO.TER. s.p.a. non hanno più alcuna relazione con l’intero gruppo imprenditoriale familiare.

In realtà, BORELLA Carlo è egli stesso organizzatore e promotore della collocazione di nuovi soggetti nelle cariche amministrative e delle titolarità degli assetti proprietari societari. Egli è e rimane, unitamente al padre BORELLA Benito, alla sostanziale guida del gruppo pur non rivestendo alcun ruolo all’interno del gruppo imprenditoriale.

Infine, a sostegno del quadro investigativo raccolto, la consulenza tecnico-contabile, condotta su incarico del P.M. titolare dell’indagine, Sost. Proc. Dott. Fabrizio Monaco, collaborato dal Sost. Proc. Dott. Antonio Carchietti, coordinati dal Procuratore Aggiunto Dott. Sebastiano Ardita, ha confermato gli esiti di indagine, accertando la deliberata determinazione di coloro che hanno gestito la DE.MO.TER. S.p.A. a far ricorso a condotte artificiose e dolose, distrattive e variamente finalizzate a ritardare il fallimento, in pregiudizio dei creditori.

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