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Trasparenza, Scaffidi Lallaro: «Sedute consiglio in diretta streaming»

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Brolo – «Sì, diretta sarà. Tranquilli tutti, quest’amministrazione non oscurerà nulla, manterrà nei fatti e nella volontà quello che da opposizione aveva pagato, autotassandosi, per dare trasparenza e informazione ai cittadini».

A parlare è il vice-sindaco di Brolo Gaetano Scaffidi Lallaro in risposta alle accuse dell’opposizione riguardo la poca trasparenza dell’attuale maggioranza brolese. Il vice-sindaco anticipa anche alcune novità al riguardo. Torna sull’affaire dei cinema, ma soprattutto non ci sta alle accuse “strumentali” di chi vuol metter in discussione la voglia di legalità, trasparenza, e correttezza amministrativa dell’esecutivo di Irene Ricciardello. Un discorso completo, quello di Scaffidi Lallaro, un discorso che diventa una sorta di comunicato stampa, partendo proprio dalla diretta streaming dei Consigli Comunali e dalla trasparenza amministrativa.

«Vorrei informare sia i responsabili del Laboratorio Politico – Culturale “Io Amo Brolo”, che i membri di “Cambia-menti”, al pari delle altre forze politiche più o meno note, che a breve il sito internet istituzionale del comune sarà attivo ed operativo al 100%. Ci lavoriamo da settimane, forse con qualche giorno di ritardo sulla nostra ambiziosa tabella di marcia, ma anche, mi spiace ricordarlo, per la forzata assenza di alcuni dipendenti che dovevo fornire degli atti. Entro questo mese – afferma il vice-sindaco brolese – riteniamo comunque di poter attivare il nuovo sito internet. Ma già ci sono atti e documenti, pubblicati in tempo reale, come non mai. Questo è un passo avanti verso la trasparenza. Detto questo – continua Scaffidi Lallaro – respingo al mittente le accuse di mancata voglia di trasparenza. Sulle dirette streaming, come tutti ricorderanno, abbiamo puntato molto da consiglieri d’opposizione. Ci siamo tassati per farle fare. Abbiamo pagato di tasca nostra anche una chiavetta ed una sim per dare l’opportunità di mandare in onda tutto, quando, nell’ultima seduta del passato consiglio comunale, proprio la chiavetta sparì misteriosamente mezz’ora prima dell’avvio dei lavori. Sorrido. Sparì dalla borsa del Presidente del Consiglio e se noi dell’opposizione non avessimo avuto la solerzia di tamponare il problema, molte cose oggi non sarebbero documentabili, in video e voci. Le dirette dei lavori consiliari ci saranno. La volta passata un problema tecnico e personale dell’operatore, da tempo contattato, impedì che questo giungesse a Brolo nei tempi opportuni per assicurare il servizio. Un incidente tecnico. Nulla di più. La volta precedente, è bene che ora si sappia, la diretta fu assicurata perché io e l’assessore Nino Tripi pagammo di tasca nostra l’azienda che la registrò e la mise in onda. Il tutto senza proclami e solo per garantire un servizio sicuramente utile per la trasparenza. Ora il problema non si pone più e c’è anche dell’altro. Le dirette saranno mandate in onda, oltre che sul sito del comune anche su un canale youtube dedicato, direttamente da questa amministrazione. Così se ci saranno altri operatori che vorranno divulgarle ci sarà un’ulteriore incentivo alla diffusione di quanto fatto e argomentato in aula. E per questo abbiamo già avuto riscontri positivi. Stiamo predisponendo il tutto e abbiamo anche fatto un’indagine tecnica di mercato per poter affidare il servizio al prezzo più conveniente per l’ente. E per dirla tutta, abbiamo programmato anche un servizio di archiviazione e stiamo cercando di reperire anche video e immagini del passato. Un archivio storico della vita amministrativa di Brolo degli ultimi anni. Senza nascondere nulla, senza temere nulla, questa sì che è trasparenza».

Il vice-sindaco di Brolo torna quindi sull’argomento cinema e sulla pulizia dei locali: «Torno sui miei passi. A lasciar sporco quel sito non sono stati i giovani dell’associazione “io Amo Brolo”. Avevo avuto informazioni errate. Altri hanno utilizzato il cinema comunale successivamente. Un’istituzione pubblica. Sono stati questi che hanno lasciato sporchi i locali. Non cambia, comunque, il mio modo di pensare. Bisogna aver rispetto della cosa pubblica, soprattutto quando questa è stata concessa gratuitamente. Bisogna lasciar tutto nello stato in cui lo si ha avuto. Questo significa avere rispetto della cosa pubblica, questa sarà la regola da oggi in poi».

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