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Tasi, le ragioni di una scelta

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 I Consiglieri Comunali di Maggioranza Mariella Gregorio Nardo,Antonino Di Dio Calderone e Nicola Giuttari spiegano i motivi del NO in Aula Consiliare all’azzeramento della Tasi. Di seguito il comunicato:

Non esiste amministratore pubblico cui piace imporre ai propri amministrati tasse o balzelli vari. Quando lo si fa, ed a malincuore, vuol dire che c’è una esigenza. La cosa più importante è che quando si ricoprono cariche pubbliche si guardi sempre e solo al bene dei cittadini. E noi oggi, consiglieri di Maggioranza, siamo qui a spiegare ai nostri concittadini i motivi che ci hanno spinto a votare no all’azzeramento della Tasi, la famosa tassa sui servizi indivisibili introdotta dal Governo per mascherare i sempre minori trasferimenti di risorse e costringere gli Enti locali a essere -loro – i carnefici dei cittadini.

L’Amministrazione comunale aveva scelto di non portare in aula la delibera sulla Tasi. Una scelta, lo ribadiamo, non una dimenticanza, che avrebbe determinato per legge l’applicazione dell’aliquota minima dell’1 per mille. Una scelta, appunto, necessaria per garantire servizi, per non rischiare di sforare il Patto di stabilità, per non intaccare il pareggio di bilancio che avrebbe gravi conseguenze anche per gli anni futuri.

E’ sotto gli occhi di tutti l’enorme sforzo che quest’Amministrazione sta ponendo in essere in questi poco più di tre anni a Palazzo dell’Aquila. Il sindaco Aquino ha ereditato dalle procedenti amministrazioni una mole enorme di debiti – più di tre milioni di euro – che in questi tre anni sono stati interamente pagati pur mantenendo inalterato lo standard dei servizi offerti ai cittadini. Anzi, registrando anche un sensibile miglioramento, come nel caso della refezione scolastica. Più di tre milioni con i quali si sarebbero potuti offrire servizi migliori ed anche puntare all’abbassamento della pressione fiscale, già notevole, nei confronti dei cittadini. Purtroppo non è stato possibile. I debiti delle passate amministrazioni esistevano e dovevano essere onorati. Per completare questo percorso di risanamento e fronteggiare i nuovi tagli del Governo centrale era necessario applicare, seppure nella misura minima la Tasi. Rispetto ad una originaria proposta di alcuni Colleghi, corredata però da parere negativo degli uffici finanziari, ci siamo adoperati per trovare un’altra soluzione che “accontentasse” tutti, soprattutto i cittadini. Abbiamo formulato una nostra proposta che ha trovato il parere tecnico favorevole del ragioniere. Abbiamo proposto di applicare la Tasi con l’aliquota minima dell’uno per mille solo sulle prime case (già esentate dal pagamento dell’imu) e prevedendo inoltre degli sgravi per le abitazioni monoutente e per quelle rurali. La Tasi così formulata avrebbe pesato per poche decine di euro a nucleo familiare, ma avrebbe garantito gli equilibri finanziari dell’Ente. Sembrava che la nostra proposta – corredata da parere favorevole dell’ufficio – potesse incontrare il favore dell’aula, ma purtroppo così non è stato. Una parte dell’Opposizione, ancora una volta, ha scelto la logica sciocca del “tanto peggio tanto meglio”, preferendo dire no a tutto ciò che proviene dalla Maggioranza. A quel punto tre consiglieri di Opposizione hanno deciso di proporre l’azzeramento totale della Tasi, che è stata poi votata da 15 consiglieri. Il risultato: a fronte di qualche decina di euro di risparmio si sono vanificati gli sforzi di un triennio con sforamento del patto di stabilità, riduzione dei servizi ai cittadini, rischio dissesto del Comune con tutte le ovvie conseguenze.

Pur consapevoli che è sempre molto più facile votare contro le tasse e ricevere facili ed interessati elogi, abbiamo ritenuto di votare contro una proposta populista e demagogica, di corto respiro che sarà, già nell’immediato, foriera di gravi conseguenze per l’Ente e, dunque, per i cittadini. Abbiamo preferito non allinearci a chi, per mero calcolo politico e pur di appuntarsi al petto una medaglietta, preferisce arrecare alla collettività un danno tanto grave. Abbiamo ritenuto di guardare al bene di lungo periodo della collettività, anche a costo di fare una scelta impopolare ed essere additati da qualcuno, in maniera interessata, come affamatori del popolo. Siamo fermamente convinti della bontà della nostra scelta e rammaricati, allo stesso tempo, per l’atteggiamento strumentale e rispondente a logiche che auspicavamo definitivamente superate di altri Colleghi. Quanto accaduto, comunque, ci sprona a proseguire con ancora maggior determinazione nell’espletamento del mandato guardando al bene comune e nell’esclusivo interesse della Città.

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