1 giorno preparazione 25 agosto 14 007

L’Esperia si allena in un campo di bocce! Sindoni: “A Pissi si può giocare”

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Capo d’Orlando – 
E’ cominciata lunedì 25 Agosto la stagione ufficiale dell’Esperia Orlandina. I paladini agli ordini di mister Lenzo hanno cominciato la preparazione atletica in maniera inusuale, radunandosi sul lungomare Andrea Doria. Infatti hanno effettuato la prima giornata di allenamenti all’aperto in maniera piuttosto avventurosa , in quanto ad oggi dal comune paladino, secondo la società Esperia Handball, dopo due mesi di missive non è arrivata nessuna risposta sull’uso del nuovo impianto sportivo.

Abbiamo sentito sull’argomento anche il Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni che ha ribadito “Nelle prossime settimane è stata fissata la commissione di vigilanza per l’omologazione della struttura di contrada Pissi gestita dall’Associazione Tartarughino. L’Esperia potrà disputare in questa struttura le sue gare ufficiali pagando all’associazione la stessa tariffa prevista per il Pala Valenti. Il comune, ha continuato Sindoni, in questa maniera può venire incontro alla società di Ciccio Lenzo ma per gli allenamenti il discorso è diverso. Abbiamo messo a disposizione, come sempre, degli orari per gli allenamenti della squadra di pallamano al pala Valenti. Se però dovessero decidere di allenarsi al Tartarughino dovrebbero pagare le tariffe determinate dall’associazione e comunque già pubbliche. Anche se poco, prosegue il primo cittadino, tutte le strutture comunali sportive si pagano per allenamenti e gare ufficiali“.

E’ palese come tra le parti manchi un reale dialogo. Da anni ormai la contrapposizione è totale.

Un impianto, si legge nel comunicato della storica società orlandina dell’Esperia Handball, che negli slogan del Sindaco Sindoni doveva essere una valvola di sfogo per il movimento pallamanistico. Purtroppo ad oggi l’unica cosa pubblica sono i quasi seicentomila euro spesi  (tutti a carico del comune)  mentre il gestore (quello si privato e a rischio zero)  fa si che all’Esperia ne sia negato l’utilizzo. Non avendo un impianto di supporto, continua il sodalizio di pallamano, la società ha pensato di dividere in due il gruppo di atleti per questa prima parte della preparazione. Il gruppo di atleti “autoctoni “ hanno abbozzato la preparazione sul lungomare orlandino. Mentre il gruppo barcellonese/messinese  agli ordini del veterano Dino Costa  hanno iniziato a sudare presso l’impianto messinese dei Cappuccini”.

Ma Enzo Sindoni non manca di tornare sull’argomento tracciando una breve cronistoria della nascita della struttura di Pissi. “Insieme a Francesco Lenzo abbiamo individuato la zona dove far nascere la struttura attualmente esistente ed ancora insieme a lui ne abbiamo visionato il progetto escluso naturalmente il campo da calcio a 7 non previsto inizialmente. Successivamente la proposta della mia amministrazione di concedere la gestione dell’impianto alla sua associazione con un impegno che prevedeva un contributo comunale a copertura totale del mutuo con il credito sportivo non è stata accettata e posso anche condividerne i motivi che erano chiari. Ricordo, ha continuato Sindoni, che le perplessità di Lenzo erano legate ad un possibile ritardo dei contributi che dovevano essere versati dal comune alla sua associazione che avrebbero potuto metterlo in difficoltà. Lo comprendo ma poi si fece avanti l’associazione del tartarughino che ampliò il progetto con il campo da calcetto e che accettò una convenzione diversa. Cioè con la copertura del 50% della rata del mutuo da parte del comune e comunque la struttura rimarrà di proprietà comunale“.

“ Situazione assurda – dichiara Ciccio Lenzo – ma questo “cortocircuito” amministrativo era nell’aria. D’altronde a Capo d’Orlando l’assessorato allo sport è morto con la prematura dipartita di Antonio Librizzi, da allora non ci sono più stati incontri tra associazioni  sportive ed assessorato al ramo. Di fatto il vero assessore allo sport  è un geometra, impiegato comunale  ( ndr l’addetto alla manutenzione impianti sportivi) che va oltre i propri compiti  e che gestisce il tutto in maniera personalistica e fuori da ogni controllo amministrativo. Una situazione grottesca, continua Ciccio Lenzo, nel paese del Palasport edificato in 90 giorni (palafantozzi) , in cui viene convocato in quarantotto ore una seduta straordinaria del consiglio comunale nel pieno della canicola agostana per approvare una spesa di quarantamila euro per l’ampliamento del Palafantozzi, l’amministrazione Sindoni  in quasi tre mesi non riesce a trovare (o forse sarebbe più corretto dire non vuole) una soluzione per la locale formazione di pallamano ai nastri di partenza del torneo di A2. Intanto devo comunque ringraziare  questi splendidi ragazzi – continua il coach paladino – che nonostante tutto, stanno affrontando questa nuova avventura senza demoralizzarsi , stasera c’era molta rabbia ed amarezza , ma anche la consapevolezza che non saranno queste meschinità amministrative ad abbatterci.”

Un botta e risposta tra le parti che probabilmente non porterà a nulla. Secondo il Sindaco le strutture per l’Esperia ci sono ma devono adattarsi (visto anche il muro contro muro di questi anni ndr), secondo Lenzo il Comune non intende rispondere alle sollecitazioni soprattutto rivolte al responsabile della gestione degli impianti sportivi. Una telenovela che durerà ancora parecchio a discapito però di chi vuole fare sport. Un incontro reale e tra le parti sarebbe auspicabile. Magari annullando carte bollate e guardandosi negli occhi con in mente l’espressione di chi ama la pallamano e vorrebbe praticarla ad alti livelli come impone la serie A2.

 

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Intanto il primo danno di questa incresciosa situazione, si continua a leggere nel comunicato della Esperia, potrebbe essere il test –match contro la selezione federale , infatti la non disponibilità di un impianto omologato dalla FIGH ( troppo piccolo il PalaValenti ) una tre giorni di pallamano con la selezione e i tecnici federali ospiti a Capo d’Orlando , ma che la mancanza di un impianto omologato 40 x 20 (entro giovedì la società paladina dovrà dare conferma di essere in possesso di un campo di tali dimensioni) potrebbe far saltare, l’ennesimo schiaffo da parte dell’amministrazione al sodalizio del club di Piazza Matteotti.  Tornando alla preparazione , i paladini si sono allenati sfruttando il lungomare Andrea Doria per la corsa, mentre per lo sviluppo della forza aerobica si sono arrangianti sullo sterrato di fronte a piazza Mormino dove abitualmente  si gioca a bocce, sotto lo sguardo incuriosito e stupito di passanti e giocatori. A Capo d’Orlando può succedere anche questo, continua Francesco Lenzo, che una società dalla ventennale tradizione sportiva, militante nel secondo campionato nazionale sia costretta ad arrangiarsi per le vie del paese mentre un’associazione neo-costituita  senza alcun bilancio all’attivo e senza alcuna attività sportiva intrapresa si trovi un mutuo garantito dal comune (al 50% sostiene il sindaco Sindoni ndr).

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