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“Vorrei poterti incontrare”, un libro prezioso

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Capo d’Orlando – 
Non è semplice raccontare e raccontarsi, lasciare traccia e scuotere, preservando lo spazio di libera riflessione del lettore, ma Giuseppe Trusso Sfrazzetto con il suo incantevole volume Vorrei Poterti Incontrare ( You Can Print Editore 2014), centra a pieno l’obiettivo. L’autore si cimenta in un’impresa tanto ardua quanto complessa: (s)travolgere schemi stilistici e intraprendere una danza eroica con le parole, fedeli e discrete compagne di viaggio, che acquistano le sembianze ora di sassi rotolanti ora di frecce scoccate e dirette al cuore del lettore (e dell’autore). Il testo ( il Trusso nella quarta di copertina lo definisce tale) nella sua freschezza sfugge ad ogni semplicistica classificazione.

In uno spazio che si dilata e restringe incessantemente, in un tempo senza tempo, con un gioco di specchi e riflessi costruito ad arte, quasi inconsapevolmente veniamo catapultati in un lucido sogno dove i contorni dell’ io e dell’altro si (con)fondono. La voce narrante vuole, deve raccontare con passione, dolcezza ma anche determinazione un viaggio e calibrando ciascuna espressione e soprattutto i silenzi (…Savier non aggiunse nemmeno una parola…), porta a compimento la sua missione. Passi leggeri e importanti, in direzione di una vetta che, tra sforzi necessari e inevitabili, a tratti può apparire irraggiungibile. L’attore principale comprende bene il fascino del percorso in se (che ci regalerà straordinarie lezioni) ma è di tutta evidenza che (lo scrittore) brama, in una continua tensione evolutiva, di conoscere e sperimentare nella consapevolezza di farlo.

Basta leggere con attenzione le prime pagine di questo libro prezioso e per nulla scontato per capire che arriveremo fino in fondo perché, facendo tacere il frastuono del mondo, con coraggio il Trusso, mai pretenzioso, ci sussurra che vibra in noi una lungimirante follia e una felicità che non solo è un diritto ma anche un dovere. Il livello di attenzione inevitabilmente cresce in maniera esponenziale e d’un tratto ci troviamo immersi nella lettura vorace di un testo verace costruito con sapienza sin dalle fondamenta. La forza nella ricerca e la ricerca come forza tutto pervadono e il racconto di ciascun incontro lungo il viaggio è una corda pronta a tendersi o allentarsi ad ogni sussulto del cuore e della ragione. Lo scrittore riesce, ricorrendo all’uso della metafora, a dipingere immagini di sorprendente carica espressiva, servendosi di un linguaggio semplice ma mai impersonale. Incontreremo  “ alberi che, per costruire un rifugio, vivono in eterno…….vetri luccicanti di svariate forme sul pavimento…….brocche d’acqua che scivolano sull’erba” e soprattutto un “ sole già alto nel cielo quando Savier riprende il cammino”.

La natura con i suoi alberi secolari, le vette innevate, i boschi e le vallate si tramuta in un magico palcoscenico su cui ogni cosa con forme e colori diversi appare intrisa della stessa luce che tutto amalgama e armonizza. Ma tutto questo è al di là della soglia che deve essere varcata mettendo a tacere remore e paure. Consapevole delle trappole nelle quali ciascuno di noi può cadere, in un groviglio di rovi da cui sembra impossibile fuggire, tra scelte errate spesso inconsapevoli in origine e muri di cinta dai quali veniamo inesorabilmente imbrigliati, l’autore si sofferma più e più volte sui concetti di felicità e sogno cercando di delinearne i contorni senza alcuna pretesa di esaustività descrittiva. I monologhi e i dialoghi che si susseguono con ritmo incessante costringono il lettore a guardarsi, scavarsi dentro senza possibilità di fuga da se stessi e dall’emozioni che ( per fortuna !) tutto travolgono.

Volutamente la corporeità dei personaggi è appena accennata per poter focalizzare l’attenzione su emozioni, verità, dubbi e certezze appena rivelatesi, perse e nuovamente riconquistate e arricchite. Così Savier lungo il percorso dopo aver ricevuto un dono dalla vita, incontra un/il (uomo?) deluso…ma un passo dopo il suo cuore è nuovamente colmo di gratitudine. La grandezza del testo risiede altresì nelle pressoché infinite possibilità di approccio allo stesso: si può ben sfogliare una pagina qualunque e trovare in essa compattezza e senso compiuto. In questo senso Vorrei Poterti Incontrare, potrebbe essere letto come una complessa rete di liberi e audaci pensieri compiutamente ordinati, immersi in una dimensione onirica nella quale, come già accennato, le distanze tra l’ io e e l’altro si accorciano sino a dissolversi.

Il volume lungi dall’essere fine a se stesso o una sterile e capricciosa prova d’autore regala stimoli continui fornendo a ciascuno preziosi spunti di approfondimento ( magari trascorrendo la notte a fissare un soffitto o trascrivendo su di un diario, fedele compagno di viaggio, il nostro nascosto ma vero cuore ). Evitando accuratamente tanto le sterili elucubrazioni mentali quanto la fuorviante ingenuità, Trusso CREDE nelle sue idee e non cela l’impellente bisogno di condividerle con chi, in silenzio, è disposto ad ascoltare…il silenzio.

Il libro, scritto da Giuseppe Trusso, è presente, in formato cartaceo, presso la libreria Edicolè in Piazza Matteotti a Capo d’Orlando (ndr).

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