ciappa

Dopo il tramonto e…prima dell’alba

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Capo d’Orlando – Non è la notte di San Lorenzo, ma il cielo sembra un mosaico bizantino dal colore blu intenso, costellato da una infinità di splendenti stelle. Impossibile arrivare alla meta senza soffermarsi a guardare il panorama, lo spettacolo è indescrivibile. Scendo lentamente verso il mare e mentre percepisco chiaramente le prime note, raggiungo il “luogo”. I Gioiosani   lo chiamano “l’isolotto”, non trovo   parole adatte per descriverlo … qui cielo e terra si incontrano, si fondono e restituiscono allo spettatore il significato più vero del concetto di armonia.

Il maestro Roberto Cacciapaglia sta completando le sue prove, tra poco inizierà il concerto. Non vedo recinti, né chiusure con multicolorati teloni sudici e logorati,  assemblati secondo la spiritosa e raccogliticcia tecnica del patchwork, ricordano cantieri dismessi, mentre altri più nuovi, fanno pensare a imminenti opere sempre pronte a partire, salvo poi arrivare a destinazione … In questo spazio “chiuso” si sono esibiti G. Allevi,   Clementino,  Hunt e tra poco suonerà anche il grande Piovani, un vero trionfo della “OMOLOGAZIONE”.  Qui adesso invece, non ci sono barriere e soprattutto … non c’è da pagare il biglietto! Il prestigioso evento è completamente gratuito e il Maestro Cacciapaglia   con disarmante  semplicità,  spiega anche la ragione di una così inusuale e poco praticata scelta.

L’artista non ha chiesto alcun compenso perchè intende regalare emozione alla sua comunità, nella convinzione che la musica, come ogni altra forma artistica, sia portatrice di messaggi rivoluzionari per la crescita e la formazione di ogni individuo. Parole e idee possono cambiare il mondo diceva il prof. J. Keating nel famoso film “l’attimo fuggente”:  ”… Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente, noi  leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione …” Per vivere intensamente basta saper cogliere l’attimo, imparando ad  assaporare la vita senza consumarsi.

Il maestro inizia il concerto e subito si crea una straordinaria alchimia. Tra le stelle mi sembra di intravedere la testa di Orfeo, il suono incanta e conduce l’ascoltatore in un viaggio senza confini … perfino “Al di là dei sogni”. Lo scenario aperto, bellissimo, consente di partire   senza una meta precisa, il pianoforte è un veliero in un mare di onde sonore. Intraprendo il viaggio e cercando di superare lo strato più superficiale scendo giù in profondità, negli abissi; tra coralli e stelle marine, ripercorro importanti momenti della mia vita.

Lunghe ore di viaggio dentro fitte nebbie, ghiaccio e dissestate strade di montagna prima di arrivare   fin qui. Raggiungere la costa una vera conquista, salvo poi trovarsi isolati, quando frane e smottamenti dimostrano costantemente tutta l’incomprensibile indifferenza per l’assurda e ottusa precarietà di inadeguate infrastrutture.

 

 

In questo paese di mare e in questa scuola  lascio una parte di cuore. Mentre il suono si espande ricordo   l’amarezza per   la dignitosa sofferenza di Paola, rivedo il sorriso di Linda e quello  di Luciano e mentre risuona la risata di Andrea, mi sembra di udire un fortissimo impatto accompagnato da un urlo è lo spirito ribelle e indomabile di Hindy,  ma è anche quello  di una bellissima bimba che, ironia della sorte, si chiamava Angelica;  ripenso al mio dolore  così simile a quello di  Irene, Salvatore e Sofia. Non potrò mai dimenticare la piccola Miriam, muore senza sapere perché, uno spauracchio orrendo la sorprende, fiacca le sue forze, le toglie il respiro e lei docile si abbandona al sonno eterno, la sua anima gracile e delicata, sommessamente sorveglia su tutti.

Piccoli cristalli hanno  sapore di spruzzi di mare, scivolano  e solitari rifiutano la  condivisione, sono gocce di vita vissuta che mi appartengono.  In questi anni ho cercato di fare del mio meglio, non riesco a quantificare ciò che ho dato, sicuramente molto, moltissimo, ho ricevuto.

Qui stasera il suono è straordinario, abbattendo barriere e muraglie ha raggiunto la parte più nascosta della mia anima, costringendomi a  riavvolgere  il nastro. Lucida e inevitabile, riaffiora la memoria. Il pianista compositore esegue i suoi pezzi sicuro di centrare l’obiettivo, in uno scenario naturale, dilatato e teatrale, si inseriscono splendidi corpi in movimento, sono le danzatrici di ARKE’ che, utilizzando le bellissime coreografie di Matilde Demarchi, riescono a veicolare un importante messaggio, legato alla necessità di trasmettere al pubblico la formazione di una consapevole  e critica coscienza storico-culturale.

Le figure del musicista e delle danzatrici si confondono, le note assecondano il movimento, l’espressività del corpo crea composizioni   rese ancora  più straordinarie da raffinatissimi e candidi costumi. Oltre la  forma, oltre la danza, splendide cariatidi fungono da solide e fondamentali strutture portanti; mi sembra di sentire  la dolorosa solitudine di Medea, la ribellione di Antigone, il rancore e il sentimento materno di Clitennestra. Fantastici drappi ricordano poi, sinuose e avvolgenti forme barocche inserite in illusori contesti.

Le vibrazioni si diffondono, adesso, è festa, una sensazione surreale mi fa sentire   altrove, un potente getto di acqua fresca sgorga dalla fonte di borgo S. Francesco, mi disseta e placa la mia arsura. Verde e soffice muschio adorna il mio presepe, azzurre ortensie appassite mi incantano, alberi  carichi di verdi ricci  e di ulivi mi ricordano che la natura spesso è madre di figli ingrati.  Quanto disordine stasera nei miei sentimenti, nessuno spazio per il severo raziocinio.

Adesso i trasparenti cristalli sono dolci, zuccherosi, sanno di miele sciolto nel latte. Penso che tornerò a casa … ora in età matura, questa  è in genere la sorte che tocca ai prof. Per anni   ho intrapreso viaggi lasciando dietro me disarmanti occhi increduli, ora invece, sono  io che resto, mentre  una bella massa di riccioli neri prende il volo per andare con diffidenza incontro al futuro.  Sono vecchie leggi dinamiche da sempre molto applicate, soprattutto in … Sicilia.

Giusto adesso scorgo tra il pubblico  Nick the  Nightfly e penso che a volte veramente la notte si possa volare … basta rimanere caparbiamente concentrati sui propri sogni. Guardando un po’ più  avanti,   noto con gioia anche   il mio più caro prof. universitario, gli devo molto, con lui ho imparato che nella vita l’approssimazione è uno dei mali peggiori, perché restando sempre a galleggiare … in superficie, si finisce per  crearsi l’illusione di una inesistente grandezza, che nel tempo diventa orgogliosa e  ottusa negazione di rapporto e confronto reale con se stessi e con gli altri. Prima o poi arriverà inquietante la presa di coscienza e malvagia manifesterà il senso di insufficienza.

Il maestro interrompe le note e ricordando le parole della madre, spiega al pubblico che durante la giornata ci sono due momenti in cui tutto si ferma e rimane immobile, sono due momenti magici: prima dell’alba e  dopo il tramonto. Il sorgere  del sole  è accompagnato da una lunga inspirazione, poi al tramonto la sospensione … la notte una lunga espirazione. Il respiro garantisce il “soffio  della vita”.

Antartica, Meteora, Campi di Luce, Olimpica, Oceano, Per Amore … un susseguirsi di brani per andare oltre confine, la musica come momento di crescita individuale e collettiva. La luna ormai ha invaso la scena e troneggia al centro del cielo, ma un caldissimo sole la sovrasta e riscalda tutti con i suoi raggi. Il messaggio, versatile e cangiante, acquista significato e diventa indelebile segno; la musica che oltrepassa la regola e attraversa tutti gli stati dell’emozione umana. Finito il concerto il maestro si rende disponibile e amabilmente intrattiene il suo pubblico. Durante uno scambio di battute, dice di ricordare le belle serate trascorse a S. Gregorio con la musica di Rita Pavone, Gino Paoli, Domenico Modugno … promette che verrà…

La V^ edizione di note di “Luna Piena” è un evento ideato e organizzato dall’Associazione culturale “OFFICINE LUCORE”, con il patrocinio del Comune di Gioiosa Marea e la collaborazione di alcuni sponsor. Da tempo ormai le forme di Associazionismo, risultano particolarmente importanti per lo sviluppo del territorio, perché tra l’altro, movimentano il dibattito culturale, sviluppando forme sempre nuove e originali di INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE. Veri e propri “PAESI PARALLELI”, che senza presunzione di potere e soprattutto senza gestire denaro appartenente alla Comunità, scelgono di utilizzare   una “moneta” senza prezzo: “la propria testa” per proporre, costruire, creare, supportare o se necessario cambiare.

Quando il potere è lungimirante, percepisce tutto ciò non come minaccia ma come occasione; inutile farsi legare come Ulisse e far turare le orecchie ai propri uomini per non sentire il canto delle sirene, molto meglio utilizzare la musica di Orfeo, vincere e trasformare le sirene in scogli.

Il futuro non lascia intravedere grandi orizzonti, ma sperare è un DOVERE, ai miei piccoli artisti, ai musicisti di Antonio, agli atleti di Ignazio, ai cittadini del mondo di Nella e Antonietta, agli scrittori di Nunziatina e Mariagrazia, ai tecnici di Franca, ai piccoli scienziati di Rosalia e Flavia e più in generale a tutti i ragazzi che lascio,   raccomando di non aver paura di abbracciare il  sacrificio, auguro loro profonde immersioni alla scoperta di fondali e inesplorati abissi, seguiranno  vitali risalite, con la consapevole certezza che  l’arte di vivere rende liberi,   padroni di se stessi, del proprio cuore e della propria coscienza.

(Maria Grazia Librizzi)

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