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Elio Crifò e il “Cabaret Civile”

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Capo d’Orlando – “Cabaret civile” così viene descritto nel suo libro il monologo, che Elio Crifò ha proposto ieri sera presso il giardino padronale del Castello Bastione con La Classe Digerente. Un monologo corrosivo e pungente, programmato all’interno della Rassegna Teatrale “inizia lo spettacolo” organizzato dall’Ass. “La Fenice”, che delinea con tratto consapevole un paese ormai oltre la deriva. Un uomo solo sul palco, senza l’ausilio di elementi scenografici: soltanto lui e il suo smoking. E un’arma a disposizione, forse la più potente di tutte: la parola.

Molto azzeccata e studiata anche la colonna sonora scelta per introdurre l’argomento del suo spettacolo eseguita dal mitico Modugno dal titolo molto propositivo   ….”Ti lamenti… ma chi ti lamenti… pigna lu bastuni e tira fora li denti!”

Ora leggero e ironico, ora aspro e tagliente, l’irriverente monologo di Elio Crifò restituisce in un’ora e mezza la dimensione civica e politica di un paese, l’Italia, deriso e schiacciato dalle proprie ombre, dai propri silenzi, dai propri crimini. Dal divertimento si passa alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla tattica di sopravvivenza: un appello alle più importanti famiglie criminali d’Italia – e soprattutto alla star dei latitanti, Matteo Messina Denaro – per riappropriarci, insieme, della nostra Sovranità. E per finire, nove e intensi minuti dedicati a tutte le “ombre di Stato”.

«Su questo testo ho sperimentato un nuovo modo di scrivere”-dichiara lo show man alla stampa-“Sono partito dal finale: un discorso presidenziale di cristallina chiarezza, senza ombrose parole di Stato. Dal finale ho scritto a ritroso tutto il resto. Una sorta di scrittura del salmone, che mi ha portato a creare uno spettacolo diviso in due parti: il Secondo Tempo che è un appello alle più importanti famiglie criminali d’Italia e sopratutto alla “star” Matteo Messina Denaro (l’unico italiano nella top ten dei più ricercati al mondo) e il Primo Tempo che, tra una risata e un sorriso, gioca sulla contrapposizione tra immagine fumettistica del criminale (confezionata dai mezzi di comunicazione) e la realtà del mondo delinquenziale, un mondo inserito perfettamente nella nostra società, che dobbiamo imparare a riconoscere”

“Seguo tutte le manifestazioni, i cortei e i congressi di tutti i partiti e di tutti i movimenti…!”-Dice in un estratto del suo spettacolo, li segue perché con la politica si diverte, e vuole far divertire anche chi l’ascolta. Ma il divertimento non scaturisce da esilaranti imitazioni; il divertimento serve per prendere consapevolezza, ed imparare la tattica della sopravvivenza: un appello ai più importanti clan d’Italia, che vengono chiamati in causa perché in Italia, senza di loro, non si può discutere, seriamente, di politica.

Tema impegnato ed impegnativo che ha attirato tanto spettatori, per la sua mordace satira.. graffiante ed amara volta alla riflessione più che alla risata fine a se stessa, ospite della serata l’europarlamentare Sonia Alfano molto vicina al tema della criminalità organizzata di stampa mafioso, visto che lo stesso padre il giornalista Beppe Alfano fu ucciso da “Cosa Nostra”  a Barcellona Pozzo di Gotto negli anni novanta.

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