Sant'Angelo di Brolo3

Sant’Angelo diventa “Città esperantista”

Sant'Angelo di Brolo3
Sant’Angelo di Brolo
– Su proposta del Sindaco, la Giunta comunale ha deliberato l’adesione all’obiettivo europeo di promozione della lingua Esperanto per la sua piena utilizzazione nelle relazioni internazionali, in ambito trans-culturale, scientifico, politico, religioso ed economico.

Sant’Angelo così diventa “Città esperantista”, allo scopo di promuovere la lingua e conferire uno sviluppo coordinato, progressivo ed organico, esperendo a tal fine tutte le iniziative ritenute utili alla sua diffusione e all’apprendimento linguistico, prevedendo azioni e metodologie mirate al perseguimento di tale obiettivo.

Già nello scorso anno scolastico, oltre ad avere promosso un corso per gli studenti del luogo, seguito dall’esperantista Giuseppe Campolo, è stato indetto un concorso internazionale di poesia, che ha avuto una straordinaria partecipazione.

“La cultura – ha detto il Sindaco, Basilio Caruso – rimane uno dei nostri obiettivi prioritari. Inoltre, l’idea di aderire ad una rete di queste dimensioni, sarà un ottimo strumento per promuovere il paese, facendolo conoscere nel mondo. Così diventerà punto di riferimento e di incontro per i numerosi appassionati sparsi in tutto il Pianeta. Un doveroso ringraziamento – ha concluso il primo cittadino – lo voglio riservare a Giuseppe Campolo, che ha lavorato con passione alla realizzazione di questo importante progetto”.

Dall’esigenza della comprensione tra i popoli, nel lontano 1889, si diede impulso alla creazione dell’Esperanto come lingua razionale e logica, che fosse uno strumento di comunicazione neutrale, superando la logica delle diversità linguistiche, per unire tutti i popoli, affinché potessero interagire senza barriere nella relazione della comunicazione e dell’informazione in ambito internazionale.

Considerata l’importanza di introdurre, anche in Italia, una lingua a ciò finalizzata, nel 1910 si registrò la fondazione della Federazione Esperantista Italiana (FEI), riconosciuta come Ente Morale con Decreto del Presidente della Repubblica e posta sotto la sorveglianza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, già dal 1994, vide le prime proposte di legge per l’insegnamento dell’esperanto nelle scuole, di cui si evidenziava l’efficacia, dopo la costituzione di un’apposita Commissione, istituita con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione, allo scopo di programmare interventi di promozione della lingua internazionale esperanto atta a far acquisire agli alunni delle scuole elementari la maggior attitudine linguistica per un più facile apprendimento di altre lingue straniere.

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