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Frazzanò Folk Fest, grande successo di pubblico

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Frazzanò
– Si è concluso ieri sera il “Frazzanò Folk Fest” – Ethno World Music, la tre giorni di musica folk tenutasi nel weekend tra il 25 e il 27 Luglio nel Comune di Frazzanò. Nelle tre serate della manifestazione si sono alternati sul palco, in Piazza Regina Adelasia, diversi gruppi popolari provenienti non solo dalla Sicilia, ma anche dal Sud Italia. Le band partecipanti hanno valorizzato la tradizione della musica popolare italiana e hanno accattivato l’attenzione del numeroso pubblico presente con le proprie ballate e melodie tradizionali.

Il 25 Luglio hanno dato il via al Festival i “Siculanti”, un gruppo folk – fusion proveniente proprio dal Paese ospitante l’evento e formato da cinque ragazzi del luogo: Davide Di Pane, Lorenzo Cangemi, Daniele Castrovinci, Alessandro Castrovinci e Giuseppe Liirò. Hanno suonato nella serata iniziale anche i “Nakaira” e Carlo Muratori. I “Nakaira” sono un complesso, che negli anni ha cercato di riprendere il genere folk in Sicilia e durante la sua esibizione ha deliziato i presenti, facendo riassaporare la musica tradizionale siciliana. Carlo Muratori viene considerato come uno dei più autorevoli e storici cantautori siciliani e nel corso della sua performance ha ripercorso la sua ricca discografia, costituita da ben dodici album.

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La seconda serata si è aperta con l’esibizione dei “Cantustrittu” (i cantori dello Stretto di Messina), i quali hanno fatto ascoltare nel loro concerto antichi e nuovi suoni della Sicilia. Molto caratteristici gli strumenti musicali utilizzati dal gruppo: il tamburello, la zampogna, il mandolino, la fisarmonica e il fischietto. Si sono avvicendati poi sul palco i “Beddi”, che nel loro percorso artistico hanno cercato di innovare la musica siciliana, rendendola attuale e muovendosi tra sonorità antiche e melodie moderne. Oltre ai due gruppi siciliani, hanno cantato anche gli “Sguariu”, provenienti dal Salento. In questo caso Sguariu è il termine salentino, mentre quello siciliano è Scialu (comunque i due vocaboli hanno lo stesso significato di divertimento ed estasi per uno spettacolo di pura energia e tradizione). C’è un passaggio infatti dalla Sicilia al Salento; il cantautorato, gli arrangiamenti e la passione del siciliano dei Nebrodi Leone Marco Bartolo si sono fusi con la pizzica, lo stile e i ritmi ossessivi dei salentini Giuseppe Delle Donne e Marco Tundo. In questa occasione della formazione al completo mancava uno dei musicisti, Claudio Miggiano, che nell’ambiente folk è molto apprezzato e conosciuto, visto che è uno dei fondatori di Officina Zoè. Per rendere il finale più intenso ed emozionante i tre complessi hanno suonato alcune melodie insieme.

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Ieri sera invece, nell’ultimo appuntamento del Festival, si sono esibiti i “Lassatili Abballari” e gli “Ipercussonici” con la partecipazione del grande Alfio Antico, il più grande tamburellista vivente. I “Lassatili Abballari”, nati nel 2006, hanno dimostrato di avere una propria identità musicale, resa ancora più accattivante con il suono di diversi strumenti. Gli “Ipercussonici”, gruppo catanese, hanno combinato nei loro brani la melodia popolare, il reggae e il rock. Il loro concerto è stato accompagnato da Alfio Antico, il quale con il suo tamburo ha espresso sonorità impensabili, facendo comprendere le risorse infinite di un pur semplice strumento. La manifestazione si è chiusa con lo spettacolo dei Fuochi pirotecnici.

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Nelle tre giornate della manifestazione, insieme alla musica, sono state organizzate altre attività: la mostra delle arti dell’artigianato e degli antichi mestieri Mercanzie, allestita dall’Associazione socio – culturale “Vivere Frazzanò”; le visite nel territorio di Frazzanò e al Museo della Moda di Mirto e le escursioni al Nebrodi Adventure Park di Longi, rese possibili grazie alla navetta messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale; e alla fine di ogni serata si è svolta la degustazione di prodotti tipici. Durante tutta la durata del “Frazzanò Folk Fest”, presso la Sala ex biblioteca, è stata esposta la mostra “Strumenti musicali agro – pastorali”, a cura del costruttore e leader dei “Kalamos Ensemble” Pinello Drago.

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