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Matasso a Paese Parallelo: “Documentazione non oggetta ad accesso civico”

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Capo d’Orlando –
Secondo il Segretario generale del Comune di Capo d’Orlando Giovanni Matasso le carte richieste dall’associazione Paese Parallelo, non avevano l’obbligo di essere pubblicate, non rientrano tra quelle da richiedere con “accesso civico”. Secondo Matasso, questo genere di richiesta di accesso ad atti è relativa soltanto a quei documenti che hanno l’obbligo di pubblicazione e, se il Comune non ottempera a tale obbligo, allora è legittimo richiederne copia tramite “accesso civico”. Quindi, il garante della trasparenza comunale, ha risposto che le carte non le concede visto che la richiesta di Paese Parallelo riguarda atti e documenti per i quali non sussiste alcun obbligo di pubblicazione. In effetti, però, quelle stesse carte erano state utilizzate dal Sindaco per una conferenza stampa di risposta alle accuse lanciate dall’associazione tramite comunicato. Quest’ultima, per la replica, ne ha richiesto la documentazione. Per l’Associazione presieduta dall’Avvocato Salvatore Librizzi l’unica strada percorribile per la visione delle carte richieste rimane quella della Tar competente per territorio come suggerito dallo stesso Matasso in un comunicato stampa che riportiamo di seguito integralmente:

“Dal comunicato stampa diramato dall’associazione “paese parallelo”, a proposito del diniego all’accesso civico richiesto, emerge in tutta evidenza, un maldestro tentativo di camuffare una clamorosa gaffe commessa dal sottoscrittore dell’istanza di cui all’art. 5 del D.Lgs n°33/2013.

La predetta norma prevede che chiunque può avanzare istanza di accesso civico alla Pubblica amministrazione, al fine di ottenere la pubblicazione di un atto e/o documento, allorché la stessa amministrazione non ha provveduto alla pubblicazione pur avendone l’obbligo.

La richiesta dell’associazione riguarda, nella fattispecie, l’accesso civico ad atti e/o documenti per i quali non sussiste alcun obbligo di pubblicazione.

Sempre in ordine alla richiesta “de qua”, sorge il legittimo dubbio che chi ha sottoscritto la stessa abbia dato una lettura non corretta e superficiale del citato art. 5 del D.Lgs n°33/2013; infatti, l’anzidetta norma non attribuisce alcun ruolo al Sindaco, né tampoco quello di rilasciare atti. Di contro, essa individua nel responsabile della trasparenza (scilicet il Segretario generale) colui il quale è titolato a valutare la correttezza e la legittimità delle richieste di accesso civico.

Quale Segretario Generale e responsabile della trasparenza, non ho risposto con «sterili giri di parole», ma, con brevi e puntuali argomentazioni giuridiche, e pertanto, nel pieno rispetto di quanto previsto dal più volte citato art. 5, ho semplicemente negato l’accesso civico in presenza di un’istanza non in linea con il dettato della normativa invocata, in quanto relativa ad atti e/o documenti rispetto ai quali non vi è obbligo di pubblicazione e che pertanto non possono essere oggetto di accesso civico. La disciplina in argomento prevede, tra l’altro, che l’istante, in caso di diniego dell’accesso, può far valere eventualmente le sue ragioni ricorrendo al Tar competente per territorio. Tuttavia, l’associazione “paese parallelo” ha comunque richiesto il rilascio di atti e/o documenti per i quali la legge esclude l’accesso civico.”

Il Sindaco Sindoni ha da parte sua espresso incondizionata solidarietà e stima al Segretario generale, Dr. Giovanni Matasso, in relazione al suo operato, confermando la linea di distinzione da chi alimenta polemiche tanto infondate giuridicamente, quanto strumentali.

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