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Sequestrata area occupata da privati e da un assessore in carica

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Capo d’Orlando –
 I Carabinieri della Stazione di Capo d’Orlando, al comando del Maresciallo INNOCENZO GUARINO, in esecuzione di un provvedimento spiccato dal GIP del Tribunale di Patti, nel pomeriggio del 30 giugno scorso e per la seconda volta negli ultimi anni, hanno posto sotto sequestro un’area di verde pubblico ornamentale sita in contrada Malvicino del comune paladino.

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Si tratta di un decreto di sequestro preventivo firmato dal Giudice delle Indagini Preliminari su richiesta del sostituto procuratore di Patti dr.ssa M. MILIA, nell’ambito di indagini finalizzate all’accertamento di una occupazione abusiva di area comunale insistente ai numeri civici 720 e 722. Il sequestro eseguito dai militari dell’Arma pare sia sempre strettamente connesso e consequenziale ad una vicenda giudiziaria che da anni ormai interessa una residente della zona, MARGHERITA MANGANO, moglie dell’attuale assessore comunale al Commercio CARMELO PERRONE, la quale ha subito diversi processi penali ed anche una condanna passata in giudicato per il reato di occupazione abusiva di suolo comunale con l’accusa di avere trasformato la naturale destinazione dell’area oggi sotto sequestro (che appunto, secondo il R.E.C. del Comune, è di verde stradale ed ornamentale) in un vero e proprio piazzale di cemento, funzionale anche al parcheggio privato ed esclusivo delle proprie autovetture, nonché alla collocazione stabile di beni mobili ed arredi vari.

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Le denunciate condotte illecite inerenti l’occupazione abusiva dell’area comunale, come sopra detto, erano state già in passato oggetto di censura da parte dell’Autorità Giudiziaria (sentenza del Tribunale di Patti n.174/2010 del 23.4.2010 poi confermata dalla Corte d’Appello di Messina con pronuncia n.209/2012 del 12.3.2012 passata in giudicato); illeciti, peraltro, reiterati nel tempo, tanto da aver determinato il GIP del Tribunale di Patti ad emettere già in data 29.10.2010 un provvedimento di sequestro preventivo ex art.321 c.p.p. della stessa area e finalizzato, come quello eseguito il 30.6.2014, ad impedire che la libera disponibilità della cosa pubblica pertinente al reato ne potesse aggravare o protrarre le conseguenze in attesa della definizione del nuovo procedimento penale nel contempo avviato nei confronti degli autori della reiterata occupazione (processo oggi pendente dinanzi al Tribunale di Patti con prossima udienza 26.1.2015).

L’occupazione abusiva, di fatto, non ha mai avuto fine e pertanto, evidentemente su nuovo esposto presentato contro gli autori dell’illecito, oggi si è arrivati all’ennesimo decreto di sequestro preventivo. Vale la pena rilevare in tal senso la gravità dei contegni di coloro che occupano l’area pubblica, così come attestato dalla Corte d’Appello di Messina, la quale nella sentenza n.209/2012 del 12.3.2012 ha addirittura riformato in pejus la condanna emessa dal Tribunale di Patti in primo grado nella parte relativa alla pena inflitta alla Mangano; pena ritenuta dai Giudici di secondo grado troppo blanda rispetto alla reiterata, pervicace ed ostinata condotta illecita posta in essere dalla imputata. Una pronuncia che, unitamente ai numerosi sequestri dell’area, tende quindi ad accentuare la gravità dei contegni attuati dalla Mangano e da un componente della Giunta, l’Assessore Perrone, che occupano ormai da anni abusivamente l’area de qua. Il tutto con il compiacente silenzio dell’Amministrazione Comunale, la quale non impedisce in alcun modo la illecita fruizione esclusiva e privilegiata del bene pubblico (una rigogliosa aiuola di verde nel tempo cementificata a parcheggio) posta in essere solo da ben individuati soggetti privati. La superficie sequestrata è stata affidata in custodia allo stesso Ente Comunale, con inibizione all’accesso da parte di privati.

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La vicenda , già di per se alquanto stucchevole ; lascia grossi interrogativi. Il primo è : come mai l’amministrazione comunale  che dovrebbe essere “civile” e rispettosa della legalità ha ceduto senza colpo ferire un’area appartenente a tutta la comunità  ad un suo componente consentendogli di godere di un personale privilegio e concorrendo così nella perpetrazione e reiterazione di un illecito???

Come mai l’amministrazione nonostante le  pronunce dell’Autorità Giudiziaria che hanno tutte censurato la condotta posta in essere dalla Mangano e dal Perrone, non è intervenuto , ma bensì ha nascosto la testa sotto la sabbia a mo’ di struzzo??? Oppure dobbiamo pensar male , e credere che l’amministrazione pur consapevole del reato perpetrato non ha voluto fare un torto all’Assessore della sua giunta, omettendo l’adozione di provvedimenti che inibiscano a lui ed alla sua famiglia l’utilizzo abusivo ed improprio di un’area pubblica ???….Dobbiamo forse cominciare a pensare che sul territorio orlandino vige il teorema del Marchese del Grillo ( Io so io , e voi non siete un……) , dando ragione all’amara riflessione di d’Aurevilly che “l’uguaglianza” esiste solo per i “nobili” ( o per gli adepti del “cerchio magico”) mentre per i cittadini “plebei” resterà sempre è solo un’amara chimera?

Ai posteri (ed alla magistratura) l’ardua sentenza…..

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