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Cade un lampione su auto, tragedia sfiorata sulla A/20

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Messina – Come pubblicato da amnotizie.it, stamattina si è sfiorata la tragedia sull’autostrada A/20 in direzione Palermo-Messina, all’interno della galleria Rometta. Brutto momento per un professionista di Capo d’Orlando, a bordo della propria Mercedes, mentre si trovava sulla corsia di sorpasso. All’ improvviso una lampada dell’illuminazione col suo sostegno di ferro è precipitata sul cofano dell’auto. Al momento dell’impatto l’auto stava superando un Tir quando l’autista ha sentito una botta terribile, un impatto che ha provocato poi l’urto con il mezzo pesante. Nonostante la sfortuna, il fato non gli ha girato completamente le spalle e alla fine si registrano solo ingenti danni alla Mercedes.  Sul posto sono intervenuti la polizia e il tecnico del Cas per i rilievi del caso. Mancava solo questo nella casistica degli incidenti causati da un’autostrada di  certo tra le più pericolose d’Italia. Negli ultimi anni una serie di tragedie ”annunciate” si sussuegono con allucinante costanza. Oggi si racconta di un grande spavento in una circostanza assurda ma le vittime sono troppe, quasi si trattasse di un bollettino di guerra.

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E’ ancora nitido il ricordo del tragico incidente stradale, in cui è stata distrutta una famiglia intera, nel mese marzo nella galleria “Battaglia” tra i caselli di Castelbuono e Cefalù. Cosi come sono lucidi gli occhi per la morte di Marco Salmeri, anche lui vittima dell’Autostrada A20.  Crolli di calcinacci nelle gallerie di Tindari e Caronia, tanti incidenti evitati per puro miracolo. E’ stata battezzata l’Autostrada della morte, mai titolo fu così azzeccato. Il manto stradale ridotto ad un colabrodo tra continui cambi di corsia, per i tanti lavori in corso che non sembrano finire mai. Nel 2004 l’inaugurazione del tratto Palermo – Messina con lo storico taglio del nastro, ma certamente troppo in fretta e non si esitò a nascondere che quei lavori erano tutt’altro che finiti. Forti le accuse di reati di attentato alla sicurezza stradale e falso in atto pubblico indirizzati ai tecnici a seguito delle indagini preliminari.

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Si lamenta l’assenza degli areatori, vie di fuga ostruite, colonnine per l’sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo. Una serie di inadempienze del Cas che sono ormai così evidenti tanto da rischiare la revoca della concessione. L’autonomia finanziaria del Cas prevede che il consorzio provveda mediante le tariffe dei pedaggi ai costi di esercizio, alla manutenzione ordinaria delle autostrade ma nulla è più lontano dall’attuale gestione in carico al consorzio. Il modus operandi del Cas è in conflitto con le norme nazionali richiamate nella concessione. E’ l’autostrada della morte, la più costosa, anche per andare a morire.

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