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Il giorno del Tartarghino

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Venne finalmente il giorno del Tartarughino. Dopo una telenovela lunga tre anni, è il momento dell’apertura del nuovo centro polisportivo.  Il primo annuncio (sparato a salve) fu del primo cittadino orlandino in data 30 Giugno 2011 , “entro dicembre la consegna del nuovo impianto”. Il sindaco andò ben oltre: “Se tale scadenza non verrà rispettata mi farò carico personalmente delle spese di trasferimento che la locale squadra di pallamano sosterrà per giocare a Patti”. Naturalmente i fatti lo smentirono e che si guardò dal mantenere la promessa . Tutto ciò nonostante i solerti dirigenti dell’Esperia “rinfrescassero” la memoria con lettere ufficiali inviate il 21 Maggio,14 Giugno,21 Giugno 19 Luglio e  Agosto 2012 . Nelle missive lo invitavano a mantenere la parola data ed a devolvere tale cifra (800 euro circa) ad EMERGENCY, allegando  un bollettino postale  precompilato. Non ottenendo nessuna risposta, ma questa è tutta un’altra storia. Promessa quindi non mantenuta e corretta con un comunicato dell’ufficio stampa del comune, che spostava la data dell’apertura del centro polivalente a settembre 2012. “Sfortunatamente” anche il secondo annuncio fu un buco nell’acqua e la data venne procrastinata in maniera ufficiale al 30 Maggio 2013.

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 Come proverbio vuole “non c’è due senza tre.” ed all’ennesima data di fine lavori, era facile constatare come le  date indicate sarebbero state ben più lontane nel tempo.

 

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A 13 mesi e 13 giorni dalla naturale conclusione dei lavori arriva adesso l’ennesimo annuncio ( che in barba alla cabala si terrà venerdì 13). Da uno sguardo esterno alla struttura pare che finalmente ci siamo. La vicenda di Pissi, però, ci ha insegnato a non farci ingannare mai dalle apparenze. La prima “anomalia” riguarda un contributo da 25mila euro. Infatti, nonostante i 13 mesi di ritardo il comune ha comunque provveduto ad elargire (come da convenzione) un contributo di 25mila euro per l’anno 2013 a favore dell’associazione IL TARTARUGHINO .

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Un ”obolo” inserito nella convenzione, che l’amministrazione conferisce all’associazione in cambio della possibilità di usufruire dell’impianto, per un determinato numero di giorni l’anno, per la realizzazione di proprie manifestazioni.  Se il contributo come facilmente si evince dalla determina è riferito al secondo semestre del 2013 ……quale utilizzo ha fatto il comune di una struttura, che in quei sei mesi era ancora incompleta ?

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Si è dunque voluto sborsare una cifra non indifferente in cambio del nulla assoluto? Di sicuro c’è che quei 25mila euro non erano dovuti, visti i gravi ritardi di una struttura e di cui il comune non ha mai potuto farne uso. In quei sei mesi qualcuno ha voluto “obbligatoriamente” pagare un servizio mai reso e che invece potevano essere utilizzati per pagare qualche fornitore (quelli che magari un servizio od un lavoro lo avevano realmente effettuato…) o migliorare qualche servizio per la comunità. L’unica cosa certa, sgombra da dubbi, è che (finalmente) venerdì 13 l’inaugurazione si farà, avremo la banda, i palloncini, la musica, il rinfresco ed anche le solite parole di autocelebrazione.  Inaugurare una struttura però è cosa ben diversa della sua effettiva ultimazione (uno sport prettamente italico…) e la domanda è: il centro polivalente è davvero ultimato?? Per il campo di calcio a 7 non c’è nulla da dire (struttura unica nel suo genere in tutta la provincia di Messina), almeno, da uno sguardo sommario, sembra proprio che il lotto cominciato per ultimo sia pronto . Le note dolenti arrivano invece dall’impianto coperto, quello che ha dato l’input alla realizzazione dell’intera struttura;  ovvero per avere finalmente la struttura in grado di soddisfare le esigenze del movimento pallamanistico orlandino. Infatti, nonostante l’inaugurazione imminente tale struttura risulta ad oggi inidonea ad ospitare gare ufficiali di pallamano, tutto ciò dovuto a due clamorose, quanto grossolane, dimenticanze.  La prima riguarda l’assoluta mancanza di un tunnel di collegamento tra gli spogliatoi (esterni alla struttura) ed il terreno di gioco. La seconda riguarda la mancanza di tribune (e relative transenne atte a separare il campo di gioco e le stesse tribune). Non si può neanche parlare di struttura incompleta ed in via di ultimazione ( il che sarebbe anche accettabile ), ma di un autentico “buco nero” in quanto nel progetto di tali accorgimenti non c’è ne assolutamente traccia: senza questi non si potranno disputare incontri ufficiali. L’amministrazione Sindoni ha sempre ribattuto chi criticava l’iter (affidamento diretto a privati con fidejussione comunale) ed affermava che la strada intrapresa era la più celere (infatti sono “solo” 13 mesi di ritardo), economica (tasso concordato più alto di quello concesso alle pubbliche amministrazioni) e soprattutto che questo modus operandi avrebbe permesso all’Esperia di avere una struttura in grado di far disputare le gare interne di campionato.

A questo punto tornano in mente i rilievi mossi nel nostro primo articolo (pubblicato due anni fa), in cui mettevamo in evidenza i dubbi di un progetto nato come “impianto d’esercizio” (che nelle parole del CONI  significano una struttura buona “solo” per allenamenti ) e non come “impianto sportivo”. Rilievi che ci fecero guadagnare improperi e l’accusa di tenere posizioni preconcette , che oggi,alla luce dei fatti, dimostra come invece fossero fondati. Allora adesso ci chiediamo come sia possibile che un professionista preparato come l’Ing. Gatto ( progettista, direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento) sia scivolato in un errore così banale ? Possibile che ai rilievi mossi già due anni fa, al solo visionare il progetto; nessuno si sia chiesto al tempo se fosse stato necessario apportare delle modifiche? Adesso chi si farà carico dei costi per le  modifiche necessarie all’omologazione dell’impianto?

Mi chiedo infine: ma oltre agli slogan di facciata (realizzare un campo di pallamano idoneo) le finalità dell’opera sono legati ad un mero business?

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