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Buffa racconta e incanta, solo applausi a Villa Piccolo

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Capo d’Orlando – 24 ore di ritardo a causa di uno sciopero dell’Alitalia, ma ne  è valsa la pena. Ieri sera, nella meravigliosa cornice di Villa Piccolo, a Capo d’Orlando, Federico Buffa, lo storyteller più famoso dello stivale, ha incantato una platea di ben oltre cinquecento persone raccontando la storia della leggenda della pallacanestro, Michael Jeffrey Jordan.

La serata, organizzata grazie a Dream Team e all’Orlandina Basket (Enzo e Peppe Sindoni e Aurelio Coppolino su tutti), è stata l’occasione per conoscere qualche sfumatura nascosta dell’Avvocato e soprattutto per dare una mano nella lotta contro l’Alzheimer. Tutto il ricavato dell’evento, infatti, è stato devoluto in beneficenza all’Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari”, per la ricerca contro quella malattia che ha bussato anche a casa Buffa, vedere madre.

Dopo le presentazioni di rito e qualche ringraziamento, sul palco sale Buffa e si comincia. Michael Jordan alle prese col fratello maggiore che gioca col 45 (a proposito, MJ scelse il 23 perché riteneva di valere la metà dell’altro), Mike e il primo “taglio” da ragazzo, l’incontro con Dean Smith e le vittorie al college con North Carolina. Si va avanti spediti, con gli spettatori a bocca aperta. Le olimpiadi di Los Angeles 1984 con relativa medaglia messa in cassaforte, l’approdo nella NBA, nemmeno così facile a livello di vittorie. Le critiche per il suo egoismo e l’ingresso nella sua vita di Phil Jackson, “Coach Zen” che rivoluziona il “Mike pensiero”. La morte del padre, il baseball, il ritorno ai Chicago Bulls, le due finals contro gli Utah Jazz di Malone&Stockton, vinte tra Flu Game e The Shot, i sei anelli e il definitivo ritiro. The Shot, passo indietro e pausa scenica, il canestro in faccia a Bryon Russell a Salt Lake City che racchiude tutto MJ: talento, concentrazione, competitività, fame. Raccontato da Buffa fa ancora più effetto. E la parte oscura di His Airness, legata a gioco d’azzardo e spirito vendicativo fuori dal comune.

Tutto d’un fiato, con la gente rapita da un uomo dal carisma illimitato, dalla sorprendente capacità di coinvolgimento e dalla spaventosa cultura, anche un po’ emozionato. Una serata eccezionale, come molte se ne sono viste a Capo d’Orlando, ma questa avrà sempre un posto speciale per tutti, Federico Buffa compreso: «Non avevo mai fatto una cosa del genere, forse nemmeno la rifarò mai – racconta ai nostri microfoni l’Avvocato -, ma non potevo dire di no. Devo ammettere che ero molto emozionato ma non volevo darlo troppo a vedere. La Sicilia è una terra meravigliosa, a Milazzo venivo da bambino al mare, questa costa mi mancava, me la sono mangiata con gli occhi. Resto sempre affascinato dalla passione tracimante di questa terra nei confronti dello sport e dall’educazione nel chiedere di tutti i siciliani nonostante il trasporto che hanno per le cose belle della vita. Grazie a tutti per la serata».

Grazie a te, Avvocato Federico Buffa. E grazie a tutti coloro che hanno permesso che un evento del genere potesse essere organizzato a Capo d’Orlando. Ancora una volta si può essere orgogliosi di essere orlandini e siciliani.

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