RINALDO CHIU' MARCO

Il tribunale risponde a Sindoni: “Eviti improprie esternazioni”

RINALDO CHIU' MARCO
Capo d’Orlando – 
Una risposta secca, dura nei toni, ma che spiega la reale situazione dei fatti. 

Il Tribunale di Patti risponde subito al Sindaco Enzo Sindoni sul caso “Marco” con una  nota congiunta del Giudice Tutelare, Andrea La Spada e del presidente del Tribunale, Armando Lanza. I toni sono duri e rimandano al mittente “il rischio di ingenerare il sospetto che voglia strumentalizzare vicende di sentito richiamo sociale e far sorgere una indebita e gratuita sfiducia nell’amministrazione della Giustizia”. A quanto pare, leggendo la nota del Tribunale, l’ultimo rinvio dell’udienza è stato dovuto dall’assenza degli assistenti sociali dipendenti del comune che non “hanno nemmeno ritenuto di dover comunicare alcunché al giudice”.

Di seguito il testo della risposta del tribunale all’Appello di Sindoni (clicca qui per leggere l’articolo con la richiesta del primo cittadino)

“La situazione personale di Marco – scrive  il Tribunale – è nota da diverso tempo, ma i il procedimento è giunto all’udienza del 20 maggio in virtù di rinvii squisitamente tecnici, legati alla necessità del giudice tutelare di acquisire, con i necessari tempi del caso, le indispensabili risultanze mediche sulle patologie del giovane, al fine di adottare le determinazioni più opportune per la sua tutela. L’ultimo rinvio, continua la nota, quello al 10 giugno, è però, secondo il tribunale, responsabilità del comune a causa “della mancata presentazione all’udienza di Marco e degli assistenti sociali dipendenti del comune che non hanno nemmeno ritenuto di dover comunicare alcunché al giudice”.

Il Tribunale di Patti, ricorda inoltre, che “l’amministrazione di sostegno” riconosciuta dai giudici, non può essere confusa con l’assistenza che è competenza delle strutture assistenziali comunali.
“In nessun modo- conclude la nota- le decisioni del giudice tutelare incidono sui doveri di assistenza che gravano prioritariamente dul Comune e sui Servizi Sociali che da essi dipendono e che non possono esimersi dai propri doveri chiamando impropriamente in causa altri attori istituzionali cui spettano compiti del tutto diversi.”
La Spada e Lanza invitano il sindaco ad evitare “improprie esternazioni che rischiano di ingenerare il sospetto che voglia strumentalizzare vicende di sentito richiamo sociale e far sorgere una indebita e gratuita sfiducia nell’amministrazione della Giustizia”.

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