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Porto, i lavori partiranno a settembre. Forse…

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Capo d’Orlando – Una storia infinita, un iter burocratico complicatissimo, zero risultati. Da anni Capo d’Orlando e gli orlandini aspettano il proprio porto e da anni, puntualmente, tutti restano delusi.

Ieri sera a “Striscia la Notizia”, famoso telegiornale satirico in onda su Canale 5, il Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni ha risposto alle domande dell’inviata, Stefania Petyx, relative proprio al porto paladino: «Dopo oltre dieci mesi, è finalmente arrivato il sì di Bruxelles – ha spiegato il Sindaco -. Abbiamo già svuotato il porto ma il demanio ci ha chiesto la garanzia per vent’anni della concessione che deve rilasciarci. Fatta fidejussione 1.200.000,00 euro, a questo punto ritengo manchi solo il nulla osta, a settembre partiranno i lavori». Finalmente, dopo tanta attesa, sembra sia tutto definito. Pochi mesi e via ai lavori.

A pensarci bene, però, queste parole erano già state spese in passato dallo stesso Primo Cittadino di Capo d’Orlando. In un’intervista rilasciata a Radio DOC il 27 di marzo, Enzo Sindoni aveva dichiarato: «Ci sono volute delle settimane per svuotare il bacino del porto da parte dei pontili esistenti, condizione necessaria per il rilascio della concessione che è arrivata ad inizio marzo dalla regione. Intanto, il concessionario privato che ha vinto l’appalto ha praticamente ultimato l’iter che porterà all’accesso di ulteriori 13 milioni di euro di fondi JESSICA tramite Equiter, quindi ritengo ragionevolmente che subito dopo Pasqua dovremmo vedere il cantiere nascere e cominciare ad operare. Inoltre, c’è l’opportunità di completare un braccio di sopraflutto entro dicembre, in modo da poter continuare i lavori anche nei primi mesi dell’anno, notoriamente i più difficili dal punto di vista meteo-marittimo». Pasqua è passata da un pezzo.

20 Dicembre 2013, una nota stampa del Comune di Capo d’Orlando comunica l’avvenuta notifica da parte della Commissione Europea sull’ammissibilità del finanziamento per il completamento del porto turistico di contrada Bagnoli con i fondi Europei. Un raggiante Enzo Sindoni dichiara: «Ho il cuore pieno di gioia, è uno dei giorni più felici nella storia del nostro Comune. Invito a festeggiare anche i tanti che in questi anni non hanno creduto o hanno osteggiato l’iter che la mia Amministrazione aveva scelto. Ero consapevole che se le cose fossero andate male la responsabilità sarebbe stata solo la mia. Ma oggi ho solo voglia di guardare avanti con ottimismo e di farlo insieme a tutti, anche ai disfattisti di sempre. Slancio che mi auguro contagi, stimoli e regali un orizzonte meno incerto ai Nebrodi e a Capo d’Orlando».

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Altro passo indietro, maggio del 2013. In una conferenza stampa, svoltasi proprio sulla banchina del porto, il Sindaco additava terzi per i ritardi dell’inizio dei lavori: «Eravamo ormai in procinto di partire con il progetto. L’iter era ormai completato ma l’ultimo giorno utile sono stati presentati ben tre ricorsi. Per questo sono molto amareggiato, non lo nascondo. Il progetto è già stato presentato all’Unione Europea ed è adesso sotto esame a Bruxelles. Il tutto però potrebbe saltare a causa di questi ricorsi. Il primo è stato presentato dalla Recoop, il secondo dall’Associazione motonautica e velica del Tirreno e il terzo dalla Nautica Pintaudi. Se i ricorsi dovessero andare a segno i lavori si bloccherebbero almeno fino al 2016. Il comune ha a disposizione un finanziamento di 20.000.000 di euro da dedicare, non sappiamo ancora se interamente, alla realizzazione del porto che attualmente è inagibile a causa dell’insabbiamento. Questo finanziamento deve essere sfruttato entro il 2015. Ciò significa che loro vincerebbero il ricorso ma Capo d’Orlando perderebbe soldi e, di conseguenza, porto. Come comune non abbiamo intenzione di prendere fondi da altre parti per questo progetto, quindi manterremo tutti gli altri servizi urbani senza tagli. Un euro non verrà speso per il porto in caso di fallimento di questo iter, voglio essere chiaro e categorico. Siamo disposti ad una mediazione e personalmente sono pronto in ogni momento ad un incontro con questi signori, un incontro che voglio sia ripreso. La situazione attuale è questa, se non ci sarà mediazione il porto sarà chiuso e non si potrà né entrare né uscire. Anche il servizio pubblico marittimo sarà ovviamente abolito». Quindi, ancora una volta, una miriade di ostacoli ottimamente superati, tutto risolto ma niente cantiere.

Tutto parte addirittura dal 1994, quando si decide per l’ampliamento dell’area portuale. L’iter, però, implica cambiamenti al Piano Regolatore Generale e Portuale, ergo tempi lunghi ed esiti incerti. L’Amministrazione va avanti, perdendo cospicui finanziamenti europei poiché priva di un progetto in regola con la normativa del settore. Nel novembre del 1997, Enzo Sindoni in un’intervista a Centonove giustifica la scelta “poiché vi sono tre grandi colossi privati, tra cui San Paolo, pronti ad investire in quest’opera”. Non si è mai visto nessuno. Ottobre 1998, “porti turistici, pochi progetti esecutivi”, recita impietosa la Gazzetta del Sud. Addirittura, il 6 febbraio del 2000 sul Giornale di Sicilia si parla di inaugurazione del porto di Capo d’Orlando davanti agli occhi di Paul Cayard, mitico skipper di “Azzurra”, ritratto accanto al Sindaco paladino nella foto dell’articolo.

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Burocrazia, project financing, dichiarazioni, promesse, poco importa. Il cantiere dei lavori non è ancora partito. Prossima “data della speranza”, settembre 2014. Finalmente, dopo quarant’anni, il porto di Capo d’Orlando verrà completato. Forse.

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