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Il 30 maggio Federico Buffa a Villa Piccolo

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Capo d’Orlando – Venerdì 30 maggio, alle ore 21.30, la splendida cornice di Villa Piccolo farà da teatro all’evento benefico “Federico Buffa racconta Michael Jordan”La manifestazione, organizzata dall’Orlandina Basket con il supporto di Dream Team e Charity Stars, si prefigge lo scopo di aiutare la ricerca contro l’Alzheimer portata avanti dal Centro Dino Ferrari. “Il progetto di un evento a supporto della ricerca contro l’Alzheimer l’avevo in testa già da un po’racconta Federico Buffa, questa malattia mi tocca nel profondo poiché ha deciso di bussare alle porte di casa mia e nello specifico di mia madre. Ho deciso di farlo a Capo d’Orlando per due semplici motivi: è vicina a Milazzo, luogo a cui lego parte della mia giovinezza, e rappresenta una di quelle Basketland dove mi trovo a casa, senza neppure esserci mai stato”.

Buffa narrerà la storia del giocatore di basket più famoso al mondo, Michael Jordan, la cui vita non è stata tutta rose e fiori, partendo dall’esclusione dalla squadra del liceo, fino ad arrivare ad i sei titoli con i Chicago Bulls, passando per lo shock per la morte del padre, assassinato da dei ladruncoli nel 1993, evento che lo porterà a lasciare la pallacanestro per intraprendere la carriera nel baseball, che era lo sport preferito dal papà.

Una serata che si preannuncia davvero memorabile, con i circa 500 fortunati possessori di biglietto che avranno l’onore di ascoltare lo storyteller più conosciuto in Italia, raccontare le gesta del noto campione.

Spendiamo comunque due paroline per l’avvocato Buffa. Nato a Milano nel 1959, si appassiona alla pallacanestro negli anni ’70, quando compie un viaggio di studio in America, più precisamente nel prestigioso college di UCLA, svariate volte trionfatore del torneo NCAA di pallacanestro grazie anche a giocatori del calibro di Kareem Abdul-Jabbar.

Proprio su questa esperienza scrive un articolo per la rivista “SuperBasket”, allora diretta dal mitico Aldo Giordani, allora penna giornalistica del basket italiano e uomo a cui Buffa in seguito disse di essersi ispirato. Successivamente diviene radiocronista dell’Olimpia Milano e viene affiancato qualche anno più tardi da Flavio Tranquillo, col quale condividerà gran parte della carriera giornalistica, fino ai giorni nostri. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia (voto 110 e lode) con una tesi sul contratto di lavoro dello sport, debutta nelle telecronache su Telereporter nel 1987, al fianco di Guido Bagatta.

Nel 1994 fa il suo esordio su Tele+ come commentatore tecnico delle partite di NBA, in coppia con il solito Tranquillo, con il quale formerà una tra le più celebri e longeve “coppie” di telecronisti della TV italiana, seconda solo al duo tennistico Tommasi-Clerici.

Buffa resta un cultore della palla a spicchi, ma ha anche un’altra passione: il calcio. Più volte collaboratore del canale tematico Milan Channel, quest’anno si è preso un anno sabbatico dalla palla a spicchi per dedicarsi proprio allo sport più amato dagli italiani.

E’ infatti protagonista in televisione di “Federico Buffa racconta: Storie mondiali”, dove con la sua soave dialettica ed i suoi racconti al limite del verosimile, ha allietato i telespettatori di Sky Sport e Sky Arte con dieci puntate che raccontano altrettante magie legate ai grandi miti del pallone, in attesa di vivere i mondiali di quest’estate in Brasile. L’idea è nata dopo che lo stesso Buffa aveva raccontato in precedenza le storie di Maradona, Platini ed Arpad Weisz, allenatore del Bologna “che tremare il mondo fa”, che venne ucciso nei campi di concentramento tedeschi in quanto ebreo.

Ha pubblicato tre raccolte di suoi articoli sul basket americano: Black Jesus, Black Jesus 2 e Black Jesus The Anthology.

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