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Dg Bottari: «Due Torri salvo per Marco, il futuro…»

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Piraino – Una stagione travagliata, tanta sfortuna, un’immane tragedia e, alla fine, una magnifica salvezza. Questa, in sintesi, l’annata sportiva 2013/2014 del Due Torri, prima per i biancorossi in Serie D. Nella serata di ieri a “Sport Park”, sulle frequenze di Radio DOC, il direttore generale dei pirainesi Benedetto Bottari ha voluto chiudere questo campionato così difficile con tante riflessioni, passate, presenti e future, ai nostri microfoni.

Direttore Bottari, che stagione è stata quella appena trascorsa per il Due Torri?

«La nostra è stata una stagione complicata, che è iniziata il 5 agosto con il ripescaggio mentre stavamo programmando un campionato di transizione in Eccellenza. Ci siamo ritrovati in Serie D all’ultimo momento e ciò ci ha penalizzato in sede di mercato, almeno nella sessione estiva, ma questo non deve essere un alibi. Quando si vive una stagione così difficile significa che qualche errore è stato commesso, da me in primis. La fortuna, poi, ci ha voltato le spalle. Non mi riferisco agli errori arbitrali, non mi riferisco nemmeno a quelle partite che avevamo in pugno fino al 94′, piuttosto faccio riferimento alla serie di infortuni che ci ha falcidiato. Problemi sempre traumatici, ad eccezione di un guaio muscolare capitato proprio a Marco Salmeri. Con tutto contro e la tragedia di mezzo, sembrava quasi una maledizione. Dopo la scomparsa di Marco, però, il gruppo si è compattato ancora di più e abbiamo colto questa vittoria per lui. Marco Salmeri aveva il sogno di diventare un professionista, credo un giorno ci sarebbe riuscito. Ho convissuto con lui per sei anni, era il giocatore da più tempo alle mie dipendenze non per caso. Questo per far capire che stima avevo di Marco come uomo e come calciatore. Vincere a Messina era un dovere, per questo ringrazio i ragazzi che hanno dato davvero tutto, nonostante le difficoltà che hanno dovuto affrontare. Tutti si sono dimostrati delle grandi persone prima che ottimi atleti. Non ci sarà mai nulla che potrà restituirci l’immagine di Marco, ma abbiamo portato avanti il suo esempio, come scritto sulle maglie. Non mollare mai, era il minimo che potessimo fare».

Vi siete salvati tramite play-out, vincendo il derby a Messina contro il Città. Che partita è stata?

«Non è stata una bella partita, ma è sicuramente stata una gara sentita. Marco voleva fortemente questa salvezza e i suoi compagni di squadra hanno incarnato alla perfezione la sua volontà. Sono orgoglioso di quanto i suoi compagni abbiano lottato per il suo nome e per la sua causa. A Messina è stato un Due Torri maiuscolo. Abbiamo tenuto sempre in mano il pallino del gioco, abbiamo fatto di tutto per raggiungere il nostro obbiettivo, ci abbiamo sempre creduto. Io ho definito il nostro campionato come un “film drammatico con un bel finale”. Purtroppo rimane il dramma, per fortuna almeno rimane anche il nostro bel finale».

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Cosa hai provato dopo il gol salvezza di Butera?

«Una gioia immensa, perché quella rete che si gonfiava l’ho percepita come un segno di giustizia. Era giusto che la partita la vincesse il Due Torri, era giusto che in Serie D restassimo noi, per tutto quello che questi ragazzi hanno passato quest’anno e per quello che hanno dato. Per come i nostri calciatori si sono spesi per questa causa, per quanto hanno lottato per il Due Torri. Questi sono dei ragazzi che hanno saputo resistere alle sofferenze, di tutti i tipi e di tutti i generi, non hanno mai mollato e lo hanno fatto in silenzio, senza mai lamentarsi del fatto che nessuno ci ha aiutato, in nessun caso. I nostri sono 34 punti sul campo, contro tutto e tutti, e possiamo dirlo a testa alta. Se la partita fosse finita 0-0, con la salvezza del Città di Messina e la nostra retrocessione, io sarei stato lo stesso orgoglioso di loro e con il cuore in pace, perché abbiamo dato davvero tutto. Per fortuna è arrivato quel gol all’incrocio che ci ha reso giustizia, va bene così».

Per chiudere, quale sarà il futuro del Due Torri e di Benedetto Bottari?

«Dobbiamo essere chiari. Il Due Torri dal punto di vista societario non attraversa un momento felice né facile. Fino a domenica la palla era nei piedi del direttore, del mister, dei giocatori. Dopo il triplice fischio del “Celeste”, il direttore, il mister e i giocatori hanno portato a termine il loro compito, credo nel migliore dei modi. Adesso la palla passa alla società, che dovrà affrontare delle problematiche interne che la affliggono e, purtroppo, dovrà farlo a stretto giro di posta. Dovrà recuperare fondi che servono per affrontare un campionato di quarta serie, che sarà molto duro anche dal punto di vista economico l’anno prossimo; dovrà reperire fondi per chiudere la stagione attuale, ed è un impresa ardua; dovrà trovare delle soluzioni entro 20-25 giorni, perché non si può più tergiversare. La dirigenza deve fare a mio avviso una seria introspezione. Personalmente, se ci fossero le condizioni economiche e tecniche per continuare questo rapporto tra me e il Due Torri, io sarei felicissimo di proseguire questa avventura. Se queste condizioni non ci fossero, insieme prenderemo delle decisioni a tavolino e cercheremo di fare la cosa migliore per il bene di ambo le parti. Bisogna capire se ci sono i presupposti o meno per affrontare un campionato di quarta serie, il resto verrà di conseguenza». 

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Il futuro è ancora un punto di domanda, il passato è stato in qualche modo superato, il presente è il Due Torri in Serie D. Per il momento, complimenti al club pirainese per la permanenza nel più importante campionato dilettantistico nazionale, con l’augurio che la società biancorossa possa risolvere tutti i problemi che attraversa e possa ripresentarsi con tranquillità ai nastri di partenza della prossima stagione. Per Marco, per il paese e per tutti coloro che amano questa gloriosa maglia.

(Fotogallery Asd Due Torri)

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