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L’Arch. Sidoti assolto dall’accusa di concussione

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Capo d’Orlando –
Il Presidente del Collegio Giudicante della Sezione Penale del Tribunale di Patti, Dott.ssa Lazzara, coadiuvata dai Giudici a latere, Dott. Mandanici e Dott. Molina, ha pronunciato la sentenza di assoluzione “Perché il fatto non sussiste” nei riguardi dell’Arch. Mario Sidoti Migliore, Responsabile dell’Ufficio LL.PP. dell’Area Tecnica Manutenzioni-LL.PP.  del Comune di Capo d’Orlando, che, in qualità di RUP per i lavori inseriti nel Piano Integrato dei Sistemi Strategici Comunali attuato per la riqualificazione delle zone urbane commerciali centrali comprese tra le vie Libertà e Cordovena, realizzati tra il 2007/2009, è stato ingiustamente accusato di minacce dal titolare, Russo Giuseppe, della ditta appaltatrice dei suddetti lavori, la “Russo Costruzioni srl” di Giarre.

Tale denuncia portò al rinvio a giudizio dell’Arch. Sidoti Migliore da parte del GUP, su richiesta del Procuratore Generale presso il Tribunale di Patti, dott.ssa Raffa, per il reato di concussione, nonostante l’esibizione di prove documentali, esibite fin da subito dalla difesa (allora sostenuta anche dall’Avv. Carmelo Giuseppe Antillo) a sostegno della corretta azione tecnico-amministrativa posta in essere nell’appalto de quo da parte del suddetto professionista orlandino.

Con la citata sentenza assolutoria, lo stesso Organo Giudicante ha rinviato gli atti del procedimento alla Procura Generale acchè valuti l’avvio di una proceda contro il Russo Giuseppe per il reato di calunnia.

La pronunciata assoluzione era stata richiesta anche dal Pubblico Ministero, dott.ssa Bonanzinga, argomentandone, brillantemente e con puntuale rappresentazione dei fatti, le motivazioni formulate sulla base delle inequivocabili prove documentali, certificati dagli atti prodotti dagli Organi tecnici comunali preposti alla conduzione dell’iter realizzativo  dell’appalto e , suffragati dalle concordanti testimonianze dei testi e dalla perizia tecnica a difesa, prodotta dal Geom. Rosario Giuseppe Caliò, e, in ultimo, dalla testimonianza dello stesso direttore tecnico dell’Impresa, il Geom. Giovanni Sanfilippo, appositamente convocato dall’Organo Giudicante per acquisire, o meno, conferma delle accuse mosse dal Russo nei confronti dell’Arch. Sidoti Migliore.

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Proprio la testimonianza di quest’ultimo ha, platealmente, sconfessato le infamanti accuse del Russo (rivolte anche nei confronti del Sindaco, del Vice Sindaco, del D.L., Geom. Gugliotta, del Responsabile Area Tecnica Manutenzioni-LL.PP., Ing. Gatto, e del Responsabile Area Economico-Finanziaria, Dott. Colica), confermando la correttezza e la legittimità degli atti posti in essere dall’Arch. Sidoti Migliore, in qualità di RUP, vittima del Russo per avere richiesto in corso d’opera la rescissione del contratto a motivo di riscontrate irregolarità nella conduzione dell’appalto da parte della sua ditta.

L’Arch. Sidoti Migliore è stato difeso dagli avvocati Francesco Cacciola, del Foro di Patti, ed Alberto Gullino, del Foro di Messina, i quali, con la loro comprovata e riconosciuta professionalità, hanno coordinato, da subito, un’efficace azione di smantellamento delle diffamanti accuse formulate dal Russo Giuseppe, facendo emergere, di contro, la piena legittimità dell’azione tecnico-amministrativa posta in essere per la conduzione del lavori da parte dello stesso Arch. Sidoti Migliore, perfettamente rispettosa delle norme di legge, regolamentari e contrattuali poste a base dell’appalto e che ha trovato pieno riscontro e corrispondenza con i documenti, i fatti, le testimonianze, le fotografie ed i dati acquisiti ed esaminati nelle varie fasi dibattimentali.

L’Arch. Sidoti Migliore ha espresso grande soddisfazione e gratitudine verso i propri difensori, i testi ed il proprio perito per l’esito del dibattimento, essendo riuscito, ancora una volta, a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestatigli con la forza delle ragioni e del diritto, sconfessando, quindi, le accuse del Russo, le inesatte informative inviate alla Procura Generale dall’organo di Polizia Giudiziaria delegato alle indagini, fatte proprie dagli Organi inquirenti e giudicanti, in fase preliminare, senza alcuna preventiva verifica normativa e/o documentale esibita già in sede di decisione del rinvio a giudizio.

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