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Mr Bongiovanni: «Vicario faccia un bagno d’umiltà»

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Capri Leone – Dopo una sola stagione nel torneo di Eccellenza, il Rocca di Capri Leone ha conosciuto l’amaro sapore della retrocessione, che ha riportato i biancoazzurri in Promozione.

Se si esclude l’ultima, sfortunata parentesi Campofranco,  i due tecnici che hanno vissuto più da vicino le sorti del club caprileonese in questo ultimo lasso di tempo sono Calogero Vicario e Salvatore Bongiovanni (foto). Il primo artefice della promozione l’anno passato, il secondo condottiero dei “leoni” in questa tribolata stagione fino a sette giornate dalla fine.

Qualche giorno fa, mister Vicario aveva rilasciato ai nostri microfoni delle dichiarazioni piuttosto dure nei confronti di mister Bongiovanni, considerato il vero colpevole del fallimento del Rocca di quest’anno a causa della sua mentalità perdente. La replica da parte del tecnico santagatese non è tardata ad arrivare. L’ex allenatore dell’Orlandina ha voluto rispondere alle critiche del collega rilasciandoci una dichiarazione esclusiva.

«Dopo aver letto le dichiarazioni del Signor Vicario, mi sono sentito in dovere di rispondere in merito. Sono d’accordo con il Signor Vicario, che tra l’altro non ho il piacere di conoscere, quando dice che per gli allenatori parla la storia. A tal proposito dico che non cambierei mai la mia storia con la sua. Per me parla il mio modesto curriculum. Ho scritto pagine importanti, girando campi regionali e nazionali. A soli 25 anni ho preso il patentino di allenatore e sono stato tra i più giovani tecnici italiani di sempre. Ho cominciato a 15 anni ad allenare squadre di settore giovanile mentre svolgevo anche l’attività di calciatore, con una carriera sicuramente migliore di quella del Signor Vicario. Ho vinto innumerevoli campionati giovanili, provinciali e regionali. Come se non bastasse, mi sono laureato Campione d’Italia con la categoria Giovanissimi, ho vinto il titolo regionale Juniores con l’Orlandina sfiorando anche lo Scudetto. Passando all’attività senior, grazie alla grande fiducia che presidenti e direttori sportivi hanno riposto prima nelle mie qualità di uomo e dopo in quelle tecniche, ho avuto il piacere e l’onore di allenare squadre importanti e blasonate, che oggi militano in Serie D. Mi riferisco al Due Torri, dove sono subentrato a stagione in corso, in Eccellenza, prendendo in mano una situazione disperata. Alla fine arrivò una strepitosa salvezza. In quel lasso di tempo, mai una parola è uscita dalla mia bocca contro il mio predecessore, perché nella vita bisogna sempre avere rispetto per il lavoro altrui, giusto o sbagliato che sia. Inoltre, non rientra assolutamente nel mio stile di persona criticare il lavoro di un collega. Ho allenato l’Orlandina per tre stagioni, centrando anche i play-off di Eccellenza. Sono stato artefice del miracolo Tortorici, dove, con pochissimi mezzi economici e organizzativi, ho vinto a suon di record un torneo di Promozione con il miglior attacco, la miglior difesa (solo 5 gol subiti) e senza mai perdere una partita in campionato. Successivamente ho disputato tre campionati di Eccellenza con budget irrisori, ottenendo sempre la salvezza diretta e, in qualche circostanza, sfiorando l’accesso ai play-off. In quel contesto, ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere due persone stimabilissime come Antonio Sardo Infirri e Giuseppe Lombardo che, nel recente passato, hanno collaborato con me. Soltanto durante l’esperienza santagatese, intrapresa solo per amore del mio paese, dove con alcuni amici abbiamo provato a salvare il calcio, ho conosciuto l’onta della retrocessione, dopo però aver portato il Sant’Agata dalla Promozione all’Eccellenza. Poi, a causa dei pochi mezzi economici, strutturali e organizzativi, è arrivata la retrocessione. Nell’anno in cui il Signor Vicario ha vinto il campionato di Promozione, anzi, mi correggo, ha vinto i play-off, visto che il campionato lo ha vinto l’Igea Virtus, il suo Rocca di Capri Leone in attacco poteva contare su Marandano, Cicirello, Iuculano, Zingales, Onofaro, Truglio e qualche altro. Il mio Sant’Agata schierava il Dott. Andrea Prantera e Nicola Arpaia. Di rado scendeva in campo Antonio Cannistraci, falcidiato dagli infortuni. La mia rosa era completata da tanti juniores e da due grandissimi uomini e calciatori, Luciano Regina e Antonino Naro, che ho portato con me nella mia ultima esperienza da tecnico. Per ultima ho voluto conservare la stagione di Rocca di Capri Leone, dove, dopo un girone di andata strepitoso, nel girone di ritorno le cose non sono andare per il verso giusto, per varie vicissitudini che non sto qui a raccontare. Vorrei però ricordare al Signor Vicario che ho lasciato la squadra salva a sette giornate dalla fine, con 2 punti di vantaggio sulla zona play-out e con 4 punti di vantaggio sulla zona play-out bassa, con in calendario quattro partite interne e tre partite esterne da disputare. Io non pratico il “calcio champagne” che hanno praticato le squadre del Signor Vicario (San Basilio e Rocca di Capri Leone), però mi onoro di essere un tecnico dotato di grande competenza, professionalità, conoscenza della materia, carattere, personalità e soprattutto di grande umiltà. Voglio sottolineare che sono uno dei pochi allenatori che da 14 anni consecutivi (nove campionati di Eccellenza, cinque di Promozione) trova una panchina. Questo qualcosa vorrà dire. Ho lanciato decine e decine di ragazzi nel calcio dilettantistico e qualcuno tra i professionisti. Ho un buonissimo rapporto, costruito sulla lealtà e sulla stima reciproca, con tutti i miei colleghi, tranne che con il Signor Vicario. Mi auguro, anzi gli auguro, che riuscirà a ripercorrere la mia modesta carriera di allenatore. Infine, consiglio al Signor Vicario di fare un bel bagno di umiltà, augurandogli di trovare quanto prima una panchina in modo da poter dimostrare il suo valore. Per chiudere, un grazie sentito lo rivolgo all’amico e grande uomo Giuseppe Vitanza, che su facebook ha espresso parole di grande stima nei miei confronti, e a tutti i colleghi, calciatori e dirigenti, che telefonicamente si sono dimostrati molto solidali nei miei confronti».

Ognuno può stare dalla parte che preferisce. L’unica certezza, purtroppo, è che l’Usd Rocca di Capri Leone non ha raggiunto l’obbiettivo della salvezza e questo conta più di ogni altra cosa, responsabilità comprese.

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