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Incendi intimidatori, due arresti

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Messina – La notte dello scorso 7 maggio la Polizia di Stato intervenne in località Acqualadroni dove una villetta era stata data alle fiamme. Ignoti malviventi erano riusciti ad entrare all’interno della casa gettando ovunque liquido infiammabile.

Nella stessa notte, stessa sorte era toccata all’autovettura del proprietario della villetta, una Citroen parcheggiata sotto casa  in una via del centro città di Messina.

Immediata la risposta della Polizia di Stato: la Squadra Mobile ha dato in pochi giorni un volto a due dei responsabili.

Sono Giovanni Panarello e Salvatore Arena, entrambi messinesi, rispettivamente di 30 e 40 anni sottoposti ieri a fermo del P. M.. Le indagini eseguite dalla locale Squadra Mobile hanno permesso l’emissione del provvedimento da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina dott. Guido Lo Forte e dei Sostituti Procuratori dott.ssa Pellegrino e dott. Falvo.

ARENA SALVATORE copia PANARELLO GIOVANNI copia

Gli investigatori hanno anche chiarito le motivazioni che hanno spinto i due ai gravi atti intimidatori. Nel mirino dei malviventi c’era proprio il proprietario della villetta incendiata, un messinese, C.T. implicato in qualità di teste nell’operazione di polizia dello scorso 24 giugno, meglio nota come operazione Refriger.

Refriger consentì alla Polizia di arrestare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e armi quattro esponenti del clan Mangialupi alle cui attività illecite si arrivò dopo importanti sequestri susseguitisi nei mesi precedenti.

Il primo il 14 gennaio del 2013, quando la Squadra Mobile sequestrò un vero e proprio arsenale costituito da una pistola mitragliatrice, tre pistole semiautomatiche di vario calibro, due revolver, una penna pistola di fattura artigianale, un fucile automatico cal. 12 modello Breda, un panetto di tritolo del tipo militare di 492,3 grammi ed un cilindretto della stessa sostanza di 44,8 grammi, un migliaio di munizioni anche da guerra, un chilogrammo di polvere da sparo, nonché oltre due chilogrammi di marijuana.

Il secondo il 7 febbraio dello stesso anno quando furono trovati eroina e cocaina, armi e munizioni. Occultate ad una profondità di circa 40 cm, in un tratto di spiaggia collocato a ridosso del muro che delimita la passeggiata del lungomare, i poliziotti rinvenirono una pistola mitragliatrice, due pistole semiautomatiche, tre pistole a tamburo, circa duemila munizioni di vario calibro, nonché 15,684 Kg di eroina e 1,112 Kg di cocaina.

Le indagini che hanno portato oggi ai due arresti continuano. Altri individui presumibilmente implicati nei due incendi sono infatti in corso di identificazione.

Inoltre, quanto scoperto ha evidenziato che altre azioni ritorsive erano state programmate da parte dei due fermati. Nel mirino dei due anche un investigatore della Squadra Mobile.

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