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Piano utilizzo precariato, dentro anche gli Asu

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Palermo – Il governo Crocetta che attraverso l’assessorato al Lavoro sta effettuando un monitoraggio sulle attività svolte dagli Asu

ha scoperto che dei  2.000 di questi precari  (attività socialmente utili) assegnati ai privati, circa 400 incassavano il sussidio rimanendo però a casa perché non impegnati in attività lavorative. Naturalmente tutto questo potrebbe non dipende dalla loro volontà e trovare una destinazione più consona ai loro interessi e competenza potrebbe essere, per questa categoria di lavoratori, solo un bene.

«Ma questa è una operazione anche di moralizzazione – ha dichiarato l’assessore al Lavoro Giuseppe Bruno, in una conferenza stampa a cui era presente anche il governatore Rosario Crocetta – Siamo solidali con i precari ma devono essere davvero utili alla collettività! – continua l’assessore – Finora abbiamo controllato solo il 50% di questi lavoratori». Molto più possibiliste e lusinghiere verso la categoria, invece, le dichiarazioni del Presidente Crocetta: «Spesso, se questi lavoratori sono rimasti a casa senza lavorare, è stata colpa delle cooperative e delle altre strutture private dove erano stati assegnati; ho incontrato alcuni di questi lavoratori e mi hanno chiesto di sbloccare questa situazione perché vogliono essere impegnati in attività lavorative».

«Nel giro di qualche mese – ha continuato il governatore – metteremo ordine in questo campo, i controlli fatti per i Pip e ora sugli Asu saranno estesi anche a tutte le altre categorie. Questo è solo l’inizio sui precari – ha sottolineato Crocetta garantendo però un progetto per questa categoria di lavoratori – Lavoreremo a un piano di utilizzo generale del precariato. In passato sono mancati i controlli. Accadeva anche con i Pip, affidati magari alle parrocchie. Ieri sono stato a Partanna, Mondello, un bel posto con ville liberty ma pieno di erbacce. Mi sono detto: ma come, con tutti questi Pip e questi Gesip che abbiamo?»
La Prima mossa in quest’ottica è stata la decisione del governo regionale di assegnare 336 Asu ai Beni culturali, per svolgere attività lavorative nei musei, nei siti archeologici e monumentali Siciliani ( senza però avere responsabilità di custodia).
«Abbiamo l’esigenza di dare ai cittadini e ai turisti la possibilità di fruire del nostro patrimonio culturale nei festivi e anche durante le aperture serali previste per la stagione estiva», ha spiegato l’assessore Bruno (foto). «Molti Asu – continua Giuseppe Bruno – lavorano nel cosiddetto privato sociale. Grazie a una verifica abbiamo scoperto che uno su tre non operava in strutture esistenti». «Questo è solo l’inizio – ha aggiunto il governatore Crocetta -. I precari devono lavorare e fare quello per cui sono pagati. Nessuno si è mai posto, per un decennio, il problema che potessero svolgere un’attività utile».
Ad onor di cronaca va detto però che molti lavoratori del bacino Asu del nostro comprensorio all’interno dei Comuni dove sono “utilizzati” svolgono già mansioni utili e si dedicano anche alla tutela di beni culturali e museali dove svolgono già aperture serali e domenicali, il loro sussidio si aggira mediamente sui 576 euro che erogato dalla regione a singhiozzo creando dei vuoti monetari davvero pesanti soprattutto per chi con quel sussidio deve mantenere un intera famiglia. E’ giusto quindi controllare e arginare situazioni limite ma mai generalizzare visto l’impegno e la competenza lavorativa che molti di loro assolvono all’interno dei loro comuni di utilizzazione.
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