poz pala alberti

Chi vince la semifinale play off andrà direttamente in A1

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Capo d’Orlando
– Le possibilità sono reali. In serie A1 ci saranno due posti disponibili. Uno, come previsto, riservato alla vincente della finale play off di Adecco Gold, l’altro sarà lasciato vacante dal fallimento della Mens Sana Siena. In questi casi ad avere diritto di ripescaggio per prima dovrebbe essere, secondo il recente regolamento, la retrocessa. Ma potrà mai una Federazione completamente allo sbando, ancora in attesa di discutere la vicenda Minucci, ripescare una società che ha, proprio qualche giorno fa, multato e penalizzato per inadempienze dimostrate ? Nella prossima stagione, infatti, il sodalizio marchigiano partirà da -3 a causa della penalizzazione inflittagli sabato mattina dal Consiglio Federale Fip, sentita la relazione ComTec, in riferimento al mancato versamento delle mensilità di gennaio e febbraio Irpef, Inps e fondo di fine carriera. Difficile credere che possa effettivamente essere ripescata anche per la situazione economica più volte denunciata dalla società che ha chiuso la stagione senza stranieri.

Quindi? Semplice, la seconda ad averne diritto, sempre secondo regolamento, è la migliore piazzata del campionato immediatamente inferiore. Non è difficile fare uno più uno. Chi vincerà la prossima semifinale play off di Adecco Gold, con ogni probabilità, avrà un posto già assicurato nella massima serie, a prescindere da come si concluderà la finalissima.

A questo punto, l’Orlandina Basket, se dovesse riuscire nell’impresa per niente semplice di superare Verona o Veroli (la prossima avversaria dell’Upea si deciderà domani sera in gara 5) avrebbe già un piede in A1 e si tratterebbe, incredibile a credersi, del quarto ripescaggio in 10 anni esatti.

Era il 2004 quando Giovanni Perdichizzi aveva già costruito la squadra per la B1 dopo la retrocessione dell’Orlandina. In estate venne accettata la domanda di ripescaggio in Lega due e così nacque la favole del “se vuoi raggiungere le stelle ed arrivi alle nuvole hai fatto già bene…”.

Successivamente altri ripescaggi hanno caratterizzato la risalita della formazione del patron Enzo Sindoni a partire da quella squadra che per ricominciare con Peppe Condello, oggi coach dell’ASD Costa d’Orlando (che a proposito di ripescaggi ha presentato domanda per la C1 dopo essere stata promossa in C Regionale) doveva ripartire dalla Promozione e invece cominciò direttamente dalla C con un doppio salto. Per finire al recente ripescaggio in Adecco Gold, di due anni fa, con in panchina Massimo Bernardi.

Per quanto riguarda Siena anche il Sindaco, Bruno Valentini, chiede «a chi ne ha la facoltà» di ragionare sull’apertura di una azione di responsabilità nei confronti di chi ha amministrato la Mens Sana Basket, in primo luogo l’attuale presidente (dal 1 luglio) della Legabasket, Ferdinando Minucci. Può diventare l’ultima (piccola) scialuppa di salvataggio della società ormai fallita. L’ordine di esecuzione di misura cautelare per Minucci, la segretaria generale del club, Olga Finetti e i due soci della Essedue Promotions e Brand Management, Stefano Sammarini e Nicola Lombardini, eseguito giovedì, da questo punto di vista può dare una mano (ma per l’azione di responsabilità). Si legge, infatti, che le indagini hanno mostrato come l’attività criminosa abbia: «Contribuito al depauperamento e alla definitiva messa in liquidazione della società». Fosse dimostrato che il club è stato vittima di comportamenti fraudolenti, potrebbe essere più facilmente aiutato a non scomparire dalla Fip. Ma questa ha già respinto un piano presentato dal liquidatore che prevedeva la costituzione di una bad company, incompatibile col diritto sportivo. Quindi le porte sembrano completamente chiuse se non sbarrate. 

Nulla ancora è stato scritto o deciso. Ma il ragionamento, secondo regolamento, non fa una piega. Poi le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo quando parliamo di FIP. Ma la questione è seria e va presa in considerazione. A questo punto Giamarco Pozzecco è probabile che ripensi seriamente alle sirene “varesine”. A fine gara 4 vinta al pala Alberti contro Barcellona le sue lacrime erano sincere almeno quanto le sue parole. “Solo a Capo d’Orlando posso lavorare serenamente, con questi ragazzi meravigliosi che ho, e questo è quello che penso ci sia tra me e Capo d’Orlando, che va al di la di tutto, che è la stessa cosa che vivo quando sono a Varese”. Anche qui, uno più uno fa sempre due.

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