SINDONI, GdF E PREFETTO, SCONTRO FRONTALE


A Capo d’Orlando non esistono privilegi per nessuno e la sicurezza stradale viene prima della comodità di qualcuno“. Queste le parole del Sindaco Enzo Sindoni dopo aver ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio emessa dalla Procura della Repubblica di Patti, per il reato di rifiuto di atti d’ufficio ed omissione. La vicenda, di per se, somiglia tanto ad una delle più riuscite commedie pirandelliane che soltanto in Sicilia trovano tanto spazio. I fatti risalgono al mese di gennaio, quando il primo cittadino, con apposita disposizione di servizio, aveva disposto la riduzione del parcheggio antistante la Caserma della Guardia di Finanza, in Via Lucio Piccolo, per uno spazio di metri 5. Anche in campagna elettorale Sindoni aveva accennato alla questione, soprattutto nel corso del suo primo comizio, all’interno del teatro Rosso di San Secondo. Ma anche le fiamme gialle si sono appellate alla “sicurezza”. Secondo i finanzieri, infatti, la disposizione, cui veniva data attuazione da parte degli operai comunali, andava a modificare una situazione risalente al 1983, non tenendo in alcuna considerazione il fatto che le condizioni di sicurezza della Caserma, non  potevano più essere assicurate. Ma non basta. Il Prefetto di Messina, Francesco Alecci, ha sollecitato per ben due volte il Sindaco di Capo d’Orlando a ripristinare lo stato dei luoghi sempre con la stessa motivazione, e cioè, “al fine di riassicurare le condizioni di sicurezza alla struttura militare in questione“. Tutti dunque sembrano avere a cuore la sicurezza stradale e personale ma forse dietro c’è qualcos’altro. Dopo la pirandelliana vicenda, la scorsa estate, altro scontro tra Guardia di Finanza e Prefetto da una parte e Sindaco dall’altra. Al centro della querelle un noto panificio di Via 27 Settembre. Le fiamme gialle ne avevano disposto la chiusura per presunte irregolarità amministrative, il primo cittadino con ordinanza di ordine pubblico ne autorizzava la riapertura ed il Prefetto chiedeva spiegazioni. Insomma muro contro muro tra le parti che non sembra trovare sbocchi e pare che non sia finita qui.

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