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Dieci pesante accuse contro Letizia. Lo scontro è frontale

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Naso
– Sale a livelli altissimi la tensione ed il duello politico a Naso. Se fino ad oggi il teatro del contendere era limitato a scaramucce verbali e lancio di accuse reciproche, la minoranza consiliare guidata dal fuoriuscito presidente del consiglio Ivan Bevacqua sferra oggi un attacco pesantissimo alla gestione del  comune nasense con un documento ben più pesante nelle accuse di malagestione di quelle che portarono al commissariamento  del comune nell’era “vittoriana”. Il documento  che riporta la firma del presidente del consiglio Ivan Bevacqua e dei consiglieri Massimo Calanna e Claudio Bontempo , passa ai raggi X i primi quattro anni dell’amministrazione Letizia. Per l’occasione, la minoranza ha mobilitato anche l’onorevole Panarello, presente all’annuncio dell’iniziativa, che ha assicurato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Un documento dettagliato, duro e che non fa sconti a nessuno. Un documento importante perché per la prima volta esce dagli ambiti della semplice querelle cittadina  e richiama alle proprie responsabilità di controllo il Prefetto di Messina , l’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica , ma soprattutto la procura regionale della corte dei conti. L’Incipit del documento è tutto un programma con i tre consiglieri che, rivolgendosi alle autorità in indirizzo attenzionano “ le numerose violazioni di legge che vengono perpetrate dall’amministrazione comunale nasense a danno della Comunità e dello Stato”. Dieci punti ben articolati che si trasformano in dieci schiaffi ben assestati all’amministrazione in carica , ma soprattutto dieci capi d’accusa che i consiglieri firmatari rivolgono al modus operandi di una  gestione della “res pubblica”  in aperto contrasto, secondo loro, con il principio di legalità. I primi cinque punti contestano altrettante presunte violazioni. Al primo punto si contesta la mancata presentazione (in quattro anni di mandato) al consiglio comunale di una relazione scritta sullo stato di attuazione del programma e sulla attività svolta, violando la legge regionale del 26 agosto 1992 n. 7, così come modificata dalla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 che prevede che “Il Sindaco ogni anno presenta una relazione scritta al consiglio comunale sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta nonché su fatti particolarmente rilevanti”.  Viene in tal modo, sempre secondo la minoranza, violato anche l’art. 39 dello Statuto Comunale, che al punto 10 prevede un obbligo più stringente:  « il Sindaco ogni sei mesi presenta una relazione scritta sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta anche dalla giunta, nonché su fatti particolarmente rilevanti al Consiglio Comunale che, entro dieci giorni dalla presentazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni». Al secondo punto invece viene messo sulla graticola la mancanza di QUOTA DI GENERE IN GIUNTA ( l’art. 4 Legge 5 aprile 2011, n. 6)in quanto ad oggi “con la giunta composta da LETIZIA Daniele (Sindaco), COSTANTINO Massimo (Vicesindaco), MAROTTA Francesco, RANDAZZO MIGNACCA Giuseppe e RUBINO Giovanni evidenzia chiaramente la mancanza di donne in giunta e la conseguente violazione di quanto stabilito dalla sopraccitata legge che ha decorrenza  dal 1° Gennaio 2012”. Al punto tre si contesta la violazione dell’art. 14 dello  statuto comunale che prevede che “Il sindaco è tenuto a rispondere agli atti ispettivi dei consiglieri comunali entro 30 giorni dalla loro presentazione presso la segreteria del Comune…”  e le leggi in materia.Ad oggi, denuncia la minoranza, non risultano “non riscontrate” le interrogazioni protocollo n. 12001 del 25.09.2013, 15486 del 12.12.2013 e 2132 del 21.02.2014.

Risulta pertanto violato il principio di trasparenza delle pubbliche amministrazioni secondo i firmatari del documento.

Il secondo comma dell’art. 54 della Costituzione afferma inoltre che: “ I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore…”. Tale articolo di principio e di valore, affermano i consiglieri di opposizione, è stato costantemente violato dal Primo Cittadino di Naso in quanto, allorquando le interrogazioni sono state riscontrate, i firmatari sono stati costantemente denigrati a mezzo di comunicati stampa. E proprio per un comunicato stampa diffamatorio nei confronti di un Consigliere Comunale, il Sindaco Letizia risulta ad oggi essere rinviato a giudizio precisa la minoranza.

Al 4° punto si attenziona la questione “mutui” contestando all’amministrazione la violazione del 5° comma, lettera i) dell’art.11 dello Statuto Comunale, che prevede come sia prerogativa del consiglio comunale deliberare la contrazione di mutui (ai sensi dell’art.32 della legge n.142/90, modificato dall’art.1, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 48/91 e successive modificazioni L.R. 30/2000: … (per) la contrazione dei mutui…).Mentre  il Sindaco Letizia ignorando tale disposizione ha contratto numerosi mutui bypassando il consiglio comunale denunciano i firmatari della pesante nota. (MUTUO DI EURO 900.000,00 PER COSTRUZIONE RETE FOGNARIA – MUTUO DI EURO 497.250,00 PER RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO SCOLASTICO  – MUTUO DI EURO 100.000,00 PER REALIZZAZIONE CAMPO DI CALCIO A 5 OUTDOOR  – MUTUO DI EURO 40.000,00 PER ACQUISTO AREA AMPLIAMENTO CIMITERO COMUNALE). La quinta ed ultima violazione segnalata dall’opposizione riguarda “I SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE” (il 5° comma, lettera g) dell’art.11 dello Statuto Comunale) , altra competenza “esautorata” al consiglio comunale che con l’azione amministrativa si trova a non poter esercitare la funzione attribuitagli dall’dell’art.32 della legge n.142/90, modificato dall’art.1, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 48/91 e successive modificazioni L.R. 30/2000. Specificatamente i tre consiglieri tirano in ballo l’aumento della tariffa della mensa scolastica, mai discussa dal consiglio, ma fatta passare  nello stesso come una “presa d’atto” della delibera N° 35 del 29.11.2013.

Nella seconda parte del corposo atto ispettivo si affrontano le tematiche quali (6° PUNTO) la “SENTENZA POZZOBON” in cui il comune di Naso è stato condannato al pagamento della somma complessiva di €605.878,27 conseguentemente alla risoluzione del contratto di appalto stipulato con la ditta Pozzobon s.p.a. I tre consiglieri  chiedono “Senza voler entrare nel merito del lodo stesso, perché l’amministrazione subentrante non si sia opposta alle risultanze del lodo chiedendone l’annullamento nelle sedi opportune o una revisione del quantum che appare oltremodo spropositato rispetto all’entità della controversia.” Ma soprattutto chiedono “perché la problematica sia stata nascosta al Consiglio Comunale per quasi un anno e mezzo: lo stesso infatti è stato investito della questione in data 21.12.2012 (data in cui si è riconosciuto il debito fuori bilancio ) solamente a seguito di nomina del Commissario ad acta da parte del Tar. Non si comprende inoltre perché a tutt’oggi non sia stata pagata nessuna somma alla ditta creditrice. Si tenga presente, precisano nella nota i tre consiglieri, che dal momento della condanna, il debito continua “pericolosamente” ad aumentare per il nostro comune con la maturazione degli interessi” Al 7° punto viene contestata la gestione della vicenda riguardante il CONCORSO PER UN POSTO DI ISTRUTTORE DIRETTIVO, SETTORE TECNICO, CAT. D, INGEGNERE O ARCHITETTO che  “La seconda sezione del TAR di Catania, con sentenza  8 giugno 2012 n. 1474, ha annullato…(a seguito del ricorso di un potenziale candidato che aveva impugnato il bando chiedendo anche il risarcimento del danno)… in quanto  non era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nazionale o regionale, ma solamente nel sito internet del Comune il 15 aprile 2011, con scadenza del termine per la presentazione della domanda il 26 aprile 2011. Il ricorrente ha contestato, tra l’altro, la mancata pubblicazione, anche per estratto, del bando di concorso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, affermando che ciò gli aveva impedito di partecipare al concorso.” I consiglieri di minoranza sottolineano come  “ il TAR abbia condannando il Comune di Naso al pagamento delle spese, e si chiedono allarmati…”Ed ora chi pagherà per questo sprovveduto modus operandi?  I costi per il Comune ricomprendono le spese dei vari gradi di giudizio, la retribuzione versata all’ingegnere vincitore del concorso per il periodo in cui ha prestato servizio ed il compenso sostitutivo delle ferie non fruite dall’ingegnere??” Al punto n. 8 si mette sotto la lente d’ingrandimento i LAVORI DI CONTRADA GRAZIA .  I firmatari specificando che il comune di Naso aveva ricevuto “un finanziamento di euro 108.317,00 giusto D.A. N° 888/10 per la “Sistemazione di alcuni tratti di strade comunali e lo spazio antistante le case popolari di C.da Grazia (un cantiere regionale)” chiedono lumi sul perché…” La sistemazione dello spazio antistante le case popolari di C.da Grazia si è trasformato, in parole povere, nella realizzazione di una piazzetta. Per la realizzazione di quest’opera sono stati spesi circa euro 30.000,00. Appare sconcertante  e si configura come un vero e proprio sperpero di danaro pubblico, causando un danno erariale, l’aver successivamente distrutto (a distanza di qualche mese) questo piazzale (realizzata quindi con i fondi dell’On. Assessorato Regionale) per realizzare un’altra piazza sul medesimo sito al costo di circa euro 150.000,00. Il tutto è evidentemente indice di un’ improvvisata programmazione amministrativa che causa danni alle casse regionali: che senso aveva, infatti, “SPERPERARE” in quel luogo euro 30.000,00 se c’era l’intenzione di realizzare un’altra opera pubblica?”. Al punto nove viene esposta una ulteriore presunta violazione, e specificatamente si punta il dito sul BILANCIO PREVISIONALE 2013. Bevacqua , Calanna e Bontempo attenzionano la delibera di consiglio N° 40 del 20.12.2013 in cui risultano inserite in entrata somme di danaro che provengono dalla vendita di alcuni immobili comunali; vendita mai avvenuta e conseguentemente entrata mai verificatasi che risulta violare l’art. 7 lettera e) del Regolamento comunale di contabilità che dice: “… Il bilancio di previsione annuale, redatto in termini di competenza finanziaria, deve essere deliberato osservando i seguenti principi:… VERIDICITA’ – Tale principio impone di rappresentare in bilancio in maniera veritiera la realtà dei fatti amministrativo – finanziari che caratterizzano l’esercizio”. Nel decimo ed ultimo punto , ed atto di accusa all’amministrazione Letizia si ritorna sulla polemica scaturita dal compenso corrisposto a JOE CASTELLANO per il concerto del 1 Settembre 2013, concerto mai avvenuto (per le avverse condizioni meteo .n.d.r.) ma nonostante ciò all’artista era stato corrisposto un cachet di tredicimila euro. I consiglieri contestano le modalità del pagamento ma soprattutto che a fronte di ciò ci sia solo una promessa di un concerto nel SUMMER TOUR 2014 dell’artista. La chiusura del corposo atto , è un chiaro epitaffio sul quadriennio della gestione Letizia. “Questi 10 punti sono indicativi dell’incredibile cattiva gestione della res pubblica da parte dell’Amministrazione Comunale di Naso e dell’assoluto disprezzo della normativa vigente. Le SS. LL., per quanto di competenza, vogliano adottare i controlli ed i provvedimenti previsti dalla vigente legislazione regionale e nazionale”. Se tale atto è un passaggio dovuto nell’espletamento della funzione di controllo dell’azione amministrativa negli interessi della cittadinanza del piccolo centro Nebroideo , è chiaro che da parte dell’amministrazione  tale azione se non è  vista come una dichiarazione di guerra poco ci manca . Ciò farà inevitabilmente salire le fibrillazioni e le tensioni politiche ad un anno dalla prossima tornata elettorale. E’ facile quindi prevedere dodici mesi di passione  e di scontri verbali al calor bianco tra i due maggiori antagonisti , il Sindaco Letizia e il presidente del consiglio, il  “ribelle” Bevacqua ma guai a dimenticarsi “Re Vittorio” sino ad oggi alla finestra,  spettatore silenzioso ma interessato.

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