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Naso: il “dietro le quinte” dell’inaugurazione del museo dedicato all’on. Lo Sardo in una lettera del presidente Bevacqua

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Inaugurato il 25 aprile al Chiostro dei Minori Osservanti il museo dedicato alla figura del politico Francesco Lo Sardo è già al centro di discussioni.  Il presidente del consiglio comunale Bevacqua in una lettera da sfogo alla sua amarezza per essergli stato impedito di essere invitato all’evento come relatore, si legge nella nota, condizione posta dal Sindaco Letizia. Prima dell’inaugurazione il Sindaco ci aveva spiegato: ‹Il progetto è nato dall’idea della professoressa Franca Sinagra Brisca di voler realizzare un museo con i mobili presenti nella stanza del sindaco, appartenenti all’avv. Lo Sardo e donati  al Comune dalla famiglia negli anni ’90› . Il progetto, partito da settembre scorso, in collaborazione con la famiglia Lo Sardo ha arricchito gli ambienti che ospitano il museo di stampe, fotografie, quadri e libri di notevole interesse storico. ‹Il nipote dell’on. Lo Sardo, giornalista a “Europa Quotidiano” – ci aveva rivelato il sindaco Letizia – metterà a disposizione l’albero genealogico in documentazione originale della famiglia. Ma per quei documenti occorrerà aspettare qualche mese poichè il nipote si trova fuori sede›.

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Indignato il presidente Bevacqua che sostiene di aver partecipato in maniera attiva alla realizzazione di questo progetto annuncia: “Se il Sindaco dimostrerà di non avermi impedito, nelle mie qualità di Presidente del consiglio Comunale e cittadino nasitano, di relazionare all’inaugurazione della sala Lo Sardo, mi dimetterò dall’incarico. Viceversa, se il Sindaco si è reso protagonista d’un atto illiberale nei confronti d’un suo concittadino, scambiando la res pubblica per una cosa propria, ritengo doveroso un suo passo indietro. Un Sindaco ha il dovere di tutelare tutta la cittadinanza e non solo i propri simpatizzanti”.

A seguire la nota integrale del presidente Bevacqua:

Come risaputo, il 25 aprile è stato inaugurato a Naso, suo paese natale,  il primo museo dedicato all’Onorevole Francesco Lo Sardo per celebrare la memoria di un comunista martire di libertà.
Con questa nota intendo mettere a conoscenza di chi legge il “dietro le quinte” di quest’evento. Scrivo adesso, dopo settimane d’attesa, perché ho voluto evitare in tutti i modi che si potesse pregiudicare l’inaugurazione della sala del nostro illustre concittadino.
Il sottoscritto, in questi anni, insieme ad altre persone ha cercato di ricordare la figura di dell’On. Lo Sardo. Già nel dicembre del 2011 partecipai ad un convegno organizzato in sua memoria, intervenendo pubblicamente ed inaugurando la stele che, quello stesso giorno, venne posta in suo ricordo nell’omonima piazza. Il discorso fatto da me in quell’occasione è conservato proprio nell’attuale museo.
Negli anni a venire, più volte mi sono incontrato con i promotori dell’iniziativa d’allora. Alcuni mesi addietro, gli stessi mi prospettarono l’idea di dedicare una sala museale proprio all’On. Lo Sardo. Ovviamente sono stato entusiasta della notizia!
Durante l’ultimo incontro di circa un mese fa, ho dato degli spunti per la realizzazione dell’evento: ho proposto la data del 25 aprile o del 1° maggio per l’inaugurazione della sala (date simbolicamente legate a Lo Sardo), contattato dei possibili relatori, individuato argomenti da trattare, ecc.. In quell’occasione, proposi anche l’idea di lanciare una rivista che riprendesse le battaglie per le quali l’On. Lo Sardo si era speso in gioventù, a difesa sempre delle classi più deboli. Insomma, mi misi totalmente a disposizione. L’organizzazione mi chiese la presenza all’evento tra i relatori, non solo nella qualità di organo istituzionale dell’Ente, ma anche come persona valorialmente legata a Lo Sardo.
Non sarà sfuggito ai presenti all’evento del 25 aprile scorso, la mia assenza tra gli stessi.
Cos’è dunque successo?
Ebbene, allorquando al Sindaco di Naso è stato prospettato che io sarei stato inserito tra i relatori, lo stesso ha fatto dura opposizione “ad excludendum” del mio nome, ponendo la mia esclusione come condizione imprescindibile dell’iniziativa stessa (il tutto è facilmente documentabile in qualsiasi momento).
Pertanto gli organizzatori, a malincuore e per amore del nostro stimato concittadino Lo Sardo, hanno subito quest’ignobile arroganza di potere escludendomi da tutto.
Che dire? Aver ricordato Lo Sardo su queste premesse è semplicemente ridicolo ed in forte contrasto con tutto quello che ha significato la sua figura.
Un martire della libertà ricordato da chi toglie la libertà ad una persona d’intervenire pubblicamente,  in una giornata che aveva la sola finalità commemorativo – celebrativa.
Un gesto di inaudita insolenza e prepotenza politica che rende ben chiara la deriva autoritaria che sta prendendo il nostro Municipio. Togliere la libertà d’intervento ad una persona, sol perché si considera un oppositore politico, è un atto di una meschinità inqualificabile e di profonda ignoranza istituzionale. Siamo di fronte alla conferma che c’è chi, facendosi scudo di una investitura popolare che meriterebbe miglior uso e miglior causa, si dimostra semplicemente incapace di rappresentare civilmente le istituzioni.
E mi amareggia parecchio pensare che l’attuale maggioranza sia composta anche da persone (spero ignare!) che dovrebbero avere una particolare sensibilità su temi così delicati.
Lo Sardo è stato nuovamente incarcerato quel giorno!
Certo, ai più non interesserà. Anzi qualcuno si compiacerà pure del gesto.
L’augurio che faccio agli indifferenti è quello di non subire mai nella loro vita questi meschini atti di prepotenza che, in maniera assolutamente gratuita, feriscono la tua persona, il tuo spirito e chi ti sta accanto. Possiate non trovarvi mai nel caso dell’aforisma di Bertolt Brecht:
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

Naso, 30 aprile 2014

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI NASO

Ivan BEVACQUA

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