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La tua opinione: “aiutiamo Marco”

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“Aiutiamo Marco, ha un bisogno disperato di noi orlandini”. E’ questo l’appello che un orlandino rivolge ai suoi concittadini, nella speranza che unitamente si possa aiutare un ragazzo, che ormai da diversi mesi attira l’attenzione di molti passanti. Pubblichiamo di seguito la versione integrale dell’accorata lettera aperta a firma di G. Caccetta:

“Ieri sera mentre passeggiavo, per le vie cittadine, in compagnia di mia moglie e di due nostri amici, abbiamo notato in villa, in penombra e sotto una palma, un ragazzo che discuteva ad alta voce con un immaginario compagno o se volete amico; l’atteggiamento era reale; la discussione vivace…ma non c’era nessuno con lui. Mi è venuto un tuffo al cuore, mi sono talmente rattristito che mi si sono inumiditi gli occhi. Ci siamo allontanati e mentre eravamo sul corso questo ragazzo si è nuovamente materializzato sulla via; in piena luce, sono riuscito a vederlo bene: barba lunga ed incolta, capelli arruffati, vestiti stracciati e sciupati e sporchi, scarpe totalmente rotte, passo incerto e barcollante, denutrito, occhi scavati dalla miseria della sua condizione.

lo conosco! è MARCO; qualche anno fa ha lavorato al pontile al porto di Capo d’Orlando; allora era abbastanza pieno di vita, ma non riuscivo pienamente a percepirlo per i discorsi che mi faceva sul suo passato, per i rapporti con la sua famiglia, di certo so che è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al cervello (una malattia di certo gravissima).

Esco poco per le vie del paese, e già altre volte, lo avevo notato con quel suo passo ciondolante quasi portasse un grave peso sulle spalle; qualche volta abbiamo parlato e mi diceva che cercava lavoro, che viveva solo; nonostante capissi la sua grande solitudine, lo salutavo ed andavo via, mettendo nel dimenticatoio tutto il turbinio di sensazioni che mi attraversava l’anima e spaccava la mia sensibilità; quasi intuissi, già da questi sporadici incontri, il dramma a cui sarebbe andato incontro.

MARCO è un uomo, ha bisogno di aiuto, diamogli qualcosa per vestirlo, salutiamolo per la strada, diamogli o compriamogli qualcosa da mangiare, ma soprattutto non guardiamolo con insofferenza per la sua condizione, non voltiamogli le spalle quasi fosse un appestato. Forse è orgoglioso e per questo non cerca aiuto ma ne ha tanto bisogno!

Se ci avviciniamo, potremo aiutarlo a riprendersi, piuttosto che lasciare che il DRAMMA si compia, questo intuisco e questo voglio trasmetterVi mi sento colpevole di avere preso coscienza solo ora di questa triste storia; aiutare qualcuno deve riempirci di orgoglio e scatenare in noi una grande commozione…perché finalmente possiamo uscire dalla gabbia che il “tranquillo vivere quotidiano” ci costriusce sopra. Mi rivolgo a tutti i lettori di questa testata, ai Servizi Sociali ed alla Chiesa perché si adoperino ad aiutare Marco. Facciamolo tutti e presto.”

Giuseppe Caccetta

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