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S. Agata M.llo: la tradizione dei Sepolcri – Le foto

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L’appuntamento più importante dell’anno liturgico per i cattolici è la Pasqua, le cui celebrazioni sono entrate nel vivo già ieri, giovedì santo, con la giornata tradizionalmente dedicata alla visita dei “sepolcri”, o “orti”, come vengono definiti in alcune province dell’Isola. Gli altari delle chiese vengono addobbati con fiori, candele e l’unico ornamento consentito: i piatti cerimoniali contenenti germogli di grano, lenticchie, ceci ed altri legumi, ornati di carta dai vivaci colori, fiori, nastri ecc. portati in dono dai fedeli in chiesa.

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La visita ai sepolcri, allestiti nelle chiese principali , che a Sant’Agata Militello rimangono aperte sino a notte fonda, ha inizio già nella prima serata dopo la messa “in Coena Domini”, in cui si ricorda l’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli e l’istituzione dell’eucarestia.

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La messa si conclude con la processione del santissimo sacramento all’altare della “reposizione”, che diventa poi “sepolcro”, per il riferimento alla custodia di un corpo senza vita (anche se secondo la liturgia, la sera del giovedì, Gesù non è ancora morto) o “orto” che simboleggia le ultime ore di vita trascorse dal figlio di Dio nell’orto degli ulivi prima dell’arresto.

Secondo quanto spiega J.A. Jungmann( autore dell’opera La liturgia della Chiesa) “L’origine del rito dei “sepolcri” è molto antica. : “All’inizio del secondo millennio… dal Venerdì Santo al mattino di Pasqua si vegliava presso l’Eucaristia deposta insieme alla croce in un “sepolcro”. In tal modo si intendeva onorare le 40 ore di permanenza del corpo di Gesù nel sepolcro”. Prosegue lo storico: “Già nel II secolo apprendiamo che venivano onorate le 40 ore, durante le quali il Signore giacque nel sepolcro, con un digiuno completo di altrettante ore “.

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Secondo la tradizione infatti, sono 40 le ore in cui il corpo di Gesù sarebbe rimasto senza vita, ovvero dalle 3 del pomeriggio del Venerdì Santo alle 7 della domenica di Pasqua. La consuetudine vuole che si visitino le chiese in numero dispari, generalmente tra 5 e 7, da qui il detto della “visita alle sette chiese”.

Una tradizione che è stata perpetuata anche quest’anno nelle tre chiese principali santagatesi Chiesa Madre, Santa Lucia e Sacro Cuore, dove fino a tarda notte l’affluenza è stata copiosa. Particolare interesse ha suscitato il Sepolcro della Chiesa Santa Lucia dedicato ai Santi e alla loro devozione.

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