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Messina: “Last Orange” traffico illecito di rifiuti, i dettagli

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All’alba, nei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Mazzarà Sant’Andrea, Castroreale, Terme Vigliatore, Lentini e Napoli,  i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto unitamente a quelli del Nucleo Operativo Ecologico di Catania hanno dato esecuzione ad 8 misure cautelari personali emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti a carico di:

–       ARRESTI DOMICILIARI:

  1. CALABRÒ Nunzio, di Barcellona P.G. (ME), classe 1941, rappresentante dell’impresa “Canditfrucht s.p.a.” e presidente consiglio amministrazione medesima;
  2. CONTI MAMMAMICA Sebastiano, di Militello Rosmarino (ME), classe 1967, proprietario e conduttore omonima impresa individuale di Lentini (SR);
  3. MAZZEO Antonino, di Terme Vigliatore (ME), classe 1967, gestore della ditta di trasporti “Trasporti Line soc. coop.”, pregiudicato, detenuto in regime di 41 bis a seguito dell’Operazione “Gotha 4”;

–       OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.:

  1. ARCORACI Fortunato, di Barcellona P.G. (ME), classe 1956, autotrasportatore;
  2. CRINÒ Salvatore, di Barcellona P.G. (ME), classe 1967, autotrasportatore, pregiudicato;
  3. PANTÈ Mario, di Mazzarra’ Sant’Andrea (ME),classe 1970, autotrasportatore;
  4. FLORAMO Giovanni, di Barcellona P.G. (ME), classe 1953, autotrasportatore.

–       OBBLIGO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA:

  1. TRIOLO Giuseppe, di Barcellona P.G. (ME), classe 1976, autotrasportatore, pregiudicato.

Nel medesimo provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo della “CANDITFRUCHT S.P.A.” con sede in Barcellona P.G., affidata contestualmente ad un amministratore giudiziario, nonché di vari autocarri utilizzati per il trasporto illecito dei rifiuti.

Per tutti i destinatari del provvedimento restrittivo l’accusa è quella di avere, in concorso tra di loro, attraverso l’allestimento di mezzi ed attività continuative ed organizzate, trasportato, ceduto, smaltito e comunque gestito abusivamente ingenti quantità di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da scarti provenienti dalla trasformazione industriale degli agrumi (cd. Pastazzo d’agrumi e polpa), traendone un ingiusto profitto, quantificato in circa 2.000.000 (due milioni) di euro, derivante dal minor onere economico sostenuto rispetto all’avvio a regolari forme di smaltimento/recupero, distraendo così la naturale destinazione dei rifiuti in questione (discarica autorizzata e/o centri di recupero); tali rifiuti venivano illegalmente smaltiti presso vari siti nel territorio sia nella provincia di Messina che fuori, mancanti delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, nonché di quegli accorgimenti tecnico-strutturali finalizzati a limitare l’inquinamento delle sottostanti matrici ambientali a causa delle infiltrazioni dei liquidi di percolamento, che hanno determinato un grave danno all’ambiente, derivanti dalla decomposizione anaerobica degli scarti illecitamente smaltiti.

In particolare, il CALABRÒ Nunzio, nella qualità di legale amministratore della “Canditfrucht S.p.a”, è ritenuto responsabile di avere organizzato, autorizzato e consentito la condotta illecita, così disponendo e consentendo lo smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti, anche attraverso la predisposizione di documentazione atta a mascherare la natura di rifiuto del “pastazzo” e l’attività illecita dietro una fittizia compravendita di mangime animale. Ulteriormente al Calabrò è stato contestato l’illecito smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti liquidi derivanti dalla trasformazione degli agrumi nel depuratore comunale di Barcellona P.G. attraverso una condotta interrata realizzata ad hoc. Tali smaltimenti hanno peraltro provocato causa ripetuti malfunzionamenti del depuratore comunale con grave danno a tutti processi depurativi e di conseguenza con lo scarico in mare di reflui non depurati

A carico della Canditfrucht, infine, sono state contestate le norme relative alla responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi da soggetti di vertice o da dipendenti delle ditte stesse.

Almeno 70 operazioni di trasporto di materiale di scarto della lavorazione agrumaria si sono risolte in illecito trattamento di rifiuti. Di tali operazioni, 35 risultano compiute con mezzi nella titolarità della società “Trasport Line” di Mazzeo Antonino.

L’attività investigativa è iniziata nel mese di gennaio 2012 allorquando i militari della Compagnia Carabinieri di Barcellona P.G. rinvenivano e sequestravano un’area, situata nei pressi del sottopassaggio delle Ferrovie dello Stato di quel centro, sulla quale era stato abbandonato un ingente quantitativo di “pastazzo” di arance e di limone. Gli inquirenti, inizialmente coordinati dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, Dr. Giorgio NICOLA, individuavano ulteriori aree adibite a discariche abusive di detto materiale.

Le indagini proseguivano sotto la direzione del Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Dr. Camillo FALVO (la legge n. 136 del 2010 ha attribuito la competenza del reato contestato alle Direzioni Distrettuali Antimafia), unitamente ai Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto Dr. Giorgio NICOLA e Dr. Fabio SOZIO, applicati al procedimento, mediante l’effettuazione numerosi servizi di pedinamento e monitoraggio video dei mezzi con il quale veniva trasportato il materiale di scarto proveniente dalle ditte preposte alla lavorazione della materia prima.

Lo smaltimento illecito dello scarto agrumario avveniva mediante vari stratagemmi:

1) scaricandolo nelle aree limitrofe gli insediamenti adibiti a ricovero per animali, nonostante il “pastazzo” di arance non venga consumato, se non in modeste quantità, dal bestiame giacché poco gradito. Di fatto tali rifiuti rimanevano abbandonati sul suolo deteriorando l’ambiente a causa della sua forte acidità e per le sostanze in esso contenute. Inoltre, a seguito del processo di trasformazione che nel tempo ne riduce il volume, periodicamente veniva integrato da altro quantitativo. In cambio di tale “favore” gli allevatori ricevevano modiche quantità di pastazzo di limone, questo invece gradito dagli animali e più facilmente utilizzabile come materia prima per mangimi. La ditta forniva all’azienda agricola una fattura di cessione del rifiuto, facendolo passare per mangime animale, in quantità comunque sproporzionata rispetto al numero di animali posseduti dall’allevatore;

2) bruciandolo una volta divenuto secco. E’stato riscontrato che è divenuta consuetudine da parte di taluni allevatori di bestiame bruciare il “pastazzo” secco non consumato dagli animali, mediante lo spargimento di rami e sterpaglie su tutta la superficie che esso occupa sul terreno;

3) scaricandolo direttamente nei torrenti, specialmente nei periodi di pioggia cosicché si disperdesse rapidamente; in altre circostanze è stato occultato mediante la copertura con materiale torrentizio con l’ausilio di mezzi meccanici.

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, avevano avviato un approfondimento investigativo nell’ambito di una similare indagine avviata nel 2010, che aveva coinvolto la ditta “Ortogel spa” di Caltagirone (CT) esercente la medesima attività industriale della “Canditfrucht spa; seguendo alcuni automezzi pesanti provenienti dalla “Ortogel spa” che trasportavano “pastazzo”, gli operanti individuavano un sito di smaltimento ubicato in agro del comune di Lentini (SR) presso l’azienda agricola di proprietà del CONTI MAMMAMICA Sebastiano.

Presso tale sito, individuato anche dalle indagini condotte dai Carabinieri di Barcellona P.G., il 17 aprile del 2012, avvalendosi della collaborazione del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania, gli inquirenti coglievano in flagranza di reato alcuni degli odierni indagati, sequestrando cinque camion di tre aziende di trasformazione agrumaria, due dei quali provenienti proprio dalla “Canditfrucht spa” di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), i cui conducenti erano intenti a smaltire il c.d. “pastazzo” presso il bacino artificiale del CONTI MAMMAMICA. In tale sito veniva smaltito quello che nel settore della trasformazione agro-alimentare degli agrumi è il principale rifiuto, infatti lo scarto di lavorazione, il c.d. “pastazzo” di agrumi, costituisce circa il 60% degli agrumi lavorati. Il reato contestato è sempre quello di “Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” costituiti dal c.d. “pastazzo” di agrumi, derivato dagli scarti di lavorazione degli agrumi per la produzione di succhi concentrati, che veniva smaltito conferendolo ad una innumerevole serie di allevatori facendolo apparire come mangime animale.

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