Calogero Regina

Sant’Angelo di Brolo: intervista a Calogero Regina: «Città di Milazzo-Santangiolese? 51%-49%»

Calogero Regina

Dopo un finale di stagione quasi incredibile, la Santangiolese, alla prima apparizione della propria storia nel torneo di Promozione, si è qualificata per i play-off del Girone B, dove affronterà il Città di Milazzo.

La squadra allenata da mister Palmeri ha compiuto una vera e propria impresa, chiudendo al quarto posto in campionato e riuscendo quindi a centrare il prestigioso traguardo dopo un’annata strepitosa. A parlare di questa grande cavalcata biancoceleste ai microfoni di Radio DOC durante “Sport Park” è stato il difensore dei messinesi Calogero Regina, che non ha nascosto la soddisfazione per ciò che la sua squadra, con l’aiuto di allenatore e società, ha fatto in questi ultimi mesi.

Calogero, dopo aver vinto il campionato di Prima Categoria l’anno passato, ecco i play-off di Promozione quest’anno. Che campionato è stato per la Santangiolese?

«Abbiamo disputato un campionato straordinario. Da matricola non è semplice arrivare a lottare per i play-off, figuriamoci raggiungerli. Questo è un gruppo che negli ultimi due anni ha ottenuto due promozioni e questo sicuramente non avviene per caso. Siamo una squadra umile, compatta, che dà sempre il proprio massimo per raggiungere il risultato. Credo, comunque, che quest’anno abbiamo compiuto un mezzo miracolo, arrivando a ridosso di squadre con un budget estremamente superiore al nostro. Il campo, però, ha dimostrato che il calcio per fortuna non è fatto solo di soldi. Questo sport è prima di tutto passione, sacrificio e soprattutto voglia, cose che la Santangiolese ha sempre messo in campo senza mai risparmiarsi».

Nonostante la bella annata, avete passato anche qualche momento buio, riuscendo comunque ad uscirne alla grande. Qual è stato il vostro segreto?

«Nell’arco di una stagione attraversare qualche piccolo momento di calo è quasi fisiologico. In qualche partita non siamo stati impeccabili ma ci siamo sempre riscattati alla grande. Per restare al passato più recente, mi viene in mente la partita con il Castelbuono, che abbiamo letteralmente buttato, rischiando di perdere il treno play-off. Dopo quella sciagurata gara ci siamo fatti trovare subito pronti, vincendo per 2-3 una difficilissima partita a Sinagra nel derby e conquistando un pareggio all’ultima giornata che ci ha portati ai play-off. Il nostro segreto è stata la testa. Non ci siamo mai abbattuti, abbiamo avuto la forza di rialzarci dopo qualche colpo subito e questo è stato possibile grazie a tutti. La società ci è sempre stata vicina, non ci ha mai fatto mancare niente, quindi per noi giocatori essere sempre presenti mentalmente era quasi un obbligo; il mister è stato bravo a gestire il gruppo e i momenti di difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, infondendoci fiducia in ogni caso e lavorando sempre con grande serietà; infine, anche noi giocatori ci abbiamo messo del nostro ma, ripeto, siamo stati facilitati dalla società, che voglio ringraziare personalmente, e da un intero paese che ci ha sempre sostenuto e incoraggiato. Giocare a Sant’Angelo di Brolo è stupendo, è come vivere in un’oasi felice, un calciatore è messo in condizione di potersi esprimere al meglio».

La stagione è arrivata al suo culmine proprio all’ultima giornata, quando avete affrontato in casa lo Sporting Taormina capolista in una di quelle partite che vale un campionato. Che emozioni hai vissuto in campo durante quel match?

«È stata una partita incredibile. Lo Sporting è una squadra fortissima ma noi, dopo un anno di sacrifici, non potevamo permetterci di perdere. Siamo andati in svantaggio a causa di un gol assurdo, con il pallone che è finito in una pozzanghera beffando il nostro portiere. Poco dopo abbiamo trovato il pareggio ma, a 3′ dalla fine, è stato fischiato un rigore molto generoso per i nostri avversari. A dire la verità il rigore non c’era per niente e in quel momento ho pensato che dietro quel fischio ci fosse quasi un disegno superiore che voleva favorire una parte piuttosto che l’altra. Quando Totaro ha messo la palla sul dischetto mi è passato davanti agli occhi un intero anno di lavoro che poteva essere cancellato con un colpo di spugna per una decisione sbagliata dell’arbitro. Per fortuna Antonio Lamonica ha parato il rigore, portandoci ai play-off come credo meritassimo. Dispiace per lo Sporting che meritava a sua volta di vincere il campionato e che adesso dovrà giocarsi l’Eccellenza nello spareggio con la Castelbuonese ma il calcio è anche questo».

Adesso vi aspetta una difficile gara al “Grotta Polifemo” di Milazzo contro i padroni di casa del Città. Quante chances ha la Santangiolese di passare il turno e di arrivare quindi in finale?

«Partiamo dal presupposto che il Città di Milazzo è una squadra fortissima che durante la stagione si è addirittura rinforzata. Ho sempre creduto che sarebbero stati i mamertini a vincere il campionato, alla fine non è andata così più per meriti altrui che per demeriti loro. Detto questo, noi andremo a Milazzo senza nulla da perdere, con la voglia di continuare a stupire tutti. Chiaramente ci teniamo ad andare avanti, non siamo assolutamente sazi di quello che abbiamo fatto, dico solo che loro hanno più pressione addosso rispetto a noi. La Santangiolese si presenterà al “Grotta Polifemo” con il 49% di possibilità di passare il turno. Il piccolo margine che ci divide è costituito dal fattore campo. Sul rettangolo di gioco, invece, non c’è alcuna differenza tra noi e loro. I rossoblù sono più forti sul piano tecnico, noi sopperiamo alle nostre mancanze con una volontà incrollabile, sarà un grande scontro tra due squadre diverse tra loro ma che si rispettano e che hanno un obbiettivo comune: vincere».

Quale sarà il futuro di Calogero Regina?

«Per ora penso solo alla prossima partita con la Santangiolese, il mio futuro devo ancora deciderlo. Non gioco a calcio per soldi, prima di lasciare Sant’Angelo ci penserei mille volte, anche se le offerte non mancano. Non è comunque il momento di parlare di mercato, per quello c’è tempo. Piuttosto, non ho mai pensato di vivere col calcio, né voglio continuare a giocare all’infinito, anche se amo questo sport e ho sempre forti motivazioni che mi accompagnano. Non escludo di intraprendere un’altra strada nel futuro prossimo, vedremo. Intanto mi preparo per il Città di Milazzo, che è l’unica cosa che al momento impegna la mia mente, sperando di dover restar impegnato il più a lungo possibile durante questo finale di stagione!».

Domenica 27 aprile per la Santangiolese sarà il giorno della verità. Il Città di Milazzo, squadra rivale nella corsa alla finale play-off, è una compagine di assoluto valore ma Regina e soci non temono niente e nessuno. I biancocelesti daranno ancora una volta battaglia, senza niente da perdere e con tanto amore per una maglia che rappresenta un intero paese, oggi terra di una delle più belle realtà calcistiche del comprensorio.

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