unime

Messina: UniMe, studenti al Rettore: «Equivoco tasse, serve chiarezza»

unime

Maggior chiarezza e informazione limpida e diretta. Queste le richieste degli studenti universitari di Messina al Magnifico Rettore dell’UniMe, Prof. Pietro Navarra, sull’equivoca situazione tasse. Varie le segnalazioni che ci sono arrivate da studenti frequentanti l’Ateneo messinese riguardo un qui pro quo sulle tasse che tali studenti, secondo l’università, dovrebbero pagare, nonostante dei decreti ministeriali dicano il contrario.

In sostanza, ogni anno, nel mese di luglio, viene pubblicato un bando dell’ERSU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio) per la concessione delle borse di studio regionali. I ragazzi presentano domanda, chi possiede i requisiti vince una borsa di studio che va dai 1.900 euro ai 3.800 euro. Data la mancanza di risorse, poi, vi sono anche ragazzi che nonostante possiedano i requisiti di reddito non riescono ad ottenere la borsa di studio e vengono identificati quali idonei non beneficiari. Questo per quel che riguarda il rapporto studenti/ERSU.

Per quanto riguarda, invece, il rapporto studenti vincitori o idonei non beneficiari/università, esiste un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2001 che espressamente recita all’art. 8: “1. Le università esonerano totalmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari, per tutti i corsi di cui all’articolo 3, comma 1, 2 e 3, gli studenti beneficiari delle borse di studio e dei prestiti d’onore, nonché gli studenti risultati idonei al conseguimento delle borse di studio concesse dalle regioni e dalle province autonome che per scarsità di risorse non siano risultati beneficiari di tale provvidenza e gli studenti in situazione di handicap con un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 66%”.

Ancora, nel 2012 è stato emanato un decreto legislativo (68/2012) che all’art. 9 comma 2 prevede: “2. Le istituzioni e le università esonerano totalmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari gli studenti che presentino i requisiti di eleggibilità per il conseguimento della borsa di studio e gli studenti con disabilità, con riconoscimento di handicap ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o con un’invalidità pari o superiore al 66%”.

Com’è facilmente intuibile, tra le due norme cambia molto poco e impongono entrambe, in attuazione della tutela del diritto allo studio, la norma per cui chi vince la borsa di studio o ne presenta almeno i requisiti è esonerato dal pagamento di tutte le tasse universitarie. Tutto questo avviene praticamente in ogni università di Italia.

Sulla base di tutto ciò, gli studenti messinesi hanno come ogni anno presentato la richiesta d’esonero ma questa volta non tutto è andato come sarebbe dovuto andare. Tutte le dispense dal pagamento, infatti, sono state rigettate. In realtà non è stato emesso nessun provvedimento formale. Esiste soltanto una mail con cui il Dirigente ordina il blocco di tutte le richieste che riguardano rimborsi e compensazioni, di modo che le segreterie periferiche non possano più modificare la situazione del singolo studente e accordargli, quindi, l’esonero dal pagamento. Il sito prevede, pertanto, la pendenza del pagamento. In pratica, il risultato è che tantissimi ragazzi, alcuni, tra l’altro, con redditi familiari particolarmente bassi, saranno costretti a pagare nonostante siano destinatari del beneficio legislativo.

Preso atto della situazione, gli studenti della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, sempre facente capo all’Università di Messina, hanno scritto un’istanza indirizzata ai dirigenti competenti e al Rettore per ottenere un provvedimento espresso sulle istanze di esonero inviate e l’accesso agli atti endoprocedimentali di interesse. L’istanza è del 21 marzo 2014 ma fino a questo momento nessuna risposta è ancora arrivata, poiché il Rettore dell’Ateneo messinese è attualmente negli Stati Uniti. Intanto, però, i ragazzi che devono necessariamente sostenere degli esami sono costretti a pagare queste tasse per proseguire i propri studi.

Abbiamo chiesto un’opinione sulla questione ad uno dei rappresentanti della Scuola di Specializzazione, l’orlandino Alessandro Dini, che ha così commentato la vicenda: «Siamo in attesa di risposte, l’Ateneo ha l’obbligo di spiegare il motivo della mancata concessione del beneficio previsto dalla legge. Non assisteremo impassibili all’esercizio di un potere impositivo, che riteniamo contra legem e lesivo del diritto allo studio, proprio nelle aule dove abbiamo imparato i principi che governano uno Stato di Diritto. È la salvaguardia di questi valori che ci impone di agire e di informare gli studenti, di modo che tutti gli interessati siano messi in condizioni di pretendere, a fronte di risposte troppe volte elusive e insoddisfacenti, l’intangibile rispetto dei propri diritti».

Vedremo come si concluderà questa spinosa questione riguardante un eventuale pagamento di tasse universitarie non dovuto. Intanto gli studenti hanno fatto il loro primo passo alla ricerca di risposte a domande legittime che, finora, sono state poste invano.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close