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C. d’Orlando: “Il sindaco alza polveroni e non risponde alle domande dei cittadini”

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“Il sindaco alza polveroni e non risponde alle domande dei cittadini. Perché questi costi cosi’ alti ? Perché per il servizio rifiuti non viene fatta una regolare gara d’appalto ?” Non tarda ad arrivare la replica dell’associazione Paese Parallelo al comunicato stampa diffuso ieri dal Sindaco Enzo Sindoni sulla presentazione di un esposto alla Procura contro il sodalizio presieduto da Salvatore Librizzi.

Di seguito la risposta integrale a firma dell’Associazione Paese Parallelo:

“E’ sempre la solita tattica. Quando il sindaco non vuole o non può rispondere nel merito delle critiche elude le domande, e lo fa in modo teatrale alzando immensi polveroni entro i quali far sparire una verità scomoda.

L’annunciata querela contro questa associazione ha appunto lo scopo di ribaltare il tavolo e non spiegare pubblicamente come dovrebbe, se tutto fosse chiaro e limpido, il perché dei costi esorbitanti che i cittadini pagano per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e perché in questo paese non si fanno gare d’appalto ma si affidano lavori e servizi con ordinanze.

Il sindaco ha chiesto alla Procura di Patti di accertare i fatti. Bene! Nel nostro piccolo, contribuiremo anche noi, con umiltà, al chiarimento dei fatti.

Come auspica il sindaco, sarà dunque la Procura di Patti a verificare se nella gestione dei rifiuti esistono o meno rapporti privilegiati e potenziali conflitti di interesse. Quella stessa Procura che ha concluso con richieste di rinvio a giudizio le indagini su alcuni aspetti della gestione ex ATO ME1.

Anche quando i cittadini di Capo d’Orlando pagavano quasi il doppio il servizio di erogazione del GAS metano il sindaco non aveva nulla da dire e da spiegare, ma ci è voluta l’iniziativa di questa associazione a far emergere le inadempienze della ditta concessionaria circa il collegamento alla rete SNAM, tollerate per quasi dieci anni da una distratta amministrazione comunale. Inadempienze da un lato e distrazioni dall’altro che sono costate, in media, quasi 1.000 euro l’anno a famiglia.

E’ tempo di cambiare! Non si possono più tollerare gestioni incontrollate di servizi che scaricano sui cittadini costi tanto ingiustificati quanto insopportabili.

E’ tempo di fare chiarezza”.

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