caro rifiuti 05

C. d’Orlando: riaffidato servizio raccolta rifiuti alla Gilma. Pesanti le accuse di Paese Parallelo

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“Così come è stato per la questione del “Caro Gas” (nella quale, è bene ricordarlo, per non avere fatto rispettare il contratto al concessionario, i cittadini di Capo d’Orlando hanno pagato per quasi un decennio un costo doppio per la fornitura del Gas rispetto ai comuni viciniori), anche in questo caso, l’Amministrazione comunale non vuole sentire ragioni e, a testa bassa, difende lo stato di fatto, i privilegi e gli interessi che girano intorno ad un affare da circa 250 mila euro al mese”. Pesanti le accuse lanciate dall’associazione Paese Parallelo, da tempo impegnata nel tentativo di sensibilizzare i cittadini di Capo d’Orlando su importanti tematiche legate al risparmio su servizi fondamentali, al primo cittadino Enzo Sindoni per aver nuovamente affidato con ordinanza il servizio di gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti alla ditta Gilma senza gara d’appalto.

Di seguito comunicato stampa integrale:

Il sindaco del Comune di Capo d’Orlando, incurante delle proposte avanzate da centinaia di cittadini con la petizione popolare proposta per rivedere i costi del servizio (triplicato negli ultimi anni), ha (ri)affidato con ordinanza, fino al 30 settembre 2014, la gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti alla “solita” Ditta, Gilma S.r.l., senza gara d’appalto.

La grave decisione del sindaco di non indire una gara d’appalto pubblica e, quindi, di impedire ad altre imprese concorrenti operanti nel settore di partecipare in regime di libera concorrenza, pregiudica ancora una volta la possibilità di ridurre le spese che i cittadini devono sostenere per un servizio i cui costi sono abbondantemente superiori alla media regionale e nazionale.

A tutt’oggi, non è possibile conoscere in maniera trasparente il dimensionamento dei servizi attraverso il quale, partendo dai costi base dei mezzi e della manodopera, si potrebbero calcolare i costi effettivi dello spazzamento, della raccolta e del trasporto dei rifiuti indifferenziati e quelli della corretta e completa gestione di raccolta e di conferimento alle aziende specializzate dei differenziati.

Non è dato sapere inoltre quanta redditività abbia prodotto per la collettività il riciclo dei rifiuti differenziati.

E’ strano anche che gli importi da pagare per i servizi siano uguali a quelli sostenuti in regime A.T.O., nonostante l’aumento dei costi di esercizio dei mezzi e della manodopera; conoscere il numero effettivo degli addetti, dei mezzi impiegati e dei servizi svolti nel centro e nelle contrade è quindi essenziale per verificare la congruità dei “numeri” che il sindaco, imperterrito, continua a giustificare “nascondendosi” dietro l’incomprimibilità dei costi della manodopera.

Quello che sappiamo di certo è che, con la chiusura degli A.T.O., la gestione è tornata nuovamente in mano ai comuni; nonostante ciò, le tariffe rimangono esose e il costo del servizio incide pesantemente sul bilancio delle singole famiglie.

L’obiettivo che ci siamo posti promuovendo la petizione popolare e indicando proposte concrete, totalmente ignorate, va nella direzione di un confronto propositivo con l’Amministrazione Comunale, al fine di trovare le soluzioni giuste per diminuire i costi e contenere la pressione sui cittadini-contribuenti, i quali, con la grave crisi economica in corso, incontrano sempre maggiore difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Le nostre proposte sono una buona occasione anche per confrontarsi con i cittadini, un modo per fare chiarezza e allontanare dubbi e sospetti che, invece, con quest’atteggiamento di chiusura si alimentano e si ingigantiscono.

Così come è stato per la questione del “Caro Gas” (nella quale, è bene ricordarlo, per non avere fatto rispettare il contratto al concessionario, i cittadini di Capo d’Orlando hanno pagato per quasi un decennio un costo doppio per la fornitura del Gas rispetto ai comuni viciniori), anche in questo caso, l’Amministrazione comunale non vuole sentire ragioni e, a testa bassa, difende lo stato di fatto, i privilegi e gli interessi che girano intorno ad un affare da circa 250 mila euro al mese.

E’ del tutto evidente che in questo atteggiamento di netta chiusura da parte dell’A.C. pesano le relazioni all’interno della stessa maggioranza consiliare e il conflitto d’interessi di alcuni soggetti che intendono tutelare direttamente interessi particolari, imponendo scelte e decisioni che, come in questo caso, appaiono in palese contrasto con gli interessi della collettività e con l’interesse pubblico.

Come Associazione “paese parallelo”, come abbiamo fatto per il “Caro Gas”, anche a supporto dei gruppi consiliari, continueremo a denunciare pubblicamente gli interessi che ruotano attorno alla gestione dei servizi comunali; proseguiremo questa  “battaglia” giusta, affinché i costi di tutti quei servizi che gravano interamente sui bilanci delle famiglie siano i più equi e trasparenti possibili.

Proseguiremo anche nell’azione divulgativa al servizio della cittadinanza, fornendo le informazioni che l’A.C. le nasconde e gli strumenti per farsi sentire.

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