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Piraino: Ufficio tributi, la verità sul caso “bollette”.

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Dopo il pretestuoso attacco da parte di 6 consiglieri di maggioranza all’Ufficio Tributi del Comune di Piraino per un presunto errore, poi rivelatosi inesistente,  sul calcolo delle tariffe relative alle bollette dell’acqua recentemente recapitate, a chiarire la situazione, oltre alla nota ufficiale del Responsabile dell’Ufficio tributi protocollata e recapitata all’esecutivo, arriva anche il comunicato del gruppo consiliare autonomo “Semplicemente Piraino”, che spiega la situazione paradossale venutasi a creare e spezza una lancia in favore dell’operato dei dipendenti, sempre ligi al senso del dovere e collaborativi con l’attività amministrativa.

Da un punto di vista sostanziale della vicenda– scrivono i consiglieri di Semplicemente Piraino –  che poi è quello che più interessa ai cittadini pirainesi, il risultato attuale è rappresentato dalla scelta compiuta dalla Giunta Municipale – unico organo competente per tale scopo, salvo approvazione di specifico regolamento, attualmente non vigente – di consentire la dilazione del pagamento del canone relativo al servizio idrico 2012 in numero 5 rate, ammortizzando il carico tributario della famiglie e dei commerciati pirainesi, in un momento in cui la crisi economica che attanaglia il paese si ripercuote fortemente su queste categorie.

Sarebbe stato sufficiente evidenziare tanto, se attorno alla vicenda non si fosse fatta – a nostro avviso ovviamente –  una “comunicazione” confusionaria e, per alcuni versi, poco aderente alla realtà, a cui è conseguita  – sempre a nostro avviso – un’immagine distorta degli uffici comunali, dove gli impiegati sono quotidianamente impegnati a portare avanti con passione e dedizione il loro lavoro, solo, ed esclusivamente, nell’interesse dell’Ente Comune.

La precisazione appare doverosa per dare un’informazione corretta ai nostri concittadini, cercheremo dunque di fare un po’ di chiarezza senza perderci in eccessivi tecnicismi.

Quello che da più parti è stato indicato come un calcolo errato delle tariffe applicate sulla bollettazione da parte dell’ufficio, in realtà non lo è. Non si tratta, dunque, di un “errore di calcolo della tariffa” quanto piuttosto “dell’erronea esistenza di due piani tariffari portati dalla stessa delibera”, una pubblicata sul sito online del Comune, l’altra agli atti della Segreteria Comunale e dell’Area Economica. Chiaramente la contemporanea esistenza di due allegati dissimili è il frutto di uno sbaglio, di un pri (qui??) pro quo, che esula dall’attività concreta di calcolo compiuta dall’Ufficio. Difatti, mentre in quella pubblicata sul sito online del Comune è stato allegato un prospetto tariffario con aliquote inferiori, seppure di lieve entità, rispetto a quelle applicate nelle bollette recapitate agli utenti, nell’originale agli atti della Segreteria Comunale e dell’Ufficio il prospetto allegato riporta tariffe diverse, leggermente aumentate, medesime a quella applicate sulle bollette annullate.  Da un esame attento dei due diversi allegati, emerge chiaramente che sono uguali i risultati economici e la copertura del servizio in bilancio. Differenti risultano invece le aliquote tariffarie delle varie fasce di consumo, nonché il numero delle utenze domestiche e non domestiche riportate nello schema previsionale. In uno viene elaborata una previsione di gettito calcolata – tra residenti, non residenti ed attività commerciali – su 3.330 utenze, nell’altro il numero di utenze indicate risulta essere complessivamente 2.830. Qualche profano di “vita amministrativa”, brillantemente sospinto da un’irrefrenabile indole inquirente, potrebbe legittimamente inferire che si voglia sobbarcare – dolosamente –  su 2.830 cittadini di Piraino il costo relativo al consumo d’acqua effettuato da 3.330 utenti. Per noi consiglieri comunali – ma non solo – basta consultare la determinazione n°20 del 22/01/2014, con la quale il servizio tributi ha approvato il ruolo acquedotto 2012, per confutare ogni dubbio sulla presunta “sparizione” di 500 utenze. Con la determina appena citata infatti, è stato approvato un ruolo – mezzo di riscossione dei tributi, dove vengono indicati i soggetti passivi del canone idrico – comprendente 3.269 utenze obbligate al pagamento. I numeri tornano, nessun utente è stato “graziato” dal pagamento dell’acqua. Tutt’al più, con l’applicazione delle maggiori tariffe sulla utenze realmente censite, si sarebbe verificato un avanzo di gestione del servizio, che “male” non avrebbe fatto al nostro Comune se la congiuntura economica non impedisse a tante famiglie di arrivare a malapena alla fine di ogni mese e, prima, si predisponesse un piano di interventi mirato all’ottimizzazione dei costi e alla riduzione degli sprechi.

Di fatto resta la difformità dei prospetti allegati alla delibera di G.M. che presto sarebbe stata spiegata se si fosse avuta la solerzia di chiedere conforto agli Uffici interessati, tentando di risalire al bandolo della matassa. Dalle ricerche e dall’analisi svolta dal nostro gruppo consiliare, emerge che si è trattato con molta probabilità di un erroneo inserimento degli allegati all’interno della delibera durante l’attività di collazione e cucitura dell’originale e della copia utilizzata per la pubblicazione dato che, all’epoca, e cioè alla data della deliberazione di Giunta Municipale che risale al 2 Ottobre 2012, diversi erano i prospetti di tariffa presentati al vaglio della Giunta Municipale (tant’è che la proposta di deliberazione è datata 06/08/2012). ”

Il comunicato chiarisce l’ingarbugliata vicenda, ma ciò che balza soprattutto agli occhi dei pirainesi è che alcuni consiglieri di “maggioranza” abbiano dovuto scrivere al sindaco, nonostante siano esponenti diretti dell’esecutivo. Una situazione, che a dire il vero, ha ancora di più del surreale.

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